“Il Pd non è tuo!”. Arriva la “vendetta” della Schlein: vuole comprare l’Unità che aveva chiesto la sua testa

10 Luglio 2026 - 17:46
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“Il Pd non è tuo!”. Arriva la “vendetta” della Schlein: vuole comprare l’Unità che aveva chiesto la sua testa

“Il Pd non è tuo!”. Arriva la “vendetta” della Schlein: vuole comprare l’Unità che aveva chiesto la sua testa

Il Pd vuole comprare l’Unità, offre un milione di euro e spera che il vecchio quotidiano comunista possa scendere in campo, si fa per dire, contro Giorgia Meloni nella prossima campagna elettorale. Un’operazione resa difficile dal venditore, l’imprenditore Alfredo Romeo, che non vorrebbe privarsi di una quota di minoranza mentre la segretaria Elly Schlein vuole controllare il quotidiano da editore unico. Un bel pasticcio, ma forse l’operazione si farà. Nonostante il direttore attuale de l’Unità, Piero Sansonetti, che solo tre anni da aveva chiesto le dimissioni della Schlein provocando un bel tumulto a sinistra. La segretaria prepara la “vendetta” e ovviamente chiederà la testa di colui che aveva implorato la Schlein di mollare il partito, che “non è tuo”, dopo la sconfitta elettorale contro la destra.

Schlein e gli occhi sull’Unità: dai titolo contro all’idea dell’house organ

Nel novembre 2023 il quotidiano L’Unità, diretto da Piero Sansonetti, pubblicò un duro editoriale in prima pagina in cui chiedeva di fatto le dimissioni di Elly Schlein dalla segreteria del Partito Democratico. L’editoriale aveva un titolo molto esplicito: «Cara Schlein, il tempo è scaduto: il Pd non è tuo. Ridaccelo, serve all’Italia». Nel testo, Sansonetti sosteneva che la segreteria di Schlein, dopo circa otto mesi, «non ha prodotto nulla»; il PD fosse diventato «un partito fantasma»; Schlein avrebbe dovuto compiere «un gesto di responsabilità» lasciando la guida del partito per consentirne il rilancio. Pochi giorni dopo, lo stesso Sansonetti difese quella scelta editoriale, rivendicando il diritto del giornale di criticare la leadership del PD e spiegando che la nuova linea de L’Unità intendeva intervenire nel dibattito politico senza essere organica al partito.

Oggi i dem vogliono acquistare il quotidiano dall’attuale editore, Alfredo Romeo, che  ha rivelato l’esistenza di una trattativa, notizia anticipata da Dagospia. Intanto il giornale non è più in edicola, per le «perdite di esercizio accumulate» dal 2023, quando il giornale era tornato dopo il fallimento dell’era Renzi, che lo aveva chiuso nel 2017. Schlein, che ha affidato il dossier al tesoriere Michele Fina, vuole un quotidiano del Pd, in vista della campagna elettorale contro Meloni. E, ancor prima, delle probabili primarie del campo progressista.

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