Il potere curativo della natura: vivere vicino ai parchi può dimezzare il rischio di Diabete tipo 2

27 Luglio 2026 - 17:45
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Uno studio condotto in Cina mostra che la presenza di aree verdi intorno all’abitazione è associata a un rischio significativamente più basso di sviluppare il diabete di tipo 2. I benefici risultano ancora più evidenti nelle persone con una maggiore predisposizione genetica alla malattia

Abitare in quartieri ricchi di vegetazione potrebbe rappresentare un’importante risorsa per prevenire il diabete di tipo 2. È quanto emerge da uno studio prospettico del 4C Study Group, pubblicato sulla rivista Life Metabolism, che evidenzia il possibile ruolo protettivo dell’ambiente residenziale accanto ai tradizionali fattori di rischio come alimentazione, attività fisica e predisposizione genetica.

Il diabete di tipo 2 è infatti una patologia complessa, determinata dall’interazione tra patrimonio genetico, stile di vita ed esposizioni ambientali. Negli ultimi anni il verde urbano è stato indicato come un potenziale fattore favorevole alla salute, ma le prove disponibili nelle popolazioni cinesi erano ancora limitate.

Quasi 8.000 persone seguite per quasi quattro anni

Per approfondire il legame tra aree verdi e diabete, i ricercatori hanno monitorato 7.861 adulti di età pari o superiore a 40 anni residenti nella contea di Jiashan, nella provincia cinese dello Zhejiang. Tutti i partecipanti erano privi di diabete all’inizio dello studio.

Nel corso di un follow-up mediano di 3,8 anni sono stati diagnosticati 499 nuovi casi di diabete di tipo 2. L’esposizione al verde è stata stimata utilizzando l’indice di vegetazione normalizzato (NDVI), calcolato annualmente tramite immagini satellitari MODIS in un raggio di 500 metri dall’abitazione di ciascun partecipante tra il 2011 e il 2016.

La diagnosi di diabete è stata effettuata secondo criteri clinici standardizzati, comprendendo glicemia a digiuno, curva da carico orale di glucosio, emoglobina glicata (HbA1c) e diagnosi medica.

Rischio ridotto fino al 51% nei quartieri più verdi

Dopo aver corretto i risultati per numerosi fattori che possono influenzare il rischio di diabete – tra cui età, sesso, livello di istruzione, fumo, consumo di alcol, attività fisica, qualità della dieta, indice di massa corporea, pressione arteriosa, profilo lipidico ed esposizione alle polveri sottili PM2.5 – i ricercatori hanno osservato un’associazione particolarmente significativa.

Ogni aumento di 0,1 unità dell’indice NDVI è risultato infatti associato a una riduzione del 44% del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Ancora più marcato il beneficio per chi viveva nelle zone con la maggiore copertura vegetale: rispetto ai residenti dei quartieri meno verdi, il rischio di ammalarsi risultava inferiore del 51%.

Effetti positivi anche su insulino-resistenza e funzione del pancreas

L’analisi ha mostrato che una maggiore esposizione alle aree verdi si associa anche a un migliore stato di salute metabolica. In particolare, livelli più elevati di vegetazione erano correlati a una minore insulino-resistenza, misurata attraverso l’indice HOMA-IR, mentre la funzionalità delle cellule beta del pancreas, responsabili della produzione di insulina, mostrava un miglioramento fino a una determinata soglia di esposizione al verde.

I benefici sono maggiori nelle persone geneticamente più vulnerabili

Lo studio ha inoltre valutato il profilo genetico di 5.389 partecipanti, calcolando un punteggio di rischio basato su 89 varianti genetiche associate al diabete di tipo 2 nelle popolazioni dell’Asia orientale.

I risultati indicano che il verde urbano esercita un effetto protettivo particolarmente marcato proprio nelle persone con una predisposizione genetica maggiore. Nei soggetti con rischio genetico medio, vivere nei quartieri più verdi era associato a una riduzione del rischio del 57%, mentre in quelli con rischio genetico elevato la riduzione raggiungeva il 61% rispetto ai residenti delle aree meno verdi. Le analisi statistiche hanno inoltre confermato un’interazione significativa tra predisposizione genetica e ambiente residenziale, suggerendo che la presenza di vegetazione determina la maggiore riduzione assoluta del rischio proprio nei soggetti geneticamente più suscettibili.

Servono ulteriori conferme, ma il verde si conferma una risorsa per la prevenzione

Gli autori sottolineano che si tratta di uno studio osservazionale e che, pertanto, non è possibile dimostrare un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, i risultati sono coerenti con l’ipotesi che gli spazi verdi possano favorire una migliore salute metabolica attraverso diversi meccanismi, tra cui la riduzione dell’esposizione all’inquinamento atmosferico, il miglioramento della sensibilità all’insulina e, probabilmente, uno stile di vita più attivo.

Saranno necessari nuovi studi per verificare se questi risultati possano essere confermati anche in altre popolazioni e per comprendere meglio quanto incidano la qualità, l’accessibilità e l’effettivo utilizzo delle aree verdi nella prevenzione del diabete di tipo 2.

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