Ibiza, cucciolo di Maltese rischia l’eutanasia dopo aver attraversato il mare con la sua famiglia: salvato all’ultimo momento
Dopo il viaggio disperato attraversando il mare con la sua famiglia, un piccolo Maltese rischiava di morire appena arrivato a Ibiza.
Dietro le traversate dei migranti spesso ci sono storie che non riguardano soltanto le persone. Ci sono bambini, famiglie distrutte dalla guerra o dalla povertà, ma anche animali che vengono trascinati in viaggi estenuanti pur di non essere abbandonati. E questa volta, al centro della vicenda, c’è un cucciolo di Maltese arrivato a Ibiza insieme a una famiglia algerina dopo aver attraversato il Mediterraneo su una piccola imbarcazione.

Il cane era sbarcato lo scorso dicembre sulla spiaggia di s’Estanyol, a Santa Eulària. Appena arrivato sull’isola, però, il suo destino ha preso una piega drammatica. Le autorità sanitarie avevano disposto il sequestro immediato dell’animale per il rischio legato alla rabbia, malattia ancora presente in Algeria. Su di lui pendeva addirittura un ordine di abbattimento.
Una decisione durissima che ha subito acceso proteste e polemiche. Perché quel cane non mostrava alcun sintomo sospetto. Era semplicemente sopravvissuto al mare insieme alla sua famiglia umana, ritrovandosi però improvvisamente solo, chiuso in isolamento e con una condanna già scritta.
Il tribunale ferma l’eutanasia
A cambiare le cose è stato il Tribunale Superiore di Giustizia delle Isole Baleari, che nelle scorse ore ha sospeso provvisoriamente l’ordine di soppressione. Una decisione arrivata dopo il ricorso presentato dal Comune di Santa Eulària, che sin dall’inizio si era schierato per salvare il piccolo Maltese.
Attualmente il cane si trova al Natura Parc di Maiorca, un centro di recupero fauna e parco zoologico situato a Santa Eugènia, dove viene mantenuto in isolamento e controllato costantemente dai veterinari. Le spese, almeno per ora, sono sostenute dal Comune stesso.
I giudici hanno riconosciuto che la tutela della salute pubblica resta fondamentale, ma hanno anche sottolineato come in questo caso esista la possibilità di proteggere contemporaneamente la popolazione e la vita dell’animale. Proprio perché il cane è isolato, monitorato e non rappresenta al momento un pericolo concreto.
C’è poi un altro punto importante nella sentenza: secondo il tribunale, procedere subito con l’eutanasia avrebbe potuto causare un danno irreversibile nel caso in cui il ricorso venisse accolto definitivamente nei prossimi mesi.
Una storia che divide ma fa riflettere
La vicenda continua comunque a far discutere. Da una parte ci sono le rigidissime norme sanitarie previste per gli animali provenienti da Paesi dove la rabbia è ancora diffusa. Dall’altra, però, c’è la storia di un cane che non ha mai dato segni di malattia e che per molti è diventato il simbolo silenzioso di tutte quelle vite trascinate nelle migrazioni forzate.
Per settimane il piccolo Maltese ha vissuto sospeso tra la vita e la morte, senza capire probabilmente nulla di ciò che stava accadendo intorno a lui. Eppure, nonostante tutto, oggi è ancora vivo.
Il suo futuro resta incerto, perché la battaglia legale non è conclusa. Ma questa sospensione rappresenta comunque una speranza. Una pausa in una storia fatta di paura, mare e sopravvivenza, dove anche un cane finisce travolto dalle conseguenze di confini, leggi e decisioni umane.
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