Il giovane dem Lorenzo Pacini si candida a sindaco di Milano modello Mamdani

30 Giugno 2026 - 12:06
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"Mi candido a sindaco di Milano. Perché questa città ha bisogno di una rivoluzione". Così Lorenzo Pacini, assessore al Verde e Arredo Urbano del Pd al municipio 1 di Milano apre alla sua corsa per Palazzo Marino. La sua candidatura era nell'aria da tempo, e si somma a una già lunga lista di candidati (qui un elenco esaustivo).

In un video pubblicato sui social, Pacini pone l'accento su diversi temi: "La casa costa troppo. La spesa costa troppo. La vita costa troppo. Una città che puoi permetterti solo se sei ricco non è una città: è un privilegio". Del resto, "attrarre speculatori e miliardari non rende una città grande", sottolinea l'assessore. Che per abbattere i costi della vita e migliorare i servizi sottolinea l'esigenza di un "socialismo municipale", sul modello di Zohran Mamdani, sindaco newyorkese – per l'appunto – socialista. 

Il programma è intuibile. "Quei pochissimi che hanno tutto devono pagare un po' di più, affinché tutti gli altri abbiano servizi migliori", dice Pacini. "Per questo mi candido alle primarie: perché c'è bisogno di sinistra. Mai più decisioni prese per i grandi interessi privati o per i fondi stranieri. È il momento di restituire il potere alle persone. Per questo vogliamo primarie aperte a tutta la sinistra della città: per scegliere insieme il prossimo candidato sindaco. A Milano serve una rivoluzione – chiosa – e la faremo insieme".

Come raccontato da Fabio Massa in un articolo che ritrae l'assessore, Pacini ha sempre spostato una linea fortemente a sinistra,  anti-israeliana, pro centri sociali, pro Meazza comunale e pro comunismo. Tanto che suoi amici l’hanno sentito più volte dire che “avremmo tanto bisogno di soluzioni che definiremmo comuniste per i problemi di oggi”.

Nelle ultime settimane, Pacini si è reso protagonista di una lite intestina nel Pd. Tutto è iniziato dopo che l'ex segretario dem Enrico Letta ha pubblicato un'immagine generata con l'AI di elogio degli ex presidente americani George W. Bush e Bill Clinton, ritratti in un selfie insieme a Barack Obama e Joe Biden. Immagine a cui Pacini ha risposto con toni aspri: "Ora io mi chiedo, ma come cazzo fa Letta a pubblicare una foto dicendo l'America che ci piace con Bush, quello che ha fatto la guerra in Iraq, con Biden, con Clinton che è negli Epstein Files dicendo 'l'America che ci piace"?". Per poi proseguire: "Sembrate, la copia un pochino più civile della destra. lo vogliamo capire che non siamo la colonia degli Stati Uniti, Letta? Veramente così imbarazzante non me l'aspettavo". 

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