Il Comune di Genova vara l’identità alias per i dipendenti trans: ecco cos’è e come funziona

03 Agosto 2026 - 18:50
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Il Comune di Genova vara l’identità alias per i dipendenti trans: ecco cos’è e come funziona
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Genova. Il comune di Genova introduce l’identità alias a tutela del personale dipendente e per la fruizione dei servizi civici e comunali da parte della cittadinanza. Lo fa attraverso un atto di indirizzo su proposta dell’assessora alle Pari opportunità e alle Politiche di Genere Rita Bruzzone, approvato all’unanimità dalla giunta.

L’amministrazione fornirà un profilo alternativo associando il nome di elezione del lavoratore o della lavoratrice ai sistemi informativi interni, ai cartellini di riconoscimento (badge), alle caselle di posta elettronica e agli strumenti di identificazione visiva aziendali. L’aspetto innovativo del provvedimento risiede nell’estensione dell’identità alias ai rapporti con l’utenza esterna nei servizi caratterizzati da fruizione continuativa o ricorrente come biblioteche, musei, impianti sportivi e altri servizi di comunità.

“L’adozione della carriera e dell’identità alias non è soltanto un dovere, ma è anche e soprattutto un chiaro segnale di riconoscimento, civiltà e rispetto che vuole tutelare le persone transgender all’interno del nostro ente e la cittadinanza nell’interfacciarsi con i servizi civici – spiega infatti l’assessora -. Vogliamo che venga eliminato ogni ostacolo od occasione di disagio per le persone trans, sia sui luoghi di lavoro comunali che nell’accedere alle nostre strutture, di ogni tipo. Genova riafferma con forza il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione e omolesbobiatransfobia, e lo facciamo attuando i principi previsti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione e gli articoli 1 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che garantiscono garantendo la dignità e il diritto all’autodeterminazione di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale e all’identità di genere”.

Parallelamente il Comune promuoverà un’azione attiva di sensibilizzazione nei confronti di enti, organismi e società partecipate o collegate, al fine di favorire l’adozione di analoghe misure organizzative e garantire un approccio uniforme alle politiche di inclusione in tutto il sistema pubblico locale.

 

Le reazioni del centro destra

“L’introduzione di una nuova identità dedicata alle persone transgender da parte della Giunta Salis rappresenta una scelta politica che considero profondamente sbagliata. Il compito delle istituzioni dovrebbe essere quello di unire i cittadini, non di moltiplicare categorie che rischiano di creare ulteriori divisioni nella società”. E’ il commento di Francesco Maresca, ex assessore comunale Fdi e oggi referente istituzionale genovese per il partito di Roberto Vannacci. “L’obiettivo delle istituzioni dovrebbe essere quello di garantire pari dignità e uguali diritti a tutti, senza distinguere i cittadini attraverso nuove classificazioni identitarie. Come consigliere comunale di Genova continuerò a sostenere una visione della società fondata sull’uguaglianza di tutti davanti alla legge, sul rispetto della persona e sul rifiuto di ogni forma di discriminazione”.

Per la capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Alessandra Bianchi “se è vero quanto dichiarato dall’Assessore Bruzzone per cui ‘Genova riafferma con forza il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione’ non posso fare a meno di chiedermi come mai questa Amministrazione scelga di far valere questo questo principio solamente a convenienza. Perché, lo ricordo, è stato più volte giustificato il comportamento della consulente LGBTQIA+ che si è permessa di insultare e discriminare i genovesi per orientamento politico, credenza religiosa o, ancora più semplicemente, per aver preso parte ad una manifestazione. E, se è stata pronta ad accusare i cattolici rei di essere, tra gli altri, xenofobi e omofobi nulla ha detto per esempio sulla matrice islamica che ha fatto da regia al vile attentato di Berlino. L’ennesima dimostrazione di come, pur di continuare a restare aggrappati alla propria narrazione faziosa, l’amministrazione Salis prediliga interventi dettati solamente dall’ideologia e volti al mero consenso elettorale”

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