Il Campo largo si è fermato a Napoli, annullata la tappa di Padova per paura di un altro flop. La versione ufficiale e i retroscena

Un popolare motto recita “vedi Napoli e poi muori”. Il detto ricalibrato sulle vicende politiche potrebbe suonare così per il Campo Largo: “Vedi Napoli e poi molla”. L’esibizione di Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni contestati e divisi nella prima uscita di un tour ufficiale in previsione delle elezioni 2027 è stata un disastro totale. Era stato loro sconsigliati il capoluogo campano come prima uscita: città complessa, dove le tensioni sociali giungono scomposte da più parti. Il Pd era scettico, il M5S ha insistito. Ora che lo spettacolo è stato un flop si fanno luce rumors dal centrosinistra che raccontano di avere messo in guardia i vertici e l’organizzazione. Morale della favola, il Campo largo (ritretto)( si è fermato a Napoli. Nel senso che la seconda tappa del tour di Pd, M5s e Avs, che pure era in programma il 15 luglio a Padova, è stata annullata. La causa occasionale e ufficiale è la preferenza data a presenziare in Aula, dove si discuterà della legge elettorale. Ma in realtà per evitare una nuova figuraccia epocale stile Napoli. Dove paradossalmente, la contestazione di Potere al popolo ha oscurato almeno il fatto che la piazza non fosse affatto gremita. Dunque, meglio evitare, Padova può attendere.
Dopo il flop di Napoli, slitta la data di Padova del 15 luglio: il Campo largo si ferma
Il flop napoletano segnala un deficit organizzativo oltreché politico del Campo largo in versione ristretta. Voci dal centrosinistra campano denunciano i responsabili locali dei singoli partiti: a riempire la piazza ci poteva pensare qualcuno. Invece con il “tanto ci pensa qualcun altro” alla fine non ci ha pensato nessuno. Una sciatteria specchio di vistose lacune politiche, altro che Armata Brancaleone. Tanto più che Potere al popolo, che ha contestato la passerella dei magnifici 4, è una realtà ben presente a Napoli, non un soggetto politico sconosciuto. A prevedere una contestazione non ci voleva Nostradamus. La manifestazione di Napoli ha confermato tutta la debolezza della sinistra. Più che un progetto condiviso, si è vista un’aggregazione tenuta insieme da slogan e da posizioni profondamente diverse sui grandi temi che riguardano il Paese su proposte fiscali, economiche e di politica estera. In più, la gaffe di Giuseppe Conte sulla Russia («Pensate che stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti», salvo poi provare a metterci una pezza («Sono stato frainteso») rende l’idea di una figuraccia colossale.
Pd,M5S, Avs mettono la scusa del dibattito sulla legge elettorale. Ma non era nota da tempo?
In queste condizioni e senza una piattaforma comune, meglio fermarsi a Napoli. Meglio mettere la scusa del dibattito alla Camera e lasciar perdere Padova. «Il 15 luglio saremo nel rush finale per l’approvazione della legge elettorale voluta dalla destra, meglio far slittare l’evento di Padova». Eppure quella data così importante alla Camera doveva essere ben nota da tempo nell’agenda di tutti i partiti. Meglio stendere un velo su questa balla pietosa. Come uscirne? Filtra dai retroscena che il prossimo evento per cancellare l'”onta” di Napoli potrebbe essere organizzato a Roma con l’usato sicuro: si parla di Santi Apostoli, storica location dell’Ulivo di cui sono almeno collaudate le redini organizzative. Ma è una pia illusione, il problema non è la macchina organizzativa, ma quello che andranno a dire sul palco. Evitando temi divisivi – patrimoniale, Ucraina, difesa europea, salario minimo- cosa resta? Conte che straparla di Russia?
Il patto della Taverna va in fumo
Su questo aspetto la deputata dem Lia Quartapelle è infuriata: una delle poche voci che nel Pd si sono fatte sentire. Un un intervista a Libero ha affermato di non voler transigere: «Su Putin Conte deve chiarire». E lo deve fare prima delle primarie, è suo paletto: «Non si può permettere che le primarie decidano del perimetro internazionale della colazione. Va deciso prima. La coalizione di centrosinistra deve chiarire da subito che lavoreremo per un rafforzamento dell’autonomia strategica europea». Ah quanto sono lontani i tempi di quella foto in taverna con Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni, anche se era appena il 16 giugno scorso. «Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!», scriveva il leader di Avs suonando la carica della sinistra e avvertendo il centrodestra che stavano arrivando. Ebbene, la prima data meglio dimenticarla, la seconda è stata abolita. E il Campo largo di sconfessa da sé.
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