Il nuovo Codice della Strada salva i guidatori over 80 anni: nessuna limitazione
Un’improvvisa sterzata che evita quella che molti avevano già ribattezzato una ”stangata sugli automobilisti senior”. Nel testo definitivo dello schema di decreto legislativo di riforma del Codice della Strada è stata ufficialmente stralciata la norma che prevedeva pesanti limitazioni automatiche alla guida per alcune categorie di conducenti, in particolare coloro che effettuano il rinnovo della patente tramite la Commissione Medica Locale. A confermare la decisione è stato lo stesso ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini che per primo aveva sollevato il caso mettendo in luce le implicazioni della misura.
Le restrizioni che hanno fatto discutere
La proposta iniziale introduceva un pacchetto di stringenti paletti operativi per chi, a causa dell’età o di particolari patologie, avesse dovuto sottoporsi al vaglio delle Commissioni Mediche Locali per ottenere il rinnovo della licenza di guida.
La bozza iniziale prevedeva:
- Tolleranza zero sull’alcol: divieto assoluto di mettersi al volante dopo aver assunto qualsiasi quantità di bevande alcoliche (tasso alcolemico pari a 0,0 g/l, norma attualmente riservata a neopatentati e professionisti)
- Alt all’autostrada: divieto di circolazione su autostrade e strade extraurbane principali
- Raggio d’azione limitato: divieto di guidare a una distanza superiore ai 100 chilometri dal proprio comune di residenza
Le ragioni dello stralcio
L’ipotesi di introdurre limiti geografici e di rete viaria ha subito scatenato forti perplessità, sia tra gli addetti ai lavori sia tra le associazioni dei consumatori e dei guidatori. Il rischio evidenziato era quello di trasformare il rinnovo della patente per anziani o persone con patologie stabilizzate in una sorta di “libertà vigilata” della mobilità, penalizzando fortemente chi risiede in zone periferiche o piccole località prive di efficienti servizi di trasporto pubblico.
Di fronte alle reazioni dell’opinione pubblica e alle analisi tecniche sulla sostenibilità della misura, il Ministero ha preferito eliminare la norma dall’impianto del decreto, mantenendo invariate le attuali procedure di valutazione idoneità da parte dei medici e delle commissioni preposte, senza automatismi punitivi.
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