In Nepal sono più che triplicate le tigri

29 Luglio 2026 - 17:20
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In Nepal sono più che triplicate le tigri

Trecentootto tigri in più nell’arco di sedici anni. La nuova stima pubblicata oggi dal Governo del Nepal porta a 429 il numero degli esemplari presenti nel Paese, rispetto ai 121 censiti nel 2010: uno dei più importanti successi globali nel recupero di una specie in pericolo.

Alla crescita hanno contribuito investimenti continuativi nella tutela degli habitat, nel monitoraggio e nella prevenzione dei conflitti con le persone che vivono nei territori frequentati dalle tigri. Nel Terai, il Wwf e i suoi partner hanno sostenuto oltre 5mila famiglie attraverso recinzioni protettive, ricoveri più sicuri per il bestiame e barriere dissuasive.

I sistemi di allerta precoce gestiti dalle comunità hanno già trasmesso più di un milione di segnalazioni sulla presenza di fauna selvatica. Programmi assicurativi e aiuti economici sono intervenuti invece per compensare le perdite di bestiame e i danni materiali. Le comunità locali e i Popoli indigeni hanno così un ruolo diretto nella conservazione della tigre e nella gestione dei rischi legati alla sua presenza.

«La straordinaria ripresa delle tigri in Nepal dimostra che azioni di conservazione costanti e mirate portano a risultati concreti. Ora dobbiamo accelerare gli sforzi per mantenere questo slancio, collaborando con le comunità locali e garantendo un futuro in cui persone e tigri possano coesistere in sicurezza», afferma Stuart Chapman, responsabile della Wwf Tigers Alive Initiative.

La crescita registrata in Nepal non cancella la fragilità globale della specie. La prima valutazione dedicata alla tigre nell’ambito dello Iucn Green Status of Species, pubblicata nel 2025, l’ha classificata come “Critically Depleted”, ovvero ancora gravemente impoverita rispetto alla distribuzione e all’abbondanza che aveva nel suo areale naturale storico.

Il Green Status misura quanto una specie si sia ripresa rispetto a questa condizione di riferimento e quanto sia vicina a un pieno recupero ecologico nell’intero areale originario. Da questa prospettiva, le popolazioni di tigre restano frammentate e ancora lontane dalla completa ripresa, nonostante i progressi ottenuti nei singoli Paesi. La perdita di continuità tra gli habitat rimane una delle principali minacce.

Con più esemplari e territori sempre più frammentati, aumenta anche la sovrapposizione tra le aree frequentate dalle tigri e quelle occupate da insediamenti, allevamenti e altre attività umane. Da come verranno gestite queste interazioni dipendono la sicurezza delle comunità e la possibilità di conservare nel tempo i risultati raggiunti.

A questo tema è dedicato il rapporto globale del Wwf Coesistere con le tigri: strumenti e approcci per gestire le interazioni uomo-tigre, una guida rivolta a operatori della conservazione, governi e comunità. Il documento raccoglie 29 interventi e nove strumenti di monitoraggio, mettendo a confronto efficacia, risorse necessarie e possibili compromessi, compresi gli effetti sulla resilienza psicologica ed economica delle popolazioni coinvolte.

La coesistenza viene affrontata come un processo da adattare alle caratteristiche sociali, economiche ed ecologiche dei diversi territori. Attraverso il Global Tiger Innovation Fund, il Wwf ha avviato cinque progetti in tre Paesi per sperimentare nuove soluzioni e individuare modelli di finanziamento capaci di replicare su più ampia scala gli interventi più efficaci.

In India, dove vive circa il 75% delle tigri selvatiche del pianeta, si contano 3.682 esemplari. Il monitoraggio scientifico, la protezione dei corridoi ecologici e gli interventi di prevenzione dei conflitti stanno contribuendo a rendere più sicura la convivenza tra le comunità locali e i grandi felini.

Segnali incoraggianti arrivano anche dall’Asia orientale. Le stime pubblicate oggi dal Parco nazionale delle Tigri e dei Leopardi del Nord-est della Cina indicano 72 tigri dell’Amur in natura all’interno dell’area; considerando anche il vicino Parco nazionale russo Terra del Leopardo, la popolazione transfrontaliera confermata raggiunge almeno 147 esemplari.

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