Il mistero della voce perduta di Maria Callas: non fu solo stress, ma una rara malattia autoimmune
Pubblicata sul “Journal of Voice” una ricerca che rilegge il declino vocale della Divina alla luce della dermatomiosite, una malattia infiammatoria che può colpire anche la laringe e i muscoli della respirazione
Padova, 18 giugno 2026 – Per oltre mezzo secolo il progressivo declino vocale di Maria Callas è stato attribuito a molteplici fattori: stress emotivo, drastico dimagrimento, eccessivo utilizzo della voce, problemi psicologici o effetti collaterali farmacologici.
Lo studio “Hoarseness and Dermatomyositis: Insights from the Historical Case of Maria Callas” effettuato da un gruppo di ricerca dell’Università di Padova, composto da specialisti dell’UOC di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedale-Università di Padova e dell’Istituto di Storia della Reumatologia, propone oggi un’interpretazione clinica diversa del caso della celebre soprano.
Secondo gli autori, una possibile spiegazione del declino vocale della Callas potrebbe essere la dermatomiosite, una rara malattia autoimmune che colpisce muscoli e cute e che, in alcuni casi, può interessare anche la laringe e la muscolatura respiratoria coinvolta nella produzione della voce.
“La dermatomiosite può manifestarsi inizialmente con disfonia isolata o predominante dovuta al coinvolgimento infiammatorio dei muscoli intrinseci della laringe, a lesioni della mucosa delle corde vocali o, più raramente, a paresi cordali – spiega il prof. Rosario Marchese-Ragona, primo autore dello studio – Nei casi descritti in letteratura i sintomi vocali possono variare parallelamente all’attività della malattia e alla risposta alle terapie immunosoppressive. Nel caso di Maria Callas abbiamo identificato numerose analogie cliniche e funzionali, tra cui affaticamento vocale progressivo, perdita del sostegno respiratorio, difficoltà nel mantenere la potenza del canto, disfonia fluttuante e un miglioramento parziale dopo trattamento con corticosteroidi. L’applicazione retrospettiva dei criteri diagnostici storici e contemporanei suggerisce che la dermatomiosite rappresenti un’ipotesi clinicamente plausibile per spiegare almeno una parte del declino vocale e fisico della cantante”.
Lo studio ha integrato una revisione della letteratura otorinolaringoiatrica e reumatologica internazionale con fonti storiche, testimonianze mediche dell’epoca, analisi foniatriche e valutazioni delle registrazioni e delle esibizioni filmate della Callas.
Oltre all’interesse storico e culturale legato alla figura di Maria Callas, il lavoro richiama l’attenzione degli specialisti sul fatto che la disfonia persistente può rappresentare una manifestazione precoce di malattie autoimmuni sistemiche.
“Il messaggio clinico più importante – sottolineano gli autori – è che una raucedine persistente o atipica non dovrebbe mai essere sottovalutata. In alcuni casi può rappresentare il primo segnale di una malattia sistemica e richiedere una valutazione multidisciplinare che coinvolga otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi e reumatologi”.
Lo studio contribuisce inoltre a una rilettura scientificamente fondata della vicenda clinica della cantante, offrendo una possibile spiegazione biologica di sintomi che per decenni sono stati interpretati quasi esclusivamente in chiave psicologica, artistica o personale.
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