Il Mondiale ha fatto davvero guadagnare New York?

21 Luglio 2026 - 12:50
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Il Mondiale ha fatto davvero guadagnare New York?

Per oltre un mese il Mondiale di calcio è stato molto presente a New York, benché le otto partite assegnate alla regione si siano giocate tutte al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. Più di 645 mila persone sono andate allo stadio e oltre un milione ha partecipato agli eventi organizzati nelle due città. Le maglie delle nazionali hanno riempito Times Square, i bar hanno allestito proiezioni fin dal mattino e alcune comunità di immigrati hanno trasformato ogni partita in una manifestazione: il successo del torneo è stato soprattutto questo. Stabilire, invece, quanto abbia fatto guadagnare alla città richiederà decisamente più tempo ma, secondo i primi dati del comitato organizzatore, alcuni settori sono andati molto bene e altri sono rimasti lontani dalle previsioni.

Un anno prima del torneo, il comitato New York-New Jersey aveva stimato l’arrivo di almeno 1,2 milioni di visitatori, 1,7 miliardi di dollari di spesa diretta e un impatto complessivo di 3,3 miliardi. La previsione, elaborata con Tourism Economics, comprendeva anche 26 mila posti di lavoro sostenuti e 432 milioni di entrate fiscali statali e locali. Per le cinque partite disputate a giugno, il comitato dice che i visitatori hanno speso 1,2 miliardi di dollari, producendo un impatto totale di 2,1 miliardi e 228 milioni di gettito fiscale. Sono risultati ancora provvisori e costruiti in parte attraverso modelli economici: la spesa diretta indica il denaro lasciato dai visitatori, mentre l’impatto complessivo aggiunge gli effetti successivi di quella spesa sull’economia regionale. Non corrisponde quindi alla somma degli incassi registrati da alberghi, ristoranti e negozi. Le previsioni iniziali e i criteri usati per formularle sono stati pubblicati dal comitato organizzatore.

Gli alberghi mostrano bene questa differenza. La Hotel Association of New York City aveva previsto fra 250 e 300 milioni di dollari di ricavi aggiuntivi rispetto allo stesso periodo del 2025. Alla fine l’incremento dovrebbe fermarsi fra 100 e 150 milioni. Fra l’8 giugno e il 4 luglio i ricavi delle camere sono comunque cresciuti del 21 per cento, secondo lo stato di New York. Una parte rilevante dell’aumento dipende dai prezzi più alti: l’ufficio del comptroller di New York ha rilevato tariffe superiori a quelle del 2025, con tassi di occupazione rimasti più o meno uguali. Gli hotel hanno quindi guadagnato di più per ciascuna camera, senza però ricevere il numero di ospiti previsto.

Gli affitti brevi hanno seguito una geografia diversa: nelle giornate delle prime partite la domanda a New York è diminuita fino all’8 per cento rispetto all’anno precedente, mentre a Jersey City e Newark è cresciuta fino al 24 per cento. Per la finale l’aumento è stato del 37 per cento nel New Jersey e appena del 3 per cento a New York. Ha contribuito la normativa cittadina sugli affitti inferiori a trenta giorni: a New York non si può affittare un intero appartamento, il proprietario deve rimanere nell’abitazione e può ospitare al massimo due persone. Molti tifosi hanno quindi cercato una sistemazione dall’altra parte dell’Hudson, più vicina anche allo stadio.

A Manhattan i benefici si sono concentrati soprattutto nei luoghi dove si potevano vedere le partite. Nei bar e nei ristoranti della regione le vendite di birra sono cresciute del 14 per cento rispetto al 2025. I locali già associati a una nazionale, come quelli frequentati abitualmente dai tifosi argentini, hanno dovuto rifiutare clienti nei giorni delle partite. Times Square ha registrato in media 254.400 pedoni al giorno fra metà giugno e metà luglio, il 7 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una punta di oltre 305 mila.

La maggiore presenza di persone non ha prodotto lo stesso risultato per tutte le attività turistiche. Le visite guidate, i negozi di souvenir e alcune attrazioni hanno ricevuto meno clienti del previsto. Molti visitatori erano arrivati per seguire una partita e hanno concentrato tempo e spese sul torneo. Una dinamica simile si è vista attorno al MetLife Stadium. Redd’s, un ristorante a meno di un chilometro dall’impianto, ha riempito una tensostruttura per le proiezioni e organizzato navette per i tifosi. Poco più lontano, Steve’s Sizzling Steaks ha perso il 40 per cento degli incassi nei giorni delle partite: gli avvisi sul traffico avevano convinto molti clienti abituali a evitare la zona.

Il sistema dei trasporti ha retto meglio di quanto si temesse, ma con un costo elevato. NJ Transit ha portato allo stadio fra 22 mila e 26 mila persone per partita, per un totale di circa 185 mila biglietti. Il viaggio da Penn Station è durato in media 35 minuti e, dopo la confusione della prima giornata, non ci sono stati blocchi rilevanti. Il biglietto di andata e ritorno costava però 98 dollari, contro i circa 13 richiesti normalmente: prima delle proteste era stato annunciato a 150 dollari. La navetta organizzata dallo stato di New York, ridotta da 80 a 20 dollari, ha venduto quasi 120 mila biglietti. Il piano iniziale prevedeva fino a 40 mila passeggeri ferroviari per incontro; i prezzi e la domanda sovrastimata hanno lasciato più persone del previsto sulle strade. I parcheggi partivano da 225 dollari e nei giorni feriali si sono formate lunghe code intorno allo stadio. NJ Transit aveva giustificato le tariffe con i costi aggiuntivi del servizio.

Nelle ore precedenti alle partite la sezione di Penn Station usata da NJ Transit veniva chiusa ai normali pendolari, che in alcune giornate hanno subìto ritardi di diverse ore. L’agenzia aveva predisposto il servizio contando su molti più passeggeri e prevede ora 31,5 milioni di dollari di spese legate al torneo. I biglietti venduti potrebbero non essere sufficienti a coprirle; un conteggio definitivo è atteso nelle prossime settimane.

C’è poi il costo per le amministrazioni: New York e New Jersey hanno infatti finanziato sicurezza, trasporti, eventi pubblici e infrastrutture intorno allo stadio. A giugno New York City ha speso preliminarmente 138 milioni di dollari in straordinari della polizia, contro i 96 milioni dello stesso mese del 2025. L’incremento comprende anche le celebrazioni per i Knicks e altri eventi, quindi non può essere attribuito interamente al Mondiale. Il comptroller Mark Levine ha stimato fra 26 e 44 milioni di dollari di maggiori entrate dalla sola imposta cittadina sulle vendite. Anche questo dato copre una parte limitata del conto: per capire il risultato netto serviranno le spese definitive sostenute dalle diverse amministrazioni.

Il Mondiale, insomma, ha riempito lo stadio, le fan zone e i locali che avevano saputo legarsi alle nazionali, ha portato più ricavi agli alberghi, senza il boom annunciato, e ha spinto una parte consistente della domanda verso il New Jersey. I primi numeri descrivono quindi un beneficio oggettivo, distribuito però in modo molto irregolare. Il raggiungimento dei 3,3 miliardi promessi potrà essere valutato soltanto confrontando la spesa aggiuntiva con i costi pubblici e con quella dei visitatori ordinari che hanno evitato la città. L’effetto sociale è però già apprezzabile: per molte comunità di New York, durante il torneo la propria nazionale ha giocato in casa. È un risultato importante che non si misura sommando gli scontrini.

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