Il clima estremo sfida agricoltura e pesca italiane: cosa succede lo dice una indagine di Legacoop Agroalimentare

15 Luglio 2026 - 17:05
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Il clima estremo sfida agricoltura e pesca italiane: cosa succede lo dice una indagine di Legacoop Agroalimentare

Un'estate segnata da temperature record, da una siccità che non allenta la presa e, in parallelo, da fenomeni temporaleschi improvvisi e violenti. È la fotografia che arriva dalle cooperative associate a Legacoop Agroalimentare nei diversi territori italiani, dove il cambiamento climatico si conferma la principale emergenza strutturale per l'agricoltura, l'agroindustria e la pesca del Paese. «Quello che ci arriva dai territori è un quadro che non lascia più spazio a dubbi: siccità, caldo estremo e fenomeni meteorologici improvvisi e violenti si stanno sommando, colpendo insieme agricoltura, pesca e acquacoltura, da nord a sud del Paese. Situazioni diverse che raccontano la stessa emergenza climatica», dichiara Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare.

«Le nostre cooperative stanno investendo in agricoltura di precisione, in nuove fonti di approvvigionamento idrico e in strumenti di monitoraggio, ma da sole non bastano più. Serve un impegno pubblico deciso su invasi e infrastrutture irrigue, servono modelli di valutazione degli stock ittici che tengano conto delle variabili climatiche, e serve affrontare con urgenza il nodo delle assicurazioni agricole: oggi solo una minima parte delle coltivazioni italiane è coperta da polizze contro gli eventi estremi, e questo lascia troppe imprese sole di fronte ai danni», aggiunge Maretti. «Come cooperazione continueremo a fare la nostra parte, ma il cambiamento climatico è ormai una sfida strutturale che richiede risposte altrettanto strutturali».

Pesca: gli stock ittici vanno valutati con i nuovi parametri climatici. Il comparto ittico sconta in modo sempre più diretto gli effetti della crisi climatica, che sta modificando la distribuzione, l'abbondanza e i cicli biologici delle specie marine. I tradizionali modelli di valutazione degli stock, tarati su condizioni ambientali stabili, mostrano oggi evidenti limiti nel cogliere la rapidità delle trasformazioni in atto negli ecosistemi marini. Per Legacoop Agroalimentare è ormai indispensabile integrare stabilmente nelle attività di assessment le variabili ambientali – temperatura delle acque, acidificazione, variazioni di salinità, disponibilità trofica e mutamenti degli habitat – per garantire una gestione realmente sostenibile delle risorse alieutiche.

Una conferma arriva dalla Sardegna, dove nello stagno di S'Ena Arrubia, ad Arborea (Or), è in corso una moria di pesci i cui danni sono ancora in fase di quantificazione. Per contenere l'emergenza è stato necessario aprire la peschiera e favorire il ricambio delle acque con quelle del mare, con la conseguenza che ai pesci morti si sono aggiunti quelli fuoriusciti verso il mare aperto. Una prima segnalazione inviata alla Regione stima il danno in circa 150mila euro, ma la stagione produttiva dell'impianto è considerata compromessa.

Emilia-Romagna: colture ferme, costi di irrigazione alle stelle. Nel Ravennate le cooperative segnalano un quadro di forte stress idrico dopo l'eccezionale ondata di calore che ha investito l'Europa. I costi di irrigazione sono aumentati fino al 30% e cresce la preoccupazione per i livelli del fiume Po, da cui dipende gran parte del sistema irriguo del territorio. Le colture, pur irrigate, faticano a svilupparsi: per le pesche si stimano riduzioni produttive fino al 30%, mentre soffrono anche pomodoro, mais, soia, sorgo e barbabietola da zucchero. Le cooperative stanno rispondendo con strumenti di agricoltura di precisione – centraline meteo, sensori di umidità, irrigazione notturna e piattaforme digitali – per ottimizzare i consumi d'acqua, ma restano forti i timori che alle ondate di calore possano seguire, come già accaduto in passato, grandinate e trombe d'aria.

Per quanto riguarda la frutta, le alte temperature avranno un impatto sulla quantità prodotta. Ad oggi, per le produzioni fino al 15 di agosto, si prevede una riduzione di peso del 10% e un impatto sui calibri e quindi sulle dimensioni dei frutti. Naturalmente questo si rifletterà positivamente sul livello qualitativo.

Piemonte: il maltempo colpisce l'Alessandrino. Nel fine settimana un'ondata di maltempo si è abbattuta su alcune cittadine dell'Alessandrino, danneggiando in modo severo le colture di diverse aziende agricole del territorio. L'episodio conferma come, dopo le fasi di caldo estremo, il rischio di fenomeni violenti e localizzati sia sempre più concreto anche in aree normalmente meno esposte a questo tipo di eventi.

Sicilia: agricoltori in agitazione a Naro, permangono le fragilità strutturali Nel territorio di Naro (Agrigento) i produttori sono in stato di agitazione per gli effetti della crisi idrica e dei cambiamenti climatici sull'agricoltura siciliana. La prossima settimana sono attese temperature oltre i 40 gradi, che rischiano di condizionare l'intera stagione produttiva. Il quadro regionale nel 2026 mostra un parziale miglioramento della disponibilità idrica rispetto al biennio 2023-2025, grazie alle abbondanti precipitazioni invernali e primaverili che hanno consentito un recupero dei livelli degli invasi artificiali dopo una delle più gravi crisi idriche degli ultimi decenni. Le riserve destinate all'uso irriguo sono tornate su valori più favorevoli, riducendo il rischio di razionamenti generalizzati nella stagione estiva. Il miglioramento, tuttavia, non ha risolto le criticità strutturali del sistema idrico regionale, che resta uno dei principali fattori di vulnerabilità per l'agricoltura siciliana.

Veneto: cuneo salino e grandine mettono a rischio le coltivazioni. Nel comparto della cooperazione agroindustriale veneta la situazione è a macchia di leopardo. Il settore vitivinicolo e olivicolo non segnala, al momento, particolari criticità legate alla siccità. Diverso il quadro per l'ortofrutticolo, soprattutto nel Veronese, dove sono in difficoltà la raccolta del pisello e della soia destinata al mercato delle bevande vegetali; il fagiolo borlotto è in fase di semina e i suoi esiti sono ancora da verificare. Per il pomodoro la situazione varia molto da zona a zona: dove non si sono verificate grandinate le colture procedono bene, mentre in alcune aree la grandine ha causato perdite del raccolto fino all'80%. Sul fronte cerealicolo, il primo mais seminato ha beneficiato delle piogge e si presenta in buone condizioni, ma cresce la preoccupazione per le semine in corso, penalizzate sia dalla siccità sia dalla scarsità d'acqua. Una criticità particolare riguarda il cosiddetto cuneo salino: la risalita di acqua salata nei principali fiumi veneti – Po, Piave, Brenta, Adige e Sile – sta compromettendo le possibilità di irrigazione in questo periodo. I consorzi di bonifica sono fortemente impegnati per contenere il fenomeno, ma la disponibilità d'acqua resta scarsa.

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