Il Vangelo dalla terra dei fuochi
Il prete che lotta quotidianamente contro la camorra racconta la sua esperienza nella terra dei Casalesi. “Ma io dei camorristi non ho paura. Lo so, potrebbero uccidermi e forse lo faranno, lo l’ho messo in conto fin dal primo momento in cui sono stato ordinato prete- afferma don Maurizio Patriciello-. Io spendo i miei giorni insegnando ai bambini, ai ragazzi, ai giovani che non debbono temere niente e nessuno quando la loro coscienza è pulita. Ma aggiungo che bisogna sradicare il fare camorristico sin dai più piccoli comportamenti”. Don Maurizio Patriciello è nato in provincia di Napoli, nel 1955. La sua biografia come la storia della sua vocazione è molto particolare. Fino a 30 anni infatti ha lavorato come paramedico vicino alla sua abitazione. Poi un giorno don Patriciello ha offerto un passaggio a un frate francescano, uno di quelli che girano scalzi, facendo autostop e onorando il voto di povertà. Così il futuro parroco ha deciso di iscriversi a Teologia, prendendo poi i voti. Quando è diventato sacerdote, il Vescovo di Napoli lo ha inviato al quartiere Parco Verde di Caivano, una delle zone più difficili del territorio dove si contano qualcosa come tredici piazze di spaccio. Don Maurizio Patriciello così ha iniziato la sua lotta nel quartiere, scagliandosi soprattutto contro il malaffare nella cosiddetta Terra dei fuochi.

Vangelo degli ultimi
Dunque un incontro casuale con un frate francescano lo ha avvicinato alla fede, portandolo a lasciare il suo impiego, intraprendere gli studi teologici e prendere i voti. Dopo l’ordinazione, è stato inviato dal vescovo di Napoli nel difficile quartiere del Parco Verde di Caivano, nel napoletano, dove si contano 13 piazze di spaccio con un business annuale di 100 milioni di euro. Da allora, don Maurizio è impegnato in prima linea nella lotta contro la camorra e nella tutela del territorio inquinato da discariche industriali e radioattive, noto come “Terra dei fuochi”. Ha denunciato il cattivo odore che a volte gli impediva di celebrare la messa e ha visto morire di tumore suo fratello Franco. A causa delle minacce di morte subite dai clan camorristici, don Maurizio vive sotto scorta dal 2022. Nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2022, una bomba carta esplose davanti alla sua abitazione in un attentato intimidatorio; lui rispose con un messaggio di perdono e un invito a cambiare vita.
Don Maurizio promuove le sue battaglie contro la criminalità organizzata anche sui social network, dove è molto attivo, con oltre 100.000 follower sulla sua pagina Facebook. Nel 2014, ha scritto il libro-denuncia intitolato “Non aspettiamo l’apocalisse. La mia battaglia nella Terra dei fuochi“. Il suo impegno ha attirato l’attenzione di numerosi politici che lo hanno incontrato a Caivano, incluso il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
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