La Procura europea sequestra 7,8 milioni di metri di tessuto a Prato
Bruxelles – Oltre 7,8 milioni di metri di tessuto e più di 237mila capi di abbigliamento sono finiti sotto sequestro preventivo a Prato, su ordine del Giudice per le indagini preliminari. Il provvedimento, richiesto dalla Procura europea (EPPO) di Bologna, arriva al culmine di un’indagine su una frode IVA e doganale legata al contrabbando di prodotti tessili dalla Cina.
La merce era stata trovata a gennaio, in quattro magazzini controllati da cittadini cinesi a Prato. A novembre 2025, inoltre, c’era stato un precedente sequestro di 2,3 milioni di metri di tessuto, portando il valore totale stimato dei beni a circa 11 milioni di euro.
L’indagine riguarda un sistema di contrabbando in cui i prodotti vengono importati da fornitori cinesi verso depositi in Italia, allo scopo di eludere il pagamento dei dazi doganali e dell’IVA, presumibilmente attraverso l’utilizzo di fornitori, acquirenti e indirizzi di consegna fittizi. Le prove, riferisce l’EPPO, dimostrano che il sistema si basava anche su società fittizie create in tutta Europa – principalmente registrate in Polonia e Germania – per deviare le fatture e gli ordini di pagamento dagli effettivi acquirenti italiani. In questo modo, si faceva apparire che la merce fosse stata acquistata all’interno dell’Unione Europea, permettendo ai sospettati di evitare il pagamento dei dazi doganali e dell’IVA all’importazione.
Sulla base delle prove raccolte, negli ultimi tre anni questo sistema ha permesso ai sospettati di evadere IVA all’importazione e dazi doganali per un importo che supera i 4 milioni di euro. Con ulteriori indagini, l’EPPO ha accertato la quantità e il valore esatti dei prodotti sequestrati. Su questa base, il tribunale ne ha disposto il sequestro preventivo, in vista di una possibile confisca e vendita all’asta pubblica.
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