Inter, Acerbi: “Gioco altri 3 anni. Psg? Eravamo morti, nessun rimpianto. Rode più il City. Martinez sottovaluto. Alvarez costa 200 mln ma gioca Lautaro”
Svincolatosi dall’Inter, con cui il contratto è scaduto lo scorso 30 giugno, Francesco Acerbi si è concesso a Sport Mediaset per una lunga intervista. Queste le parole del difensore che ha chiarito di voler continuare a giocare a 38 anni compiuti.
"Sto bene e voglio ancora giocare, non ho in mente di fare altro. In questo momento vivo con molta serenità, ho dato tutto quello che avevo e non mi devo rimproverare niente. Esperienza e motivazioni le ho, posso dare un esempio in campo: a 38 anni ho ancora la voglia del ragazzino. E se volevo fare il mister, avevo smesso. Penso di poter andare avanti ancora un paio d'anni a certi livelli, forse tre".
"Sono molto orgoglioso di me stesso, sotto ogni punto di vista, per come ho fatto lo scorso anno. Ci sono state delle cose, che è giusto anche non dire, ma da lì non ho mai mollato e cercato di dare il massimo in ogni circostanza e allenamento, provando ad aiutare sempre la squadra nei momenti di difficoltà. E li hai, anche se hai vinto due titoli: per un paio di mesi, da gennaio a prima della sosta per la Nazionale, che non stavamo più giocando, che non eravamo noi".
"Chivu è stato un ottimo giocatore, che ha vinto. E da allenatore veniva da qualche mese a Parma, arrivando all'Inter dove ha trovato una squadra vincente in cui c'era anche da gestire il gruppo. Noi abbiamo cercato di dargli una mano, per forza. Grazie al gruppo, ha fatto la differenza perché con altre dinamiche non avresti vinto, per quanto Chivu ci abbia messo del suo. Che rapporto avevo con Chivu? Io giocavo, lui allenava".
“Lautaro Martinez è sottovalutato? Non lo so, forse ha meno appeal di altri. Se giocasse al Barcellona o al City… Alvarez costa 150-200 mln, tutti lo vogliono, ma in questo Mondiale sta giocando di più Lautaro. Lautaro ha meno appeal di altri, è un giocatore che a me piace, è fortissimo, è generoso in campo, anche quando non fa benissimo, fa di tutto per. Ed è già tanto, è fortissimo".
“Su Haaland devi avere una grossa attenzione, anche ai minimi particolari: con quelli così è un attimo, devi saper prevedere e capire le cose. E ci vuole anche un po' di fortuna".
“La malattia mi ha salvato, non dico che avrei smesso ma forse sì. O comunque a trent'anni non so a che livello ero, avrei fatto molta fatica. Ho avuto una seconda chance".
"Perdere la finale di Champions 5-0 ci sta e non ci sta, ti rode ma non siamo neanche entrati in campo. Eravamo morti mentalmente, loro avevano già vinto il campionato, noi dovevamo giocare col Como ed eravamo ancora tesi per vedere Napoli-Cagliari, poi la finale di Champions e dopo ancora andare in America, se avessimo avuto un mese di vacanza come quest'anno senza andare in America magari ti rode ancora di più ma quella partita non l'abbiamo neanche giocata. Si può essere ancora nervosi ma dopo 2-3 mesi, quando inizia il campionato poi basta. Ti rode di più quella col City, ce l'avevi in pugno, ce la siamo giocata, quella col PSG no. Se non giochi la partita, sono stati più bravi loro, mentalmente non c'eravamo, eravamo stanchi, basta. Non mi sono recriminato nulla, eravamo morti, avevamo dato tutto fino all'ultimo, non c'era più niente da ricostruire".
"Inzaghi? Io giocavo e lui allenava, mi sono sempre messo a disposizione. Voglio bene anche ad Inzaghi, l'ho avuto 7 anni, mi ha dato molta fiducia ma l'ho ripagata, questa è la cosa che ti porta rispetto reciproco. Dava libertà sui giorni liberi, sapeva quando eri stanco, cercava di dosarti, anche lui sapeva che c'erano tante partite, doveva gestire un po' il gruppo. L'Inter ha fatto poi due finali di Champions, ok che hai perso tutto l'anno scorso ma poi sei quasi sempre arrivato in fondo".
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)