Intervista a Yuji Horii – Comicon Bergamo 2026

03 Luglio 2026 - 18:39
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Intervista a Yuji Horii – Comicon Bergamo 2026

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Al Comicon Bergamo 2026 ho avuto il grandissimo onore di intervistare una vera leggenda del game design, colui che ha creato il concetto stesso di JRPG e ha cambiato per sempre il modo di vedere i giochi di ruolo nel paese del Sol Levante. Seguitemi in questa intervista a Yuji Horii, dove il papà di Dragon Quest ci racconta la sua filosofia in occasione del 40esimo anniversario della serie.

Intervista a Yuji Horii - Un'icona senza tempo alla ricerca della sorpresa

Non era la prima volta che mi sedevo a tu per tu con Yuji Horii, in quanto proprio l'anno scorso avevo avuto l'occasione di intervistarlo al Comicon Napoli 2025. Questa volta però è stato diverso, e sono arrivato davanti al maestro con una consapevolezza diversa, e con l'immancabile maglietta di Dragon Quest.

Durante i primi minuti della nostra chiacchierata Horii-San ha valuto approfondire il segreto dietro la longevità di una saga diventata leggendaria, che secondo lui risiede nella capacità di innovare continuamente, mantenendo però inalterata la propria identità. Nel corso degli anni infatti il panorama dei giochi di ruolo ha visto molti cambiamenti, ma la filosofia alla base di Dragon Quest non è mai cambiata.

Per il game designer la serie è rimasta e rimarrà sempre legata ad un concetto tanto semplice quanto fondamentale: la sorpresa. Il maestro ci ha raccontato che tutto nasce dalla sua inguaribile volontà di fare degli "scherzetti" agli altri e di stupire costantemente il pubblico.

Questo è ciò che ha guidato la serie fino a questo momento, che ha unito ad una semplicità e classicità di fondo ad una costante ricerca di soluzioni in grado di lasciare a bocca aperta il giocatore. Non c'è mai stato da parte sua il desiderio di stravolgere le cose, poiché i riscontri e i feedback ricevuti dai fan dimostrano una grande soddisfazione per come la saga è stata gestita.

Innovazione nella tradizione

Nonostante molti utenti pensino che la struttura di Dragon Quest sia rimasta bene o male la stessa, ogni nuovo capitolo ha sempre introdotto degli elementi innovativi. Sebbene quindi il sistema di regole e la struttura ludica di base rimangano coerenti, questa scelta è stata presa principalmente per non confondere i giocatori.

E all'interno di questi confini sicuri e alle volte nostalgici si nascondono però sempre alcuni dettagli inediti, che cercano di sorprendere il giocatore quando meno se lo aspetta. Al di fuori delle serie principali, ad esempio, le sperimentazioni non mancano di certo, come negli spinoff della serie Monsters e negli altri progetti cross-mediali legati al franchise.

Inoltre, Horii-San ci ha confessato che anche in Dragon Quest le ispirazioni da oltreoceano non sono mancate. Infatti, se è vero che il mondo di The Legend of Zelda è molto caro all'autore, la principale ispirazione per le avventure degli eroi della serie è nata dalla sua passione per Wizardry, una serie di giochi di ruolo americana pubblicata su PC a partire dai primi anni '80.

Tornando invece al presente, negli ultimi tempi il game designer ha deciso di fare nuove esperienze anche in ambiti diversi dal gaming, come la partecipazione al podcast Koso Koso insieme a Kazuhiko Torishima, che gli ha permesso di sperimentare un canale di comunicazione diverso e di divertirsi grazie alle reazioni degli ascoltatori, offrendo nuovi stimoli rispetto ai video tradizionali.

Intervista a yuji horii comicon bergamo 2026

Il legame con i fan

Dopo aver discusso gli aspetti un po' più tecnici legati allo sviluppo e alla filosofia di Dragon Quest, l'intervista ha toccato anche alcuni capitoli della saga in particolare. Ad esempio, le richieste per una localizzazione globale di titoli storici come il decimo capitolo sono frequenti e, pur non potendo rivelare nulla sui piani futuri, l'affetto del pubblico internazionale è ben noto al maestro e al team di sviluppo.

Tra i vari episodi della saga inoltre, il quinto capitolo occupa un posto speciale nel cuore di Yuji Horii, grazie alla sua narrazione legata a tre diverse generazioni e agli eventi legati al matrimonio. Passando poi alle origini della figura del Re Demone, inizialmente non c'era la consapevolezza che sarebbe diventata un archetipo così amato e replicato nella cultura pop.

L'obiettivo del team era solo quello di creare un cattivo carismatico, conosciuto in Giappone come il Re Drago. Nel corso del tempo la narrazione della saga ha fatto evolvere anche questa figura, mostrando le motivazioni dei suoi antagonisti. Un messaggio del maestro per i giocatori di tutto il mondo è legato all'impegno, poiché la vita stessa è come un gioco di ruolo, e bisogna superare le difficoltà senza arrendersi mai.

I nomi dietro la leggenda

Un altro aspetto fondamentale che ha decretato la fortuna di Dragon Quest è sicuramente legato al suo stile estetico unico a alla sua colonna sonora senza tempo. Dietro la nascita di personaggi così iconici e mondi fantastici c'è la mano di due leggende nei loro rispettivi ambiti, sfortunatamente scomparse entrambe.

Parliamo di autori del calibro di Akira Toriyama (creatore di Dragon Ball) e Koichi Sugiyama, che con le sue musiche ha incantato milioni di giocatori in tutto il mondo. Un altro aneddoto interessante riguardo la creazione dei mostri e dei protagonisti del gioco è che inizialmente avveniva attraverso scambi continui, in cui le prime bozze venivano inviate per posta da Yuji Horii stesso direttamente ad Akira Toriyama.

Il papà di Dragon Ball le restituiva poi al game designer modificate ed arricchite dal suo stile inconfondibile. E anche il rapporto professionale con il compositore Koichi Sugiyama è stato molto importante, caratterizzato da incontri regolari per decidere l'atmosfera musicale di ogni singola area del mondo di gioco.

Questo incontro tra tre creativi leggendari ha gettato le basi per un intero genere videoludico, influenzando generazioni di sviluppatori in Giappone e nel resto del mondo.

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Il futuro del franchise e le nuove generazioni

La parte finale dell'intervista ha toccato temi come il passaggio generazionale all'interno del team di sviluppo, con Horii-San che ha ammesso che rappresenta una sfida stimolante per assicurare la continuità della serie nei prossimi decenni. Attualmente lo sviluppo vede il coinvolgimento attivo di professionisti più giovani, con l'obiettivo di trasmettere loro lo spirito della saga e la cura per i dettagli che l'hanno resa celebre.

La supervisione dei nuovi progetti richiede infatti un equilibrio delicato tra il rispetto dei canoni classici e l'apertura verso idee fresche che possano attrarre anche le nuove leve di videogiocatori. Sarà interessante vedere come la serie evolverà quando anche Yuji Horii lascerà il timone in mano ai giovani creativi.

Per concludere l'intervista, il maestro ha voluto sottolineare come il legame emotivo con la community sia più forte che mai e rimanga il fattore principale che lo spinge a continuare a narrare storie epiche, dimostrando che la passione per l'avventura non ha età ed è pronta a rinnovarsi ancora e ancora.

Intervistare una personalità come Yuji Horii è sempre un'esperienza particolare, ma il papà di Dragon Quest è una persona dal cuore buono, sempre con il sorriso stampato in volto e con la voglia di esplorare il mondo ed incontrare i fan di tutto il mondo. Sono davvero grato di averlo potuto intervistare nuovamente, e chissà che non ci sarà una terza volta!

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