Intervista Kirsty Rider e Jane Perry – Napoli Comicon 2026

Maggio 04, 2026 - 18:01
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Intervista Kirsty Rider e Jane Perry – Napoli Comicon 2026

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Nel panorama del gaming moderno, il confine tra cinema e videogioco si è fatto sempre più sottile, grazie soprattutto ad attori sempre più capaci di infondere una profondità umana incredibile nei personaggi che interpretano. Al Napoli Comicon 2026 ho avuto il privilegio di incontrare due interpreti incredibilmente talentuose e carismatiche: Kirsty Rider e Jane Perry.

Jane Perry, vincitrice di un BAFTA per la sua straordinaria interpretazione di Selene in Returnal e voce storica della glaciale Diana Burnwood nella trilogia di Hitman, è una maestra nel ritrarre donne vulnerabili ma d'acciaio. Al suo fianco, Kirsty Rider ha saputo imporsi con una presenza scenica magnetica, dando vita a personaggi avvolti nel mistero e nell'autorità, diventando rapidamente un punto di riferimento per le produzioni di alto profilo.

Kirsty Rider e Jane Perry: due interpreti d'eccezione

Nella cornice del Comicon ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con le due interpreti, approfondendo aspetti come cosa significhi recitare nel contesto della Performance Capture o come si costruisca un’icona senza mostrare mai il proprio volto.

Ecco di seguito il contenuto integrale dell'intervista:

Jane, Kirsty, cosa pensate che porti il motion capture nella recitazione nel mondo dei videogiochi? Credo che Kirsty tu non l'abbia mai fatto in prima persona, ma sicuramente ne hai visto i risultati e volevo quindi chiederti se vorresti provarlo.

Kirsty Rider: Sì, voglio assolutamente fare un tentativo, te lo posso dire subito. Sono davvero emozionata a questo proposito e spero presto di avere l'occasione di sperimentarlo anch'io. E la domanda era: cosa penso che porti alla recitazione giusto? Ovviamente per i videogiochi di punta è fondamentale, ma lascerò te [Jane] rispondere prima, ovviamente.
Jane Perry: Penso che il motion capture sia davvero un aspetto importante nella recitazione per i videogiochi, perché sei nello stesso spazio con gli altri attori, ed è davvero affascinante perché hai questa strana tuta e una telecamera puntata in faccia. E poi accendono questa luce intensa e non vedi quasi più nulla. Ed è un po' difficile all'inizio, ma poi non appena inizi a recitare tutto il resto scompare. E tu sei lì, nella scena, con gli altri personaggi. E penso che ci sia questa connessione, come se tu fossi effettivamente il personaggio che interpreti. Ed è proprio qui che avviene la magia. Questo è uno dei grandi doni della performance capture come attore di videogiochi, al contrario di essere in uno studio da solo. In quel caso invece devi immaginare il personaggio nella tua mente, e ovviamente la magia può ancora accadere. Ma a volte forse non è una cosa così spontanea, e alle volte risulta più complesso immedesimarsi. Per me quindi, la performance capture è lo standard di riferimento nella recitazione di videogiochi. È molto più costoso per gli sviluppatori farlo ovviamente, quindi non succede sempre. Ma è meraviglioso.
Kirsty Rider: Io penso di essere stata molto fortunata con Expedition 33, perché per il mio personaggio [Lune], Charlie Cox, che interpreta Gustave, aveva già registrato tutte le sue battute, quindi sono stata davvero fortunata perché ho potuto vedere molte delle nostre scene insieme. E anche alcune delle scene con Ben Starr, che interpreta Verso, perché ho avuto la possibilità di incontrarlo e perché ci hanno portato fuori durante una cena con il cast, e non succede quasi mai. Quindi avendo incontrato tutto il cast quando poi sono tornata in studio a registrare potevo immaginare meglio come fossero, ma credo che la maggior parte delle volte non sia così.
E quindi quando penso alla possibilità di stare tutti insieme, penso che sia la cosa migliore. Penso che la vera magia sia quella connessione che si verifica tra due attori quando sono nello stesso posto, dove si può creare quell'alchimia. Quindi sì, non vedo l'ora di provare il motion capture un giorno.
Sempre su questo tema, Jane ha già accennato a come il voice acting nel mondo dei videogiochi stia diventando sempre più legato al motion capture, quindi a te Jane vorrei chiedere come il mockup abbia cambiato il tuo modo di concepire il tuo personaggio. A te invece Kirsty vorrei chiedere qual è il tuo approccio quando devi proiettare emozioni e azioni in un personaggio solo utilizzando la voce, senza poter usare il corpo a supporto.
Kirsty Rider: Come faccio a rappresentare un personaggio senza utilizzare il corpo, eh? Credo che una delle gioie del motion capture sia proprio il fatto che la parte fisica è già impostata. In un certo senso quindi ho cercato di eguagliare quello stato. Infatti penso che gran parte della sfida in questo caso sia capire come interpretare al meglio il personaggio e i suoi movimenti utilizzando solo la voce. Ma penso che nel mio caso, per Lune, il personaggio fosse scritto così bene, sotto tutti i punti di vista. Penso che Jennifer Yen abbia fatto un lavoro davvero fantastico con tutti i personaggi, che come attore quasi non ci devi pensare. Penso che io abbia avuto fiducia nel fatto che il team mi abbia scelto perché pensavano fossi adatta per Lune.
Jane Perry: Penso che come attore che si avvicina alla recitazione utilizzando solo la voce o il motion capture, che sia per un film, una serie TV o il palco, il succo sia sempre lo stesso. Chiediamo sempre: chi sono io? Cosa è importante per me nella scena? Cosa voglio, e cosa posso perdere? Dobbiamo sapere tutto questo a prescindere dal media. Però è vero che quando faccio il motion capture mi sento molto più libera e non devo pensare alle questioni tecniche, devo solo dare il massimo. Quando invece registro in studio, devo prestare molta più attenzione a come posso esprimere la tensione fisica che il personaggio subisce usando solo la mia voce. Penso a come posso esprimere il modo in cui si potrebbe muovere usando la voce. E alcuni dei personaggi che ho interpretato sono molto duri all'esterno, e questo influenza il modo in cui comunico, mentre altri sono molto eleganti, intelligenti e composti, e questo deve emergere anche dalla voce. Quindi è davvero affascinante pensare a come fare tutto ciò solo con l'uso della voce.
Avete qualche preoccupazione riguardo al crescente uso dell'IA? In particolare per quanto riguarda il possibile rischio di campionamento e riutilizzo delle voci degli attori?
Jane Perry: Sì, grandi preoccupazioni. Voglio dire, la mia voce è già stata usata per ogni genere di cose, anche per contenuti poco adatti e spiacevoli. Fortunatamente ho una grande fanbase in giro per il mondo e molto spesso mi contattano su Instagram per dirmi cose del tipo: "Sapevi che la tua voce è stata usata per vendere un'auto in Cina?". Ovviamente io non ne so niente e non posso sapere per cos'altro la mia voce possa essere usata, anche perché è possibile comprarla ed utilizzarla ad esempio per un canale YouTube. E spesso sono contenuti pornografici, razzisti o violenti, e penso che sia un furto ed una violazione della mia voce, perché non metterei mai la mia voce su quel tipo di contenuti. Le persone usano le nostre voci in modi per i quali non abbiamo mai dato il nostro consenso, ma credo che la tua domanda in realtà fosse: come influenza il nostro lavoro come attori? Penso che l'IA abbia il potenziale per avere un impatto enorme, ed è infatti già presente in moltissimi doppiaggi, ad esempio in pubblicità, audiolibri o video aziendali. Io sono principalmente conosciuta per le mie interpretazioni nel mondo dei videogiochi, ma in realtà uso la mia voce anche per molte altre cose, e in quel tipo di contenuti abbiamo visto che il lavoro è diminuito notevolmente. E non va bene perché quello è in realtà il nostro sostentamento. È molto preoccupante che l'IA possa essere utilizzata nei videogiochi, ma molti sviluppatori fortunatamente non sono entusiasti di utilizzarla. Ma ancora più di loro non lo sono i fan, e questo è così davvero importante per noi perché significa che i fan amano davvero il nostro lavoro, e noi gliene siamo grati.
Kirsty Rider: Capisco benissimo quello che dice Jane. Nel Regno Unito, è presente il sindacato degli attori, e in questo settore c'è ancora molto da fare perché possiamo essere realmente tutelati. Mi viene in mente l'esempio dei ludditi, che nel XIX secolo si opponevano all'uso di determinati macchinari automatizzati temendo che le loro posizioni lavorative fossero minacciate. Però la tecnologia è in continua evoluzione e non possiamo far finta che l'IA non esista o che la gente non la utilizzi. Però, quando questo va a spese del lavoro delle persone, come spesso accade, dobbiamo rifletterci meglio e capire come arginare il problema. Come diceva Jane prima, cose come pubblicità e audiolibri sono quello che realmente sostiene gli attori. Infatti, un attore o doppiatore non può vivere solo di videogiochi, perché hanno tempi di sviluppo molto lunghi ed è probabile che si possa lavorare ad 1-2 all'anno. Se però non saremo più in grado a svolgere tutti quei lavori che ci permettono di sopravvivere nel nostro mestiere, non riusciremo neanche a interpretare i nostri personaggi nei videogiochi. Pensando a questo sono così orgogliosa del team di Clair Obscur, perché sono stati tutti così appassionati del loro lavoro, che anche quando tornavano a casa continuavano a lavorare al gioco, perché è la loro passione. Le persone che apprezzano l'arte creata dall'uomo sono tante, e penso che l'IA non potrà mai sostituire completamente gli artisti. Spero solo che le aziende continuino a credere lo stesso.
[caption id="attachment_1122800" align="aligncenter" width="1200"]napoli-comicon-2026-intervista-kirsty-rider-jane-perry-panel Le due interpreti durante il panel con il pubblico.[/caption] Jane, Kirsty, entrambe avete interpretato personaggi che operano in situazioni ad alto rischio, come in ambienti clinici o molto pericolosi. Come riuscite a rappresentare l'umanità e le emozioni in questo tipo di personaggi che devono rimanere per lo più composti, professionali, e quasi distaccati?
Jane Perry: Oh, questa è un'ottima domanda. Penso che la cosa importante sia capire che anche quei personaggi hanno momenti di vulnerabilità, e trovarli all'interno della scrittura. Penso che anche se un personaggio appaia molto forte esternamente, ogni tanto mostri immancabilmente quei segni di umanità e fragilità che ti fanno capire a cosa tiene e di cosa ha paura. Riuscendo ad interpretare bene quei momenti, possiamo essere in grado di trasmettere anche il suo vissuto, e che cosa ha perso nella vita. Quindi come attori noi siamo sempre alla ricerca di quei momenti. Possiamo portare quella vulnerabilità anche nei personaggi più forti, e lo dobbiamo capire anche se non è scritto espressamente nel testo.
Kirsty Rider: Condivido in pieno. Sì, sono completamente d'accordo. Cioè, avrei detto le stesse cose, non c'è bisogno di aggiungere altro (ride).
Cosa pensate di aver portato di vostro ai personaggi a cui avete prestato la voce? E ci sono personaggi che vi hanno lasciato qualcosa?
Kirsty Rider: Assolutamente sì. Questa è una domanda difficile a cui rispondere, e potrei girarci un po' intorno ma il compito di un attore è quello di essere presente lì e ora, come il personaggio che interpreti, e penso che se pensi a te stesso non sei effettivamente presente. Quindi in un certo senso provo a non pensare mai ad essere me stessa. Ma la domanda era: cosa penso di aver portato a Lune, giusto? Se devo essere sincera l'ho davvero amata come personaggio, e sono felicissima quando interpreto donne che hanno molto da dire sotto la superficie, che sono forti e intelligenti e hanno uno scopo più grande a dispetto delle apparenze. Non capita spesso di interpretare quei personaggi del genere, quindi è davvero bello quando succede. Per Lune, una delle indicazioni che mi hanno dato per lei è che ha questa curiosità innata, quando le piace qualcosa, come quando incontra un Gestral o scopre qualcosa di nuovo, è come una bambina, e questo lato di lei emerge con forza. E penso che sia questa forse la lezione per me: che non importa quanto sia seria la vita o cosa stai per fare, c'è sempre gioia e curiosità nel mondo.
Jane Perry: Penso che molti dei miei personaggi siano molto seri, molto forti, dei leader in un certo senso. E io, se devo essere onesta, non mi sento così nella vita mia. Sono esattamente il contrario. Quindi è davvero bello mettersi nei panni di personaggi del genere, imparando qualcosa da loro. Sono sicuramente migliorata grazie ai personaggi che ho interpretato. E a volte sento il bisogno di fare l'opposto. Vorrei interpretare un coniglietto o qualcosa di dolce e adorabile (ride). Questo non risponde alla tua domanda ma è così (ride).
Potresti scrivere il tuo gioco!
Jane Perry: Certo. Sai, vedo sempre molti più attori voler entrare nel mondo dello sviluppo dei videogiochi. Come Abubakar Salim, che ha interpretato Basim in Assassin's Creed Origin e poi ha sviluppato Tales of Kenzera: Zau, che è stato recentemente candidato ai BAFTA. Trovo che sia una cosa meravigliosa, quindi chissà, vedremo cosa succederà.
[caption id="attachment_1122752" align="aligncenter" width="1200"]napoli-comicon-2026-intervista-kirsty-rider-jane-perry Il mio incontro con Kirsty e Jane.[/caption]

Parlare così apertamente con Jane Perry e Kirsty Rider mi ha ricordato che, dietro ogni grande epopea videoludica, battono molti cuori umani, anche fuori dal codice. La loro capacità di trasmettere tensione, rimpianto o autorità attraverso un semplice respiro è ciò che trasforma un prodotto d'intrattenimento in un'esperienza che portiamo con noi ben dopo aver posato il controller sullo scaffale.

Mentre l'industria si sposta verso tecnologie sempre più avanzate, sono sicuramente performance come le loro a garantirci che la tecnologia rimarrà comunque sempre al servizio dell'emozione. Ringrazio Jane e Kirsty per avermi permesso di approfondire il loro processo creativo e per aver condiviso la dedizione che si nasconde dietro le quinte delle storie che amiamo.

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