Il RIBA, dove l’architettura diventa arte
Londra è una città che si racconta attraverso i suoi edifici. Dai palazzi georgiani di Bloomsbury ai grattacieli della City, dalle case vittoriane di Kensington alle architetture contemporanee di Canary Wharf, ogni quartiere rappresenta un capitolo della storia britannica. Esiste però un luogo dove questa evoluzione viene studiata, conservata e raccontata in modo sistematico: il Royal Institute of British Architects, universalmente conosciuto con l’acronimo RIBA.
Molti visitatori lo considerano semplicemente la sede dell’ordine professionale degli architetti britannici, ma in realtà il RIBA è molto di più. Ospita una delle più importanti collezioni di architettura al mondo, organizza mostre dedicate ai grandi protagonisti della progettazione internazionale, custodisce milioni di documenti storici e rappresenta uno dei principali punti di riferimento culturali per chi desidera comprendere come l’architettura abbia contribuito a costruire l’identità del Regno Unito. Situato nello storico edificio di 66 Portland Place, nel quartiere di Marylebone, il RIBA costituisce una tappa poco conosciuta dal turismo tradizionale, ma estremamente affascinante per chi ama l’arte, il design, la fotografia e la storia urbana.
Dalle origini ottocentesche alla nascita del tempio dell’architettura britannica
La storia del Royal Institute of British Architects inizia nel 1834, in un periodo in cui il Regno Unito stava vivendo una straordinaria trasformazione economica e sociale. La rivoluzione industriale aveva cambiato il volto delle città britanniche, creando nuove esigenze urbanistiche, infrastrutturali e abitative. In questo contesto un gruppo di architetti comprese che la professione necessitava di un organismo capace di promuovere qualità, formazione e standard condivisi.
Nacque così il Royal Institute of British Architects, fondato con l’obiettivo di “promuovere il progresso dell’architettura e l’acquisizione delle conoscenze relative alle diverse arti e scienze ad essa collegate”. Soltanto tre anni dopo, nel 1837, l’istituto ricevette la prestigiosa Royal Charter, concessa dalla Corona britannica. Questo riconoscimento trasformò il RIBA in un’istituzione ufficiale del Regno Unito, attribuendogli un ruolo centrale nello sviluppo della professione architettonica. Oggi la storia dell’organizzazione è raccontata anche sul sito ufficiale del Royal Institute of British Architects, che ripercorre quasi due secoli di attività.
Con il passare dei decenni il RIBA ampliò progressivamente le proprie competenze. Da semplice associazione professionale divenne un punto di riferimento internazionale per la ricerca, la formazione, la conservazione dei documenti storici e la promozione dell’architettura come disciplina culturale. Oggi conta oltre 50.000 membri distribuiti in numerosi Paesi e collabora con università, studi professionali e istituzioni di tutto il mondo.
L’attuale sede di 66 Portland Place rappresenta essa stessa una delle opere più significative dell’architettura londinese del Novecento. Inaugurata nel 1934, venne progettata dagli architetti George Grey Wornum e J. M. Easton, scegliendo un linguaggio che fonde il classicismo monumentale con le eleganti linee dell’Art Déco. L’edificio venne concepito non soltanto come sede amministrativa, ma come manifesto architettonico capace di rappresentare il prestigio della professione.
La facciata, elegante ma rigorosa, introduce ambienti interni di grande raffinatezza. Il visitatore viene accolto dalla spettacolare Florence Hall, uno degli spazi più celebri dell’intero edificio. Caratterizzata da materiali pregiati, proporzioni armoniose e dettagli decorativi tipicamente Art Déco, questa sala rappresenta uno dei migliori esempi dell’architettura pubblica britannica degli anni Trenta. Le grandi scale monumentali, gli spazi espositivi, le sale conferenze e gli ambienti destinati agli studiosi contribuiscono a creare un insieme architettonico coerente e ancora oggi sorprendentemente moderno.
Non è un caso che la sede sia classificata come edificio Grade II*, una delle più alte categorie di tutela previste nel Regno Unito per gli immobili di particolare interesse storico e architettonico. Questa classificazione garantisce la conservazione degli elementi originali e testimonia l’importanza del complesso nel patrimonio nazionale britannico.
Visitare il RIBA significa quindi osservare contemporaneamente due livelli diversi di architettura. Da un lato si esplora un edificio che costituisce esso stesso un’opera di grande valore storico; dall’altro si accede a una delle istituzioni che più hanno contribuito allo sviluppo dell’architettura moderna britannica. È una doppia prospettiva che pochi luoghi culturali di Londra possono offrire.
Negli ultimi anni il RIBA ha inoltre avviato un importante progetto di trasformazione destinato a ridefinire completamente la propria sede in vista del bicentenario dell’istituto, previsto nel 2034. Il programma, denominato House of Architecture, punta a restaurare integralmente l’edificio storico, ampliare gli spazi espositivi e rendere ancora più accessibili le straordinarie collezioni conservate dall’istituzione. Durante i lavori una parte delle attività è stata temporaneamente trasferita, ma il progetto rappresenta uno degli investimenti culturali più significativi dedicati all’architettura britannica negli ultimi anni.
Una collezione unica al mondo: la RIBA Architecture Gallery e gli archivi dell’architettura britannica
Ciò che rende il Royal Institute of British Architects un luogo davvero speciale non è soltanto la bellezza della sua sede o il prestigio della sua storia, ma l’immenso patrimonio culturale custodito al suo interno. Pochissime istituzioni al mondo possono vantare una raccolta dedicata esclusivamente all’architettura così vasta e articolata. Nel corso di quasi due secoli il RIBA ha infatti raccolto milioni di documenti che raccontano l’evoluzione dell’arte del costruire, trasformandosi in una risorsa imprescindibile per architetti, storici, studenti e appassionati provenienti da ogni parte del mondo.
Le RIBA Collections comprendono oggi oltre 4,6 milioni di oggetti, una cifra impressionante che testimonia l’enorme lavoro di conservazione svolto dall’istituto. Tra questi figurano circa un milione di disegni architettonici, oltre 1,5 milioni di fotografie, più di 150.000 libri, migliaia di manoscritti, modelli tridimensionali, incisioni, archivi professionali, registrazioni audio, riviste specializzate e numerosi volumi rari risalenti perfino al Quattrocento. Una parte significativa di questo patrimonio è descritta nella sezione dedicata alle RIBA Collections, che permette di comprendere la straordinaria ampiezza delle raccolte conservate dall’istituto.
Questi materiali non rappresentano soltanto una raccolta di documenti tecnici. Attraverso schizzi preparatori, tavole originali, fotografie di cantiere, modelli e appunti personali è possibile seguire l’intero processo creativo che ha portato alla nascita di alcuni degli edifici più celebri del Regno Unito e del mondo. L’architettura viene così raccontata non come semplice risultato finale, ma come percorso fatto di intuizioni, revisioni, errori, sperimentazioni e continui miglioramenti.
Tra gli autori presenti nelle collezioni figurano alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’architettura britannica e internazionale. Sono conservati materiali relativi a Sir Christopher Wren, l’architetto che progettò la Cattedrale di St Paul’s dopo il Grande Incendio di Londra del 1666; a Sir Edwin Lutyens, autore di numerosi edifici pubblici e residenze private; a Charles Rennie Mackintosh, figura fondamentale dell’Art Nouveau scozzese; fino ad arrivare ai grandi protagonisti dell’architettura contemporanea come Norman Foster, Richard Rogers e Zaha Hadid, le cui opere hanno ridefinito lo skyline di Londra e di molte altre città del mondo.
Accanto agli archivi permanenti, il RIBA organizza un’intensa attività espositiva attraverso la RIBA Architecture Gallery, considerata la prima galleria londinese interamente dedicata all’architettura contemporanea. A differenza dei musei tradizionali, qui non si osservano soltanto edifici rappresentati in fotografia, ma si entra nel cuore del processo progettuale. Le esposizioni combinano modelli in scala, schizzi originali, installazioni multimediali, filmati, rendering digitali e ricostruzioni immersive, permettendo ai visitatori di comprendere il lavoro degli architetti in maniera estremamente coinvolgente.
L’approccio adottato dalla galleria è particolarmente interessante perché evita il linguaggio eccessivamente tecnico. L’obiettivo non è rivolgersi esclusivamente agli addetti ai lavori, ma rendere l’architettura comprensibile anche a chi non possiede una formazione specialistica. Le mostre affrontano temi molto diversi tra loro: la progettazione sostenibile, il cambiamento climatico, la rigenerazione urbana, il recupero del patrimonio storico, il design degli spazi pubblici, l’evoluzione delle città e il rapporto tra architettura e qualità della vita.
Negli ultimi anni il RIBA ha inoltre dimostrato una notevole capacità di affrontare anche temi sociali e culturali complessi. Una delle esposizioni più significative è stata Raise the Roof: Building for Change, inaugurata per invitare il pubblico a riflettere criticamente sulla storia stessa della sede di Portland Place. Attraverso opere contemporanee, fotografie, installazioni e contributi di studiosi internazionali, la mostra affrontava questioni legate all’eredità dell’impero britannico, all’inclusione, al ruolo delle donne nella professione e all’evoluzione dell’architettura come disciplina sempre più attenta ai cambiamenti della società. È un esempio di come il RIBA non si limiti a celebrare il proprio passato, ma scelga di metterlo continuamente in discussione, promuovendo un dialogo aperto con il pubblico.
Un’altra risorsa di enorme valore è RIBApix, la piattaforma digitale sviluppata dall’istituto per rendere accessibile una parte delle proprie collezioni anche online. Attraverso questo archivio fotografico studiosi, ricercatori e semplici curiosi possono consultare migliaia di immagini storiche, disegni, fotografie di edifici e documenti provenienti dagli archivi del RIBA. Si tratta di uno strumento particolarmente utile non soltanto per gli specialisti, ma anche per chi desidera approfondire la storia urbana di Londra o seguire l’evoluzione dell’architettura britannica nel corso dei secoli.
Visitare il RIBA significa quindi entrare in una sorta di enorme laboratorio della memoria architettonica. Ogni sala racconta come siano nate alcune delle opere più importanti della storia dell’architettura, mostrando il lavoro nascosto dietro edifici che milioni di persone osservano ogni giorno senza immaginare la complessità del loro processo creativo. È proprio questa capacità di unire ricerca, divulgazione e conservazione che rende il Royal Institute of British Architects una delle istituzioni culturali più affascinanti e, allo stesso tempo, meno conosciute di Londra.
Il RIBA oggi: premi, innovazione e un nuovo futuro per l’architettura britannica
Osservando il Royal Institute of British Architects soltanto come una prestigiosa sede istituzionale si rischia di coglierne solo una parte della sua importanza. Oggi il RIBA svolge infatti un ruolo determinante nello sviluppo dell’architettura contemporanea, influenzando la qualità dei progetti, promuovendo il dibattito pubblico sulle città del futuro e premiando ogni anno le migliori realizzazioni architettoniche del Regno Unito e del mondo. È una funzione che va ben oltre quella di un semplice ordine professionale e che contribuisce direttamente a definire il volto delle città britanniche.
Tra le iniziative più conosciute figurano i prestigiosi RIBA Awards, considerati tra i riconoscimenti più autorevoli nel panorama internazionale dell’architettura. Il premio più celebre è senza dubbio il RIBA Stirling Prize, istituito nel 1996 e intitolato al grande architetto britannico James Stirling. Ogni anno il premio viene assegnato all’edificio ritenuto il più significativo realizzato nel Regno Unito o progettato da architetti britannici all’estero. Vincere lo Stirling Prize significa entrare nell’élite mondiale dell’architettura contemporanea, e molte opere premiate sono poi diventate autentici simboli delle città in cui sorgono.
Accanto allo Stirling Prize, il RIBA assegna anche la prestigiosa Royal Gold Medal, una delle più antiche onorificenze dedicate all’architettura. Istituita nel 1848 e conferita con l’approvazione personale del sovrano britannico, la medaglia viene attribuita a personalità che abbiano contribuito in modo eccezionale allo sviluppo dell’architettura. Nel corso della sua lunga storia l’hanno ricevuta figure leggendarie come Frank Lloyd Wright, Le Corbusier, Oscar Niemeyer, Norman Foster, Renzo Piano e Zaha Hadid, testimonianza del prestigio internazionale raggiunto dall’istituzione londinese.
Negli ultimi anni il RIBA ha progressivamente ampliato la propria missione, affrontando temi che vanno ben oltre la progettazione degli edifici. Le conferenze, i dibattiti e le mostre organizzati dall’istituto dedicano sempre maggiore attenzione a questioni come la sostenibilità ambientale, il cambiamento climatico, la rigenerazione urbana, il recupero del patrimonio storico, l’edilizia sociale, l’accessibilità degli spazi pubblici e il benessere delle comunità. L’architettura viene così presentata non soltanto come disciplina estetica, ma come uno strumento capace di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.
Questa visione è alla base del grande progetto denominato House of Architecture, probabilmente l’iniziativa più ambiziosa mai intrapresa dal RIBA. In vista del bicentenario dell’istituto, che sarà celebrato nel 2034, l’organizzazione ha avviato un vasto programma di ristrutturazione della storica sede di 66 Portland Place. L’obiettivo non consiste semplicemente nel restaurare l’edificio, ma nel trasformarlo in un centro culturale ancora più aperto al pubblico, con nuovi spazi espositivi, percorsi museali ampliati, aree dedicate alla consultazione delle collezioni e strumenti digitali che renderanno il patrimonio del RIBA accessibile anche a distanza.
Per consentire questi importanti lavori, dal 2025 la sede storica è stata temporaneamente chiusa al pubblico. Si tratta però di una pausa destinata a rafforzare ulteriormente il ruolo del RIBA come punto di riferimento internazionale per la cultura architettonica. Al termine degli interventi, la House of Architecture offrirà un’esperienza completamente rinnovata, mantenendo intatto il fascino dell’edificio Art Déco ma dotandolo delle tecnologie necessarie per affrontare le sfide culturali del XXI secolo.
Per chi visita Londra, il RIBA rappresenta una destinazione diversa dalle classiche gallerie d’arte. Non vi si trovano dipinti celebri o sculture monumentali, ma qualcosa di altrettanto prezioso: la possibilità di comprendere come nascano gli edifici che ogni giorno modellano le città in cui viviamo. Attraverso disegni originali, modelli, fotografie, plastici e installazioni, il visitatore scopre che dietro ogni progetto esistono anni di studio, sperimentazione e ricerca.
La posizione stessa della sede rende la visita particolarmente piacevole. Situata nel quartiere di Marylebone, a breve distanza da Regent’s Park, dalla BBC Broadcasting House e dalla vivace Marylebone High Street, permette di inserirsi facilmente in un itinerario dedicato all’architettura londinese. Da qui è inoltre possibile raggiungere a piedi alcuni degli edifici più significativi del Novecento britannico, osservando direttamente molti dei temi affrontati all’interno delle esposizioni del RIBA.
In un’epoca in cui le città sono chiamate a confrontarsi con sfide sempre più complesse — dalla sostenibilità all’aumento della popolazione urbana, dalla tutela del patrimonio storico alla necessità di nuovi spazi pubblici — istituzioni come il Royal Institute of British Architects assumono un’importanza sempre maggiore. Non sono soltanto custodi della memoria architettonica, ma laboratori nei quali si immagina il futuro delle città.
È proprio questa duplice natura a rendere il RIBA un luogo unico nel panorama culturale londinese. Da una parte conserva quasi due secoli di storia dell’architettura britannica; dall’altra continua a interrogarsi su come costruire il mondo di domani. Per chi desidera conoscere Londra attraverso una prospettiva diversa, meno turistica ma straordinariamente ricca di contenuti, una visita al Royal Institute of British Architects rappresenta un’esperienza capace di cambiare il modo stesso di osservare gli edifici che ci circondano.
Domande frequenti sul Royal Institute of British Architects
Che cos’è il Royal Institute of British Architects (RIBA)?
È la principale organizzazione professionale degli architetti britannici, fondata nel 1834. Oltre a rappresentare la professione, promuove l’architettura attraverso mostre, ricerca, formazione e una delle più importanti collezioni specializzate al mondo.
Dove si trova il RIBA?
La sede storica si trova al numero 66 di Portland Place, nel quartiere londinese di Marylebone, a pochi minuti dalle stazioni della metropolitana di Regent’s Park e Great Portland Street.
Il RIBA è un museo o una galleria d’arte?
Non è un museo tradizionale, ma un centro culturale dedicato all’architettura. Ospita la RIBA Architecture Gallery, mostre temporanee, archivi storici, collezioni permanenti e programmi culturali aperti al pubblico.
Che cosa si può vedere al RIBA?
Disegni originali, modelli architettonici, fotografie, libri rari, installazioni multimediali e mostre dedicate ai grandi architetti britannici e internazionali, oltre a un edificio Art Déco di grande valore storico.
Che cos’è il RIBA Stirling Prize?
È il più prestigioso premio di architettura del Regno Unito, assegnato ogni anno all’edificio ritenuto più significativo tra quelli completati da architetti britannici.
Vale la pena visitare il RIBA anche se non si è architetti?
Assolutamente sì. Le mostre sono pensate anche per il grande pubblico e permettono di comprendere come l’architettura influenzi la vita quotidiana, l’evoluzione delle città e la qualità degli spazi in cui viviamo.
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