In seguito all'acquisizione di Vaayu, Carbonfact lancia un database Lca open-source
La piattaforma di intelligence ambientale Carbonfact ha rilasciato un database gratuito e open-source contenente dati dettagliati sull'impatto ambientale della produzione tessile, poco dopo l'acquisizione, avvenuta a maggio, di Vaayu, un'altra piattaforma per la sostenibilità della moda.
Il database contiene 300 set di dati di Life cycle inventory (Lci) che coprono processi chiave come la filatura, la tintura e la tessitura. Misurando i fattori di emissione per tutti i 16 indicatori ambientali della Product environmental footprint europea, lo strumento fornisce circa 4.800 punteggi di impatto specifici per aiutare i brand a mappare rigorosamente le loro filiere in conformità con la legislazione europea in evoluzione.
Con questa iniziativa, l'azienda software francese mira ad affrontare un problema di lunga data nel settore della moda: la mancanza di dati trasparenti e verificabili. La maggior parte dei database sulle emissioni esistenti si basa su medie di settore generiche. Per esempio, a un processo di tintura viene tipicamente assegnato un unico fattore di emissione, indipendentemente dai macchinari, dalle sostanze chimiche o dai tipi di fibre utilizzati. Il database di Carbonfact disaggrega i dati a livello di singolo processo, consentendo ai brand di moda di esaminare i singoli parametri o di sostituirli con dati primari raccolti dai propri fornitori.
Il lancio posiziona strategicamente Carbonfact come un esperto nella trasparenza, nella misurazione dell'impatto e nella rendicontazione ambientale per l'industria della moda – servizi già utilizzati da brand come On, Ganni e The North Face.
Il fornitore di database ecoinvent e l'agenzia ambientale francese Ademe hanno risposto con entusiasmo al lancio, alimentando le discussioni in corso su come dati di produzione granulari possano contribuire a definire i futuri standard metodologici europei e meccanismi come il punteggio ambientale francese o il Pefcr.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.
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