Il Pentagono lavora su un nuovo missile a lunghissimo raggio
La strategia bellica del Pentagono continua seguendo più direzioni, e parallelamente alla difesa dai droni, si continua a guardare a tecnologie offensive in grado di arrivare a distanze sempre maggiori. Non è un segreto che molte nazioni stiano lavorando a nuova generazione di missili a lunghissimo raggio destinati a cambiare il modo in cui si potrebbero condurre future operazioni militari, e gli SUA sono tra questi.
Si parla difatti di dotare l'aeronautica statunitense di armi capaci di colpire bersagli terrestri, navali e aerei da oltre 1.000 miglia nautiche, che sono pari a circa 1.850 chilometri, una distanza che copre quasi due volte la lunghezza dell'Italia, poco meno. L'idea è mantenere i velivoli impegnati nelle missioni, ben lontani dalle aree maggiormente protette dalle difese nemiche, salvaguardando mezzi e personale impegnato.
Il progetto, denominato Air Force Long Range Weapon, e non a caso nasce in seguito alle osservazioni dei principali e potenziali nemici degli USA. C'è molta preoccupazione per l'espansione delle capacità militari della Cina nell'area indo-pacifica, e questo è lo stimolo principale allo sviluppo di nuove tecnologie.
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