Melillo al governo: “Legge sulle intercettazioni frena indagini sulla mafia”. Patuanelli: “Meloni non pronunci più il nome di Borsellino”
L’impatto della riforma delle intercettazioni viene definito “oltremodo grave e allarmante” dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, che in una lettera indirizzata ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, oltre che alla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, segnala “l’obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo”. La missiva, riportata dal Corriere della Sera, evidenzia come la normativa renda di fatto inutilizzabili le intercettazioni raccolte in procedimenti diversi per molti reati dei cosiddetti “colletti bianchi” in contatto con le organizzazioni criminali, determinando “un sostanziale arretramento dell’efficacia dell’azione di contrasto a quei fenomeni”.
Il procuratore sottolinea che il problema investe anche il contrasto al terrorismo: la nuova disciplina “impedisce il ricorso alle intercettazioni disposte in procedimenti collegati per l’accertamento di condotte quali la partecipazione ad un’associazione sovversiva e di assistenza agli associati, ovvero l’istigazione e apologia di reato con finalità di terrorismo che reggono le dinamiche di reclutamento, anche di minori, in quelle pericolose organizzazioni criminali”. Un limite che rischia di compromettere la capacità investigativa proprio nelle fasi più delicate.
Melillo richiama inoltre un effetto pratico rilevante: per evitare “dispersioni probatorie”, le Procure distrettuali “si ritrovano sovente costrette a disporre l’esecuzione delle medesime intercettazioni in ciascuno dei procedimenti”, con “conseguente lievitazione dei costi e dispersione di preziose risorse”.
Dure le reazioni politiche. Il senatore Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle attacca: “Dopo la lettera di Melillo, mi auguro che Giorgia Meloni abbia la decenza di non pronunciare mai più il nome di Borsellino”. Sulla stessa linea il senatore pentastellato Luigi Nave denuncia: “Sono passati 14 giorni dall’invio della lettera, la presidente Colosimo spieghi il perché di questa mancata comunicazione su un allarme fondamentale”, definendo “inammissibile apprendere dai quotidiani”. La deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Luana Zanella conclude: “I problemi posti da Melillo non sono in alcun modo eludibili, noi siamo dalla sua parte e chiediamo un passo indietro rispetto ad una normativa che ha gravemente indebolito il contrasto alla corruzione e a tutte le più insidiose forme di illegalità”.
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