The 7th Guest Remake – Recensione

03 Luglio 2026 - 14:09
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The 7th Guest Remake – Recensione

The 7th Guest Remake – Recensione (3)

Quand'è l'ultima volta che sei entrata in una casa stregata? Io posso ancora onestamente sentire nelle narici l'odore di quella nebbia finta, nelle orecchie il suono di leve e ingranaggi pronti a muovere marionette e animatronics per far paura al prossimo malcapitato, o proprio a me. Distante, l'odore dello zucchero filato, forse delle frittelle ultra-oliate dell'inevitabile banchetto, e il rumore della corsa di bambini sul quel metallo zigrinato sul quale, ne sono sicuro, ti sei sbucciata un ginocchio come tutti noi È difficile che un gioco moderno profumi di nostalgia, se non è esso stesso un remake, una remastered o una re-immaginazione di un titolo "vecchio". The 7th Guest Remake è un remake, infatti, di un titolo del 1993, ma con tutta la cura che Vertigo Games ci ha riposto, sembra più un titolo fatto oggi, ma che fa l'occhiolino al passato, più che un gioco del passato riportato a lucido, e questo va assolutamente a vantaggio del titolo. Enormemente.

The 7th Guest Remake - Recensione: Una casa... stregante

Basta dare un'occhiata al menu principale per capire il tono di The 7th Guest Remake: una casa che ci guarda dalla cima di una piccola collina, dei colori accessi che arrivano dalle sue finestre, e un'ombra, una siluette oscura nella finestra più in alto. Una voce riecheggia nelle cuffie: "Benvenuti nella mia... casa." E infatti non ci ho messo molto a scendere dalla barchetta che mi ha portato alla location di questa inquietante magione, ad acchiappare una lanterna dagli strani poteri ed arrivare alle porte della villa. Le prime interazioni spiegano tutto quello che c'è da spiegare: possiamo interagire con determinati oggetti, e alzare la lanterna con uno dei grilletti ci mostra cose nascoste agli occhi, come piccoli messaggi, e a volte riporta gli oggetti al loro stato "precedente" (una testa di gargoyle rotta ritorna intatta e attaccata al resto della statua, ad esempio). The 7th Guest Remake – Recensione (5) Nell'entrare nella villa ci interfacciamo invece alla più grande sorpresa di The 7th Guest Remake: le "cutscene". The 7th Guest Remake infatti utilizza le performance registrate di attori e attrici reali, per le sue "cutscene": si, è la seconda volta che uso le virgolette perché queste performance si svolgono direttamente davanti ai nostri occhi senza soluzione di continuità, e lo fanno con una tecnica che non posso non trovare curiosa. Dopo aver filmato le performance, infatti, il team di Vertigo Games ha creato dei modelli poligonali sui quali appiccicare queste registrazioni, di modo da dare ai modelli dei personaggi anche un volume, una presenza non "piatta" che invece una cutscene o la semplice proiezione 2D del video avrebbe dato. Devo confessarti che è una tecnica curiosa e che avrei voluto adottata da altri titoli, anche solo per vedere dove può spingersi, e il sapere che proviene da un'idea applicata già dallo stesso titolo - non nella sua forma remake - nel 1993 sa di assurdo. Nella manciata di ore necessarie per finire il gioco non c'è stata una volta nella quale non mi sia ritrovato a girare attorno al personaggio che avevo davanti in questa o quella scena, costantemente sorpreso dalla cosa. L'acquisto del gioco, tra l'altro, ti dà accesso anche alla sua versione VR, che proverò non appena le temperature scenderanno un po'.

Soluzioni complesse, ma sempre alla mano

Il nostro scopo, in questa villa, è chiaro sin da subito: risolvere l'enigma della villa stessa, dopo che il proprietario della villa, noto fabbricante di giocattoli, è misteriosamente scomparso in seguito ad una "festa" alla quale ha invitato 6 sconosciuti... più uno. The 7th Guest Remake spezza questa scalata nelle varie stanze della quale la villa è composta: il percorso è lineare attraverso di esse, dato che ad ogni blocco di stanze risolto si sblocca il blocco successivo, e via così. The 7th Guest Remake – Recensione (4) Gli enigmi stessi sono sempre tematici rispetto alla stanza in cui sono, dalla necessità di sopravvivere ad un drinking game mortale nella stanza della più alcolicamente leggiadra degli ospiti, ad un puzzle in sequenza a tema gioielli nella stanza dell'arrampicatrice sociale. Non esiste un fail state, né timer, e The 7th Guest Remake ci lascia sempre il tempo di capire l'enigma e di indagare sulla sua risoluzione; altra scelta che non do per scontata è che non esistono puzzle multi-stanza, anzi, tutti i puzzle hanno una risoluzione interna che dipende solo dal puzzle stesso e non dalla nostra conoscenza degli altri puzzle della stanza o della villa. Tra i collezionabili che The 7th Guest Remake ci mette davanti, oltre a lettere (che ci raccontano di più dei personaggi), vinili (registrazioni del proprietario della villa) e piccoli carillon, ci sono anche delle monete, da utilizzare per la risoluzione automatica degli enigmi se ci trovassimo incastrati. Prima dell'autorisoluzione ci viene però dato un indizio abbastanza grosso, quindi possiamo anche ritrovarci a non usare la moneta proprio perché l'indizio è stato più che sufficiente a metterci sulla retta via. I puzzle in sé non hanno una vera e sensibile scala di difficoltà, dato che ognuno parla un "linguaggio" diverso dagli altri, ma da metà gioco in poi si inizia a percepire una certa spinta a soluzioni leggermente più complesse. Nel cercare io stesso un aiuto per un puzzle che mi risultava particolarmente ostile, ho scoperto con piacere che tutti gli enigmi di questo The 7th Guest Remake sono stati creati da zero e non richiamano quelli del titolo originale. The 7th Guest Remake – Recensione (7)

Risate malvagie, e baffi da accarezzare

La narrazione è sicuramente uno dei pilastri che The 7th Guest Remake mette al centro della sua offerta ludica, giusto a fianco delle sue componenti puzzle. Come anticipavo, il pretesto è quello di un mistero dai toni leggermente creepy, ma mai nemmeno vagamente horror. Il paragone più specifico che posso farti è quello delle case stregate delle giostre. Se la prima metà di gioco ci introduce i personaggi e man mano li smonta nelle loro componenti emotive primarie, la seconda metà li mette quasi tutti sullo stesso piatto, tutti in qualche modo attratti dalla promessa del loro ospite di esaudire il desiderio che più il loro cuore brama. Il tutto ha chiaramente i confini di un patto con il diavolo e fa l'occhiolino a narrazioni che in modo ben più complesso manipolano e sviscerano questo particolare nodo morale, ma quella di The 7th Guest Remake non mi è mai sembrata una storia scontata o prevedibile, se non nei suoi momenti conclusivi. C'è chiaramente un elemento soprannaturale, nel gioco, ma è chiaro sin da subito che mira a coinvolgerci più emotivamente che "logicamente". Non ci mettiamo molto ad arrivare a rituali mistici e sacrifici umani, ma i toni estetici e visivi di The 7th Guest Remake non escono mai dai confini, appunto, di quelli di una casa stregata da parco giochi. La lanterna assume inoltre una caratteristica curiosa, permettendoci di vedere, all'interno del suo cono di luce, le cose "com'erano", cosa che rende il suo utilizzo molto più costante di quanto possa sembra inizialmente, e che soprattutto ci rende quasi archeologi, nella nostra esplorazione degli eventi della villa. Piacevole! The 7th Guest Remake – Recensione (6)

Aspetto tecnico e conclusioni

A livello tecnico The 7th Guest Remake si comporta piuttosto bene, senza difetti degni di nota. Gli unici problemi derivano dalla struttura tecnica del gioco stesso, con una leggera difficoltà di lettura a livello di esplorazione: molto spesso il gioco mette dei muri invisibili in luoghi che potrebbero sembrare esplorabili, e il senso di legnosità fa leggermente capolino, ma non sono mai sensazioni prolungate o che prevedo possano impattare il tuo godimento dell'opera di Vertigo Games. The 7th Guest Remake è un puzzle game molto piacevole, rinforzato dall'originalità delle sue scene FMV e da una narrazione che si bagna i piedi nel soprannaturale ma senza sovrastare o mancare di gusto. La natura duplice del gioco (flat e VR) permette almeno un'altra run, per chi possiede anche PSVR2, ma dall'altro lato stiamo parlando di un gioco molto lineare. I puzzle hanno un buon design e il fatto che ognuno parli un linguaggio suo e osservi regole proprie permette al gioco di non rinchiudersi in una continua scalata di difficoltà. Se ti stuzzica l'idea di una casa stregata da risolvere stanza dopo stanza, non c'è gioco che posso consigliarti più di The 7th Guest Remake. The 7th Guest Remake – Recensione (1)

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