Von der Leyen: “Presto la proposta” sulle restrizioni ai prodotti dalle colonie israeliane
Bruxelles – Pigrizia dell’Unione Europea davanti a Israele? Per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la responsabilità principale è da ricercare in Consiglio, tra gli Stati membri. “Dieci mesi fa abbiamo proposto di sospendere le preferenze commerciali previste dall’accordo di associazione UE-Israele. Ciò avrebbe un impatto economico significativo, ma questa proposta rimane sul tavolo degli Stati membri che dovranno votare a maggioranza qualificata, quindi la palla è nel campo degli Stati membri”, ha dichiarato von der Leyen, oggi (3 luglio), nella città irlandese di Cork, in conferenza stampa con il primo ministro della Repubblica, Micheál Martin. La presidente è nell’isola con la sua squadra dei commissari per l’inizio della presidenza irlandese del Consiglio UE e la sua risposta arriva a una domanda sulla mancanza di progressi da parte UE su questo fronte, ricordando anche l’allarmante rapporto indipendente delle Nazioni Unite sull’omicidio deliberato dei bambini palestinesi da parte di Israele.
L’inquilina di palazzo Belaymont ha rivendicato che l’Unione è “il più grande fornitore di assistenza al popolo palestinese al mondo”, in quanto “nessuno fa più di noi”. Tra le azioni promosse ha vantato lo stanziamento di “oltre 2,7 miliardi di euro in aiuti umanitari e sostegno al bilancio” palestinese, nonché l’organizzazione di “85 voli ponte per aiuti umanitari” e la consegna di “oltre 5.600 tonnellate di beni di prima necessità”. Ha evidenziato, oltre al problema dell’accesso degli aiuti umanitari, che “la continua espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania è assolutamente inaccettabile”, definendo “abominevole la violenza utilizzata per realizzare tale espansione”. Soprattutto perché “mina il futuro della soluzione dei due Stati”, definita “l’unica soluzione o via percorribile per una pace duratura”. E ha ribadito che la Commissione sta lavorando a “un documento con opzioni” sulle restrizioni ai prodotti delle colonie e che “il mese scorso abbiamo concordato sanzioni contro i coloni israeliani estremisti e molti Stati membri hanno anche proposto di sanzionare il ministro Ben-Gvir“. Ma “finora non è stato raggiunto alcun consenso”. In breve, “in Consiglio, al momento, non si è fatto alcun passo avanti verso una soluzione o un accordo su come procedere”, ha concluso.
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