Il Teatro Valle di Roma riapre dopo 16 anni: all’inaugurazione scintille tra Mollicone e Gualtieri

Dopo sedici anni di chiusura e un delicato lavoro di ristrutturazione e riqualificazione, finalmente riapre il Teatro Valle di Roma. Un luogo che in passato ha rappresentato un lembo importante di storia culturale e artistica della Capitale e che, ne siamo certi, lo farà con ancora più vigore da domani.
Si completa così l’assetto del sistema teatrale capitolino e della Fondazione Teatro di Roma. Quest’ultima, già nella piena disponibilità dei teatri India, Torlonia e Argentina, potrà contare anche sul meraviglioso Teatro Valle. La struttura diventerà la nuova Casa della Drammaturgia Contemporanea: un polo di riscoperta per la scrittura teatrale del secondo Novecento, ma anche un centro pulsante per la produzione artistica di oggi.
Un restauro totale per i 300 anni del teatro
L’intervento di riqualificazione, che ha restituito ai cittadini un teatro che il prossimo anno compirà ben 300 anni, non ha riguardato solo il restauro conservativo della sala storica. I complessi lavori hanno infatti previsto la completa eliminazione delle barriere architettoniche, la modernizzazione del palcoscenico e degli impianti tecnologici, e infine la realizzazione di una nuova vasca antincendio.
La polemica sulle scritte dell’occupazione
L’opera ha portato con sé anche diverse polemiche, vista la decisione di lasciare sulla scalinata del Valle alcune scritte per celebrare i tre anni di occupazione del teatro, avvenuta da giugno 2011 ad agosto 2014. Questa esperienza è stata definita di recente dal Sindaco Roberto Gualtieri come una “stagione di grande sperimentazione”.
L’attacco di Mollicone: “Fu una devastazione”
Una decisione che certamente non ha trovato d’accordo il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone: “La riapertura del Valle è un grande traguardo comune, reso possibile anche grazie al contributo della Regione Lazio e del Ministero della Cultura. Tuttavia, non condivido la volontà di lasciare traccia dell’occupazione nelle scritte sulle scale, perché proprio quell’occupazione contribuì alla devastazione del teatro”.
Mollicone ha poi proseguito: “Ricordo inoltre che la premessa stessa di quell’occupazione fu costruita su una falsità, e cioè che si volesse trasformare quel teatro in un supermercato. Una possibilità mai presa in considerazione, ma che servì come pretesto per dare il via a un’occupazione pianificata a tavolino, in barba al fatto che fossero già state trovate le risorse economiche per far partire la stagione”.
L’inaugurazione: il ritorno al 1921 con “La sera della Prima”
Al di là di ogni polemica, sarà come sempre l’arte la sola e unica protagonista. Ad inaugurare la riapertura del teatro, dal 16 al 18 ottobre, sarà lo spettacolo di Francesco Piccolo “La sera della Prima”.
Il racconto avrà l’onere e l’onore di far rivivere al pubblico la storica serata del 9 maggio 1921, quando il grande drammaturgo Luigi Pirandello portò in scena per la prima volta “Sei personaggi in cerca d’autore”. L’opera, dopo un iniziale sconcerto sia del pubblico che della critica, diventò una delle produzioni pirandelliane più amate e celebrate al mondo, proprio per la sua originalità e per la forza dirompente di un linguaggio teatrale del tutto nuovo.
Il Valle, incastonato silenziosamente tra le vie del Rione Sant’Eustachio, promette quindi di essere non soltanto un luogo di memoria, ma anche una visione proiettata verso il futuro. Perché, come disse Orson Welles, “il teatro resiste come un divino anacronismo”, ma a lui spetta anche il compito e l’onore di tenere accesa la luce di quella genialità capace, come nessun’altra, di guardare al domani.
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