Il governo vuole sospendere l’Ets? Bruxelles: «Senza questo sistema consumi per 100 miliardi di metri cubi in più di gas»

Maggio 05, 2026 - 17:04
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Il governo vuole sospendere l’Ets? Bruxelles: «Senza questo sistema consumi per 100 miliardi di metri cubi in più di gas»

«Se guardiamo al mondo, se guardiamo all’Europa, non è mai stato così necessario – e così urgente – che il nostro continente integri molto più strettamente clima, competitività e indipendenza». A parlare è il commissario Ue al clima, Wopke Hoesktra, in audizione in commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo. Il politico olandese affronta le tante questioni sorte con l’inizio della guerra in Iran, che si vanno ad aggiungere agli altri problemi che da tempo assillano l’Europa e non solo. «Abbiamo un problema climatico: la scorsa settimana un altro rapporto che fa riflettere sullo stato del clima ha confermato ancora una volta che, purtroppo, l’Europa è il continente che si sta riscaldando più rapidamente», dice facendo riferimento agli ultimi dati comunicati da Copernicus. «Abbiamo un problema di competitività. Se si guarda alla nostra economia, dobbiamo semplicemente fare un passo avanti. E chiaramente abbiamo un problema di indipendenza. L’ultima crisi energetica – la seconda in soli cinque anni – evidenzia ancora una volta quanto siamo vulnerabili e quanto la nostra dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili ci renda vulnerabili».

Hoekstra fa presente che nel 2025, l’Ue ha importato oltre l’80% del proprio gas e oltre il 95% del proprio petrolio. E ora, aggiunge ricordando quanto già detto nei giorni scorsi dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nei primi 60 giorni della guerra in Iran, la spesa europea per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro. Senza ottenere energia aggiuntiva. «Questa Commissione garantirà che l’energia pulita, accessibile e prodotta internamente rimanga una priorità assoluta in futuro», dice il commissario Ue per il clima richiamando i capisaldi del piano AccelerateEU, che definisce misure a breve e lungo termine con benefici duraturi per accelerare la transizione verso l’energia pulita e l’elettrificazione, stimolare gli investimenti e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Ed è in tale contesto che Hoekstra lancia un chiaro messaggio a governi che, come quello italiano, prima hanno provato a chiedere a Bruxelles di sospendere l’Ets, ovvero , e poi, visto lo scarso consenso per questa richiesta, hanno provato a mettere in campo delle scappatoie, incassando di nuovo l’altolà della Commissione Ue. Dice il commissario Ue per il clima in commissione Envi che l’Ets (Emissions trading system), che è lo strumento principale con cui l’Europa cerca di ridurre l’inquinamento industriale, attuando il principio «cap and trade» (limita e scambia) costringendo chi inquina a pagare per ogni tonnellata di gas serra emessa, «sta funzionando». E dunque non c’è motivo di sospenderlo. Di più. Dice Hoekstra: «Dal 2005, il sistema ha ridotto di circa la metà le emissioni nei settori da esso coperti. L’introduzione di un prezzo per il carbonio, come stanno facendo molti altri paesi in tutto il mondo, ha ridotto in modo massiccio il consumo di combustibili fossili e la nostra dipendenza dalle importazioni. Senza questo sistema, l’Europa consumerebbe oggi 100 miliardi di metri cubi di gas in più, rendendoci ancora più vulnerabili».

Miglioramenti sono certamente possibili, ed è proprio questa la linea di Bruxelles già annunciata nei giorni scorsi, ma il sistema non può essere sospeso come chiede il governo italiano. Anche perché, come ha sottolineato Hoekstra nella sua audizione, «l’Ets ha stimolato ingenti investimenti nelle energie rinnovabili».

A luglio la Commissione europea presenterà la sua proposta di revisione del sistema Ets. «Tale revisione – annuncia il commissario Ue per il Clima – apporterà miglioramenti mirati, mantenendo al contempo segnali chiari e stabili a lungo termine e un percorso di decarbonizzazione gestibile per le nostre industrie». Hoekstra fornisce anche qualche dettaglio circa le modifiche possibili. In primo luogo, il fattore di riduzione lineare dell’Ets «sarà fissato come contributo all’obiettivo concordato a livello di economia per il 2040 di ridurre le emissioni di gas serra del 90% entro il 2040, con un massimo del 5% proveniente da crediti internazionali». In secondo luogo, aggiunge, l’integrazione delle rimozioni permanenti di carbonio nell’Ets «creerà ulteriore spazio per i settori più difficili da decarbonizzare e genererà la domanda tanto necessaria per avviare e potenziare il settore delle rimozioni». In terzo luogo, conclude, «sarà garantita un’adeguata protezione contro la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. Valuteremo una graduale eliminazione delle quote gratuite». Ultimi due annunci: «Altre misure sosterranno l'industria, come una nuova Banca per la decarbonizzazione industriale che punta a un finanziamento di 100 miliardi di euro per implementare soluzioni a basse emissioni di carbonio nei settori ad alta intensità energetica. E l' “Ets Investment Booster”, finanziato da 400 milioni di quote Ets corrispondenti a circa 30 miliardi di euro entro il 2028».

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