Inter, la vittoria inaspettata di Chivu: come è riuscito a conquistare lo spogliatoio dopo la diffidenza iniziale

Maggio 03, 2026 - 23:29
0 0

Arrivato tra lo scetticismo generale, il tecnico rumeno si è reso protagonista assoluto del ventunesimo scudetto della storia nerazzurra.

Per comprendere la dimensione dell’impresa svolta da Cristian Chivu è necessario richiedere uno sforzo alla memoria, fino a tornare allo scorso giugno, quando il tecnico rumeno ha ereditato uno spogliatoio affranto dalle delusioni di una stagione lunga, usurante e resa insopportabile dallo smacco rimediato in finale di Champions contro il PSG. Un 5-0 che sapeva di fine ciclo. Inzaghi saluta e vola in Arabia, l’Inter si ritrova senza allenatore, con un gruppo frammentato e un Mondiale per club da giocare in America, con la prima partita fissata al 30 di giugno. I nerazzurri si orientano immediatamente verso Cesc Fabregas, Ausilio vola a Londra per incontrarlo ma il tecnico spagnolo fa un passo indietro perché non se la sente di lasciare Como. L’ambiente subisce un’altra delusione e in quelle ore inizia ad emergere su tutti il nome di Cristian Chivu come possibile nuovo allenatore. Giovane, emergente, sicuramente bravo, ma anche privo di esperienza, con appena 13 partite in Serie A. Certo, sufficienti a salvare il Parma, ma vuoi mettere l’Inter? La voce diventa concreta, da viale della Liberazione arrivano conferme e in poche ore i nerazzurri chiudono la pratica, con il comunicato ufficiale del 9 giugno, che annuncia il biennale con Chivu. 


LA PRIMA SFIDA

Sembra un passo indietro, un netto ridimensionamento. Il Napoli conferma Conte, il Milan punta su Allegri e l’Inter si affida a un esordiente. Anche lo spogliatoio rimane interdetto, la notizia non scalda il cuore a nessun calciatore ma raggiunto il ritiro americano cambia tutto. I calciatori si rendono immediatamente conto di avere di fronte un uomo che può tirarli fuori dal guado mostrandogli la strada, perché Chivu è stato prima di tutto uno di loro, un calciatore che ha vissuto spogliatoi zeppi di fuoriclasse, uno che ha vinto il triplete con Mourinho e che all’Inter è divenuto leggenda. Il tecnico rumeno conquista lo spogliatoio con il dialogo, la comprensione e l’onestà. Convoca i suoi calciatori in sedute individuali e collettive, chiede a quelli più stanchi di rientrare a casa a curarsi e di non preoccuparsi della competizione americana. Non a caso, ogni volta che può, Chivu precisa che quella competizione appartiene alla stagione precedente, come a voler sottolineare che il suo lavoro inizierà solo una volta rientrati in Italia. E così la vivono anche tutti i suoi calciatori in America. L’Inter non disputerà un gran Mondiale per Club, tutt’altro, i nerazzurri usciranno eliminati dal modesto Fluminense, ma Chivu in quei giorni ha già vinto la sua prima sfida da allenatore dell’Inter, quella di conquistare lo spogliatoio. 

LO SFOGO DI TORINO

Il campionato inizia con una prova di forza impressionante, all’esordio davanti ai propri tifosi, il 25 agosto, l’Inter batte il Torino con un netto 5-0, ma è la classica rondine che non può annunciare la primavera. Una settimana dopo a San Siro arriva l’Udinese e la musica cambia: la squadra tira fuori vecchie paure, compie pericolosi passi indietro dal punto di vista dell’atteggiamento e i friulani rientrano a casa con tre punti in tasca, frutto del 2-1 conseguito a Milano. Chivu intuisce il pericola ma pazienta, non usa il bastone e va ancora di carota, anche perché dopo la sosta c’è la Juventus, una partita che si prepara da sola. A Torino sono montagne russe: l’Inter va sotto, pareggia, torna in svantaggio, la riacciuffa e la capovolge ma sul 3-2 i nerazzurri si spengono e la Juventus trova la forza di vincere una partita che sembrava persa, prima con il 3-3 al minuto 82 e poi con il 4-3 al 91’. Stessi errori visti a San Siro contro l’Udinese: a un certo punto l’Inter inizia a specchiarsi e a sentirsi superiore, per poi pagarne le conseguenze. A quel punto Chivu non ci vede più e cambia atteggiamento, anche per mostrare alla squadra che lui è disposto a difenderli solo se la squadra è disposta a dargli tutto. Il tecnico rumeno entra negli spogliatoi e capovolge i tavoli, le urla arrivano in sala stampa.

LE POLEMICHE DI NAPOLI

Lo spogliatoio si compatta, i senatori remano dalla parte di Chivu riconoscendogli di dover dare qualcosa di più e l’Inter cambia marcia, oltre che atteggiamento. In campionato arrivano quattro vittorie consecutive e poi lo scontro diretto di Napoli, dove i nerazzurri se la giocano con carattere ma uscendo sconfitti anche per via di qualche decisione arbitrale dubbia. Chivu non vuole saperne e nonostante le mille polemiche scaturite dai 90’ di gioco va negli spogliatoi e toglie qualsiasi arbitro alla squadra: “Abbiamo sprecato energie facendoci trascinare nelle proteste”. Nella pancia del Maradona apprezzano il suo modo di fare e iniziano a comprenderne la filosofia. 

OLTRE LE ASPETTATIVE

Il legame con la squadra ormai è forte, Chivu ha una società che lo supporta e uno spogliatoio che lo segue. La squadra continua ad avere qualche problema negli scontri diretti, che però sembra più mentale. Il derby segna un’altra sconfitta, ma da quel momento in avanti l’Inter distrugge il campionato piazzando sedici risultati utili, di cui 15 vittorie. Un ruolino che a inizio campionato, tra tutte quelle incertezze difensive e risultati deludenti, sembrava francamente impossibile. Il definitivo colpo del KO al Napoli. L’Inter, lo infligge con la pesantissima vittoria di Como. Un lavoro impressionante quello di Chivu, tanto che lo stesso Marotta non ne nasconde la sorpresa: “Eravamo ottimisti, ma non avremmo pensato così bene”. E allora è giusto dire che Chivu ha saputo andare oltre, guarendo e preparando il gruppo a nuove battaglie. Il ventunesimo scudetto della storia nerazzurra è suo per gran parte di merito. 

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User