Inter, tutti i "2 di picche" presi da Ausilio: che bello "perdere" sul mercato e vincere in campo
Il direttore sportivo nerazzurro "ferito" dal sì di Palestra al Chelsea.
"Luglio e agosto l'interista sogna sotto l'ombrellone: tricolore e coppe varie, ma a settembre il campionato inizierà. E come l'anno scorso e ancora l'anno prima il nostro chiacchierone continuerà a sognare quel tricolore che lui non vincerà".
Con questo coro i tifosi del Milan prendevano in giro l'Inter ai tempi prima di Calciopoli. L'allora presidente Massimo Moratti spendeva tanti soldi sul mercato per cercare di ripercorrere le orme di suo padre Angelo: una missione compiuta nel 2010, quando i nerazzurri centrarono un leggendario Triplete vincendo in finale contro il Bayern Monaco a Madrid quella che è ancora l'ultima Champions League alzata da un club italiano.
CAMBIATO IL MONDO
Ora la situazione è cambiata, infatti l'Inter sta incassando qualche delusione sulla campagna acquisti, ma è diventata la squadra più vincente negli ultimi 20 anni in Italia portando ben 24 nuovi trofei in bacheca: 8 Scudetti, 7 Coppe Italia, 7 Supercoppe italiane, una Champions League e un Mondiale per Club.
Tutti metterebbero la firma per uno scenario del genere, che consente ai protagonisti di poter ricorrere pure a un po' di sana autoironia per le "beffe" subite sul mercato. Vedere per credere il direttore sportivo Piero Ausilio, che ha parlato pubblicamente del "due di picche" preso da Palestra, il quale ha detto sì al Chelsea dopo aver flirtato a lungo con l'Inter.
LA TOP 11 DEI "NO"
Si tratta di una storia senza lieto fine già vista negli ultimi anni, tanto da poterci costruire una formazione di tutto rispetto. Schierata con un sistema di gioco ad albero di Natale, dove si mettono i regali (4-3-2-1):
Vicario (andato al Tottenham); Palestra (Chelsea), Bremer (Juventus), Leoni (Liverpool), Cancelo (Barcellona); Manu Koné (rimasto alla Roma), Modric (rimasto al Real Madrid e poi passato al Milan), Samardzic (Atalanta); Nico Paz (rimasto al Como), Lookman (Atletico Madrid); Lukaku (andato prima alla Roma e dopo al Napoli in seguito al suo ritorno in prestito dal Chelsea). All. Fabregas (rimasto al Como prima dell'arrivo di Chivu).
Quest'ultimo caso è l'esempio concreto di come una soluzione alternativa possa rivelarsi quella vincente: speriamo di andare avanti così ancora a lungo. Anche perché è giusto puntare sempre più in alto, pur sapendo di dover fare i conti con la concorrenza dei grandi club (soprattutto stranieri) che possono contare su dei budget molto più importanti.
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