Inchiesta arbitri, stop alle testimonianze: cosa succede ora, le due ipotesi

Maggio 12, 2026 - 21:07
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Nessun altro dirigente verrà ascoltato: prima della pausa estiva la definizione dell'indagine.

Stop alle testimonianze, per quanto concerne l'inchiesta arbitri portata avanti dal pubblico ministero Maurizio Ascione. Non c’è necessità, al momento, di sentire dirigenti di club, né di iscrivere nel registro degli indagati altre persone, oltre alle cinque già indagate tra arbitri e “varisti”, tra cui l’ormai ex designatore Gianluca Rocchi.


IL PUNTO SULL'INCHIESTA - Ora in un paio di settimane gli inquirenti faranno il punto sul materiale che hanno, tra intercettazioni e testimonianze, tra cui le più recenti di questi giorni: questo l’esito di un vertice, come riportato dall’Ansa, che si è tenuto nel pomeriggio tra il procuratore di Milano Marcello Viola e il pm, titolare dell’inchiesta sul sistema arbitrale, condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Gdf.


I TRE EPISODI E LA FRODE SPORTIVA - Allo stato, da quanto riferito, non sono emersi elementi di novità rispetto alla situazione dell’indagine, per come già cristallizzata, e dunque dai vertici della Procura è stato chiarito che per ora non saranno convocati altri testi, né verrà aggiornato il registro degli indagati. Si dovrà, invece, ricostruire bene i fatti sulla base degli elementi già in atti, che hanno portato il pm a contestare, ad esempio, tre capi di imputazione a Rocchi per concorso in frode sportiva: uno per una presunta “bussata” alla sala Var in Udinese-Parma della scorsa stagione e altri due per sospette designazioni pilotate di arbitri “graditi” o “poco graditi” all’Inter sempre per partite dello scorso campionato.


L'EVOLUZIONE E LA TESTIMONIANZA DI SCHENONE - In sostanza, la Procura dovrà capire come definire, prima della pausa estiva, le indagini e se andare avanti con le contestazioni di frode sportiva per quegli episodi di presunte pressioni sulle designazioni e sul filone delle “bussate” per le decisioni al Var, che hanno portato all’iscrizione tra gli indagati anche dell’ex supervisore Var Andrea Gervasoni. Rocchi, anche per l’episodio della presunta “combine” a San Siro del 2 aprile 2025, concorre, da capo di imputazione, con altre persone, ma viene spiegato che non ci sono altri indagati. e che la recente testimonianza del club referee manager dell’Inter Giorgio Schenone non ha portato a nuove esigenze investigative.


COSA SUCCEDE ORA - La notizia della sospensione dei colloqui, testimonianze e audizioni dopo due settimane può significare due cose: o che il pm ha già tutto in mano, oppure che dopo venti giorni l'inchiesta si è già esaurita per mancanza di prove. Nella prima ipotesi, Ascione può accelerare la chiusura dell’indagine, chiedere il rinvio a giudizio e mandare tutto alla Procura della Figc. Altrimenti bisognerà capire cosa lo ha portato a indagare Rocchi e Gervasoni per frode sportiva, esponendo anche il calcio italiano, già a forte rischio credibilità, a grossi danni d'immagine,

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