Intervista con Nicolò Galasso, su Rai 1 con “Lapponia I love iù”: “Girare questo film mi ha regalato tanti momenti di riflessione”
“Il mio personaggio, grazie a questo viaggio, si rende conto che esiste una vita che può essere anche diversa da quella che è abituato a vivere e trova il modo per uscire dai paradigmi che si era imposto”. Nicolò Galasso è tra i protagonisti di “Lapponia I love iù”, in onda domenica 17 maggio su Rai 1, con la regia di Ken-Are Bongo, prodotto da WhateverGroup – Viola Film – Rein Film, in collaborazione con YLE, Rai Fiction, GlassRiver.
Nel film tv l’attore, di cui il pubblico ha potuto apprezzare le intense qualità interpretative in serie quali “Mare Fuori” e “Belcanto”, veste i panni di Antonio che, come i suoi amici Carmine (Erasmo Genzini) ed Enzo (Gennaro Lucci), vive di impulsi e scelte sbagliate, mascherando le proprie fragilità dietro un atteggiamento spavaldo. In realtà è succube di una madre iper controllante che gli impedisce di prendere decisioni autonome. Quando una rapina va per il verso sbagliato, Carmine scopre che suo fratello maggiore Salvatore gli ha lasciato in eredità la sua villa in Finlandia, che potrebbe vendere usando il ricavato per saldare il debito. Così i tre amici partono per la Lapponia. Lì Antonio scopre la bellezza della terra Sami, stringe un’inaspettata amicizia con il finto sciamano Ovlla (Niko Valkeapää) e trova il coraggio di recidere il cordone ombelicale con la madre.

Nicolò Galasso, Erasmo Genzini e Gennaro Lucci in “Lapponia I love iù” – credit foto ufficio stampa
Nicolò, in “Lapponia I love iù” interpreta Antonio, come si è approcciato a questo personaggio?
“Dietro ad Antonio c’è un lavoro di commedia, di improvvisazione e di leggerezza, perché è un personaggio che vive alla giornata, quindi non ha chissà quante sovrastrutture se non le imposizioni che derivano dall’alto, come vediamo nell’arco del film, principalmente dalla mamma, pertanto vive questa specie di soffocamento ma poi si apre al mondo in un altro paese, dove finisce per caso”.
Antonio nasconde con questa spavalderia le sue fragilità, le sue insicurezze …
“Mi sono innamorato di Antonio proprio per il suo cambiamento, in quanto sembra così arrogante, cinico, non interessato a quello che si fa, ma in realtà è un comodone, e quindi segue Carmine per amicizia, anche se sarebbe rimasto volentieri a casa. In Lapponia Antonio scopre il silenzio e si rende conto che esiste una vita che può essere anche diversa da quella che è abituato a vivere, quindi semplicemente la conoscenza di qualcos’altro ti mette nella condizione di poterti non per forza migliorare, ma rinnovare”.
Infatti c’è proprio una battuta nel film in cui Antonio dice a Carmine che sta ascoltando il silenzio. Che rapporto ha lei con il silenzio?
“Mi piace molto, così come apprezzo il baccano, le chiacchiere, il caos della città. Nell’esperienza che abbiamo vissuto, ci sono stati tanti silenzi e molte occasioni di introspezione. Sono cose che solitamente viviamo di notte quando i clacson smettono di suonare e tutto tace, mentre in Lapponia era una condizione costante”.

Nicolò Galasso, Erasmo Genzini e Gennaro Lucci in “Lapponia I love iù” – credit foto ufficio stampa
L’amicizia è uno dei temi centrali all’interno del film, che importanza riveste per lei?
“L’amicizia è fondamentale. Penso che non esista qualcosa di più alto dell’amico. Infatti poi ci si ritrova a condividere insieme i pensieri e le cose sia belle che brutte. Quando hai la possibilità di essere in qualche modo aperto al dialogo con qualcuno, lì si riconosce l’amicizia”.
Il cambiamento radicale di Antonio, a proposito di amicizia, è legato anche all’incontro con lo sciamano Ovlla che all’inizio tende un po’ a metterlo alla prova ma poi lo incoraggia ad affrontare questa nuova vita …
“Mi verrebbe da dire che, come nelle migliori storie, le grandi amicizie nascono da un’antipatia iniziale (sorride). Anche grazie a Ovlla, Antonio trova il modo per uscire da quelli che sono i suoi canoni, i paradigmi che si era imposto, proprio perché non conosceva l’altra parte del mondo”.
Pensando al titolo “Lapponia I love you”, che cosa ha più apprezzato di quel luogo?
“Innanzitutto i paesaggi sono meravigliosi, con questa natura sconfinata. Abbiamo girato il film nella parte più a nord della Finlandia, in cui le città non sono ovviamente molto popolate e i centri abitati sono veramente piccoli. E’ stato invece difficile abituarsi ad avere la luce del sole quotidianamente per 24 ore. Da quando sono partito a quando sono tornato mi è sembrato di aver vissuto un’unica giornata. Però è stata un’esperienza molto bella e forte. Anche stare seduti a guardare il fiume che scorre dietro l’albergo in cui abbiamo soggiornato e farlo ripetutamente tutti i giorni mi ha regalato dei momenti di riflessione. E poi l’incontro con le renne, che si affacciavano tranquillamente alla finestra della nostra camera e aspettavano che uscissimo, è stato emozionante”.
C’è stato un viaggio in particolare che ha fatto e che le ha permesso di conoscere qualcosa in più di se stesso?
“Sicuramente questo viaggio in Lapponia per girare il film mi ha dato modo di riflettere molto e in qualche modo ha cambiato anche le mie abitudini, perché adesso ricerco molto di più il silenzio anche di giorno”.

Nicolò Galasso e il cast di “Mare Fuori 2” – credit foto Sabrina Cirillo
Ha preso parte a film e a serie di successo, da “Adagio” a “La scuola cattolica” e “Piove”, da “Belcanto” ad “Antonia” e a tre stagioni di “Mare Fuori” nel ruolo di ‘O Pirucchio, che è rimasto nel cuore del pubblico. Cosa le ha lasciato quel personaggio?
“Mare Fuori è stata la mia prima esperienza lunga con un personaggio che ha avuto la possibilità di evolversi, di non rimanere ancorato ad un solo tipo di vita, quindi mi ha lasciato il coraggio di questo giovane che purtroppo si accorge tardi di quello che avrebbe potuto fare, della vita che avrebbe potuto regalarsi. E’ l’aspetto che mi ha fatto riflettere maggiormente e innamorare di ‘O Pirucchio”.
Un’altra sua passione è la musica, nel 2023 ha pubblicato il singolo “Ci rivedremo in giro”, sta lavorando a nuovi brani?
“La musica è una passione che ho da sempre. Attualmente sto lavorando a nuovi brani, che presto usciranno”.
Che canzone assocerebbe al personaggio di Antonio?
“Una canzone irriverente ma anche dolce”.
di Francesca Monti
credit foto copertina Karasciò Consulenze Artistiche
Si ringrazia Giuseppe Zaccaria
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