I Paesi africani stanno aprendo la strada verso la mobilità sostenibile

Maggio 04, 2026 - 11:57
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I Paesi africani stanno aprendo la strada verso la mobilità sostenibile

Il 30 aprile i ministri dei trasporti e dell'energia africani riuniti a Johannesburg per il quinto Specialized Technical Committee on Transport and Energy (STC-T&E) dell’Unione Africana (UA), hanno approvato il Pan-African Action Plan for Active Mobility (PAAPAM) e il Continental Framework on Electric Mobility che puntano ad affrontare il crescente numero di morti sulle strade, l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra legati ai trasporti nel continente, incrementando gli investimenti nella mobilità pedonale, ciclabile e nei veicoli elettrici.

Secondo l’United Nations Environment Programme (Unep) «Questi due endorsement dei Paesi africani, siglati nel primo anno del Decennio delle Nazioni Unite per i trasporti sostenibili (2026-2035), mettono l'Africa nella posizione ideale per affrontare le sfide climatiche, sanitarie, di accessibilità e sicurezza, sbloccando al contempo opportunità economiche attraverso un approccio integrato che abbraccia sia la mobilità attiva che quella elettrica. Insieme, i due quadri di riferimento costituiscono una roadmap per mobilitare investimenti, rafforzare gli impegni politici e accelerare l'azione nazionale in materia di trasporti sostenibili in tutta l'Africa».

Il Commissario per le Infrastrutture e l’energia dell’Unione Africana, Lerato D. Martaboge, ha commentato: «L’approvazione invia un segnale chiaro: i governi africani riconoscono l’urgenza di passare alla mobilità elettrica, investendo al contempo nella sicurezza e nel benessere del miliardo di persone che ogni giorno si spostano a piedi o in bicicletta. Questi due frameworks continentali forniscono l’orientamento strategico che guiderà un’azione politica coordinata e sbloccherà le risorse di cui il continente ha bisogno per industrializzarsi e costruire sistemi di trasporto più sicuri, puliti e inclusivi»

Il Continental Framework on Electric Mobility in Africa è un quadro politico, elaborato dalla Commissione dell'Unione Africana (AUC) in collaborazione con la United Nations Economic Commission for Africa (UNECA) e l’Unep, fornisce agli Stati membri dell’Unione Africana orientamenti strategici armonizzati su nove pilastri per accelerare l'adozione dei veicoli elettrici, promuovere la produzione locale, espandere le infrastrutture di ricarica e garantire una transizione equa e inclusiva, sfruttando il vasto potenziale di energia rinnovabile del continente. .
All’Unep evidenziano che «Le ragioni per un cambiamento sono inconfutabili: il settore dei trasporti in Africa è responsabile del 31% delle emissioni di CO2 e oltre il 70% del fabbisogno di carburanti raffinati nel continente è ancora soddisfatto dalle importazioni. La mobilità elettrica sta già prendendo piede in tutta l'Africa. Sono in circolazione circa 132.000 veicoli elettrici, con l'Etiopia in testa, e circa la metà dei Paesi africani è impegnata nell'assemblaggio o nella produzione di veicoli elettrici e di apparecchiature di ricarica. Ben 31 Paesi africani menzionano ora la mobilità elettrica nei loro nationally determined contributions (NDC) nell'ambito dell'Accordo di Parigi».

Il Pan-African Action Plan for Active Mobility, coordinato da AUC, Unep, UN-Habitat , Ufficio regionale per l'Africa dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e UNECA, è il primo quadro di riferimento nel suo genere a unire le nazioni africane attorno a un impegno condiviso per dare priorità (e finanziamenti) alle esigenze di pedoni, ciclisti e altri utenti del trasporto non motorizzato, cioè alle modalità di trasporto ancora più diffuse nel continente africano. Riconosce il ruolo centrale della mobilità attiva nella costruzione di comunità giuste, resilienti e inclusive, garantendo al contempo un ambiente più sicuro, pulito, sano e sostenibile. Punta a trasformare la mobilità in tutta l'Africa, dando iI cinque obiettivi del PAAPAM: sicurezza, accessibilità, comfort, soddisfazione degli utenti, impegno e investimenti.

All’Unep ricordano che «La posta in gioco è alta: più di un miliardo di persone in Africa camminano o vanno in bicicletta per quasi un'ora ogni giorno per raggiungere il lavoro, la scuola, i mercati e i servizi sanitari. Eppure, le infrastrutture stradali in tutto il continente spesso non soddisfano gli standard di sicurezza raccomandati e gli investimenti in infrastrutture per pedoni e ciclisti rimangono ben al di sotto di quanto necessario. Le conseguenze sono drammatiche. L'Africa rappresenta il 24% delle vittime globali degli incidenti stradali, pur possedendo solo il 3% del parco veicoli mondiale, e pedoni e ciclisti costituiscono oltre un terzo delle vittime».

La vicedirettrice esecutiva dell'Unep, la tanzaniana Elizabeth Mrema, fa notare che «Camminare, andare in bicicletta e utilizzare veicoli elettrici sono tra le soluzioni più efficaci, economiche e pratiche a nostra disposizione per affrontare la crisi climatica, migliorare la salute pubblica e costruire città più vivibili. Questi riconoscimenti significano che i governi africani dispongono di un piano d'azione per accelerare gli investimenti che apportano benefici in tutti i settori, dall'aria più pulita e dalle minori emissioni al risparmio economico, a comunità più forti e all'indipendenza energetica».

I due piani approvati a Johannesburg si inseriscono in una serie di impegni politici a favore della mobilità attiva ed elettrica già in corso in tutta l’Africa. L'Etiopia ha adottato la sua Strategia per il trasporto non motorizzato (2020-2029) e ha già costruito oltre 60 km di percorsi pedonali e piste ciclabili protette nella capitale Addis Abeba, con l'intenzione di arrivare a oltre 76 km di piste ciclabili e 200 km di percorsi pedonali. Nel 2025 l’Uganda ha pubblicato un nuovo manuale di progettazione stradale e l’Egitto ha approvato il suo Quadro strategico per la mobilità attiva (2025-2034).

Sul fronte della mobilità elettrica, il Rwanda ha introdotto incentivi fiscali completi per i veicoli elettrici , tra i quali l'IVA a tasso zero, l'esenzione dai dazi doganali e una tassa sul carbonio per i veicoli inquinanti. Allo stesso tempo, il governo di Kigali ha vietato le nuove immatricolazioni di motociclette con motore a combustione interna.

Nella capitale del Senegal, Dakar, è operativo il primo sistema di trasporto rapido interamente basato su autobus elettrici, che impiega oltre 140 autobus articolati elettrici su un corridoio di 18 chilometri. Il Kenya, che all’inizio di quest’anno ha approvato la sua Politica nazionale per la mobilità elettrica, ha già più di 24.000 motociclette elettriche sulle sue strade, frutto di precedenti progetti pilota, la maggior parte delle quali opera come taxi.

L’Unep conclude: «Questi cambiamenti politici, sviluppati attraverso un'ampia consultazione e collaborazione, dimostrano lo slancio istituzionale che il PAAPAM e il Continental Framework on Electric Mobility puntano ad accelerare».

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