Il contrabbando di sangue di pappagallo cenerino africano

09 Giugno 2026 - 11:04
0
Il contrabbando di sangue di pappagallo cenerino africano

Un’indagine condotta a marzo dal progetto “Demand Reduction and Behaviour Change along China’s Parrot Supply Chains” ha raccolto informazioni incontrando 505 abitanti dei villaggi di Ndongo, Mambele, Koumela, Libongo, Lokomo e Mikel, le comunità locali che vivono intorno al Parc National de Lobéké, nel sud-est del Camerun, dai quali è emerso che esiste un commercio illegale di sangue, piume della coda e ai crani di pappagalli cenerini africani (Psittacus erithacus).

I risultati della nuova indagine si basano sul rapporto “Species in bushmeat trade in Cameroon and Republic of the Congo” pubblicato nel dicembre 2021 da Constant Momballa Mbun e Bricette Sop Nguemwo di TRAFFIC, che evidenziato il commercio di parti di pappagallo cenerino africano all'interno della Tri-National DjaOdzala-Minkébé transborder region (TRIDOM) e dell’Interzone Space in Congo (ETIC), che si estendono nel bacino del Congo tra Camerun e Congo, o verso destinazioni nell'Africa occidentale.

TRAFFIC e i sui partner fanno notare che «Il traffico di questa specie, severamente vietato, continua nonostante le più severe misure di protezione a livello internazionale, tramite l'Appendice I della CITES, e a livello nazionale, in quanto specie protetta di Classe A in Camerun».

Momballa-Mbun Constant, responsabile ricerca di TRAFFIC Central Africa, denuncia; «Quello a cui stiamo assistendo è un deliberato spostamento dagli uccelli vivi a favore di prodotti derivati dalla fauna selvatica più difficili da individuare, come sangue, teschi e piume, ma che provengono dalla uccisione di una stessa specie rigorosamente protetta».

Una delle autrici della ricerca, la ricercatrice di TRAFFIC Bricette Nguemwo, aggiunge: «Stiamo assistendo a una chiara convergenza tra mercati fisici e commercio online... Quel che un tempo appariva localizzato sta ora mostrando segni di un commercio strutturato e potenzialmente in rete».

Il sangue, i teschi e le piume rosse della coda e del pappagallo cenerino africano sono elementi costosi utilizzati per scopi rituali, religiosi o medicinali. Biloa Donatien Joseph Guy, responsabile conservazione del Parco nazionale di Lobéké, Parc National de Lobéké, sottolinea che «Il sangue di pappagallo, in particolare, rappresenta uno sviluppo preoccupante perché può diffondersi nelle comunità e oltre i confini con scarsa visibilità».

Il sequestro di questi teschi e piume, insieme ad altri resti animali come zanne d'elefante, scaglie di pangolino e parti di gorilla, indica l'esistenza di rotte di traffico multispecie supportate da reti criminali flessibili e organizzate, con una portata che va oltre l'Africa attraverso piattaforme di mercato online. Guy ricorda che «Il pappagallo cenerino africano svolge un ruolo essenziale nella rigenerazione forestale e nell'equilibrio dell'ecosistema a Lobéké».

Il Parc National de Lobéké resta un importante sito ecologico per i pappagalli cenerini africani, le cui aree di alimentazione coincidono con le radure forestali. I dati raccolti dal Parco Nazionale nel 2024 indicano che l’attività di questi pappagalli ai confini dell’area protetta è sottoposta a una forte pressione: «In quanto il territorio è condiviso dalle comunità forestali che dipendono dalle risorse naturali e l'applicazione delle norme è più difficile».

Le comunità locali che hanno partecipato agli incontri di sensibilizzazione pubblica sul pappagallo cenerino africano hanno riconosciuto l'importanza della specie e le conseguenze del suo commercio illegale. Doh Domokoakili Vallery, capo del villaggio di Mambele, ha ammesso: «Non ci eravamo resi conto che i pappagalli sono soggetti alle stesse sanzioni legali degli elefanti e dei gorilla... Se questa situazione continua, le nostre foreste perderanno una specie importante».

E un rappresentante della comunità nel villaggio di Libongo ha detto a TRAFFIC: «Le persone si assumono dei rischi perché non hanno alternative... Ma una volta spiegate la legge e le conseguenze, molti hanno convenuto che il commercio non vale il danno». In risposta ai risultati della nuova indagine, TRAFFIC e i suoi partner chiedono: Maggiore attenzione ai prodotti derivati dalla fauna selvatica , non solo agli animali vivi; miglioramento della condivisione di informazioni di intelligence in Africa centrale e occidentale; Integrazione sistematica dei casi di traffico di specie selvatiche nelle indagini sulla criminalità organizzata e convergente, comprese le dimensioni finanziarie e transfrontaliere; Maggiore consapevolezza tra le forze dell'ordine in merito ai prodotti non tradizionali derivati dai pappagalli; Coinvolgimento costante della comunità e alternative di sostentamento nei territori di origine.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User