Infrastrutture, il centrosinistra lancia l’offensiva: “Con Toti e Bucci accumulati ritardi per 70 anni”

Genova. “Troppo spesso agli annunci delle opere non sono mai seguiti i fatti. Il ritardo totale accumulato sulle opere a partire dal 2015 è di mezzo secolo, oltre 70 anni in poco più di dieci anni. In pratica, per ogni anno di governo del centrodestra in Liguria si sono accumulati in media cinque anni di ritardo nella realizzazione di opere fondamentali per la nostra Regione”. È l’accusa lanciata dalle opposizioni in Regione Liguria che lanciano un tour nei territori “per verificare lo stato reale delle principali infrastrutture della regione, confrontando annunci e promesse con l’effettivo avanzamento delle opere”.
“Terzo valico, nodo ferroviario, Aurelia bis, scolmatore del Bisagno, Pontremolese, Diga di Genova, sono solo alcune delle opere e dei progetti infrastrutturali su cui le giunte di destra in Regione hanno costruito gran parte della propria narrazione del fare – denunciano Pd, Avs, M5s e Lista Orlando -. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: molte infrastrutture decisive per la mobilità, la logistica, la sicurezza del territorio e la competitività economica continuano a registrare ritardi, criticità progettuali, problemi di finanziamento o cantieri ancora lontani dal completamento.
“L’obiettivo non è mettere in discussione la necessità delle infrastrutture, ma verificare tempi, risorse, stato di avanzamento e ricadute concrete sui territori e individuare nuove esigenze – proseguono i capigruppo -. Serve una regia complessiva capace di integrare porti, ferrovie, strade, trasporto pubblico, sviluppo urbano e messa in sicurezza. È soprattutto sull’ultimo miglio, cioè sulla capacità di collegare concretamente infrastrutture, città e territori, che si misura oggi il vero ritardo della Liguria. Con questo confronto pubblico vogliamo costruire una discussione concreta fondata sui dati, sulle esigenze delle comunità locali e su una visione reale del futuro infrastrutturale della nostra regione che non può più rimanere isolata, ferma alle promesse. Ha bisogno di contare sui fatti e su un governo regionale in grado di raggiungere gli obiettivi e rilanciarla”.
Secondo l’analisi curata da Federico Romeo, consigliere regionale del Pd, la somma dei ritardi accumulati dalle dieci principali opere infrastrutturali attese in Liguria, partendo da quando il centrodestra governa la regione (2015), arriva a 73-79 anni a seconda degli scenari ipotizzati.
Spicca soprattutto la situazione della Gronda, che secondo la minoranza sarebbe in ritardo di 12-15 anni. Un’opera emblematica della Liguria bloccata, ma anche delle divisioni interne al centrodestra che hanno contribuito a rallentare l’iter ai tempi del governo Conte. “Abbiamo posizioni diverse anche sulla colonizzazione di Marte, ma le probabilità di realizzarla oggi sono le stesse – scherza Andrea Orlando, punto di riferimento dell’opposizione -. Non è stato messo un euro sul tavolo”. Insomma, le difficoltà finanziarie hanno tolto le castagne dal fuoco? “Diciamo anche così. Fatto sta che ad oggi non ci sono le risorse”, ribadisce l’ex ministro già candidato alla presidenza della Regione.
Il quadro che emerge “non è quello di una Liguria finalmente sbloccata, come la giunta regionale continua a raccontare, ma quello di una regione sospesa, in cui molte infrastrutture strategiche restano incompiute, rallentate o rinviate nel tempo – viene spiegato nella relazione conclusiva -. Non siamo di fronte a un’assenza di opere, ma a una assenza di risultati nel presente e a una concentrazione di promesse proiettate sempre più in avanti, oltre l’orizzonte di questa legislatura. Il punto politico centrale è proprio questo: la giunta Bucci ha costruito una narrazione basata sull’idea della velocità, della capacità di decidere e di fare, ma i fatti dimostrano che gran parte delle opere su cui questa maggioranza ha investito il proprio capitale politico producono effetti solo nel medio-lungo periodo, quando non addirittura oltre il 2030. Nel frattempo, cittadini, lavoratori e imprese continuano a vivere ogni giorno i disagi di una mobilità fragile, di cantieri fermi, di collegamenti inadeguati e di promesse non mantenute”.
La Spezia sarà la prima tappa del tour: al centro dell’incontro ci saranno due opere strategiche per il futuro del Levante ligure e dell’intero sistema logistico dell’Alto Tirreno: la Pontremolese e l’Aurelia Bis della Spezia. L’appuntamento è mercoledì 17 giugno alle ore 15.30, presso la biblioteca Beghi, in via del Canaletto 100. All’incontro interverranno anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il presidente della Provincia di Parma Alessandro Faddi.
Le tappe del Tour sulle infrastrutture
1. La Spezia – mercoledì 17 giugno
2. Tigullio – mercoledì 1° luglio
3. Imperia – mercoledì 15 luglio
4. Genova – mercoledì 30 settembre
5. Savona – mercoledì 14 ottobre
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