Investimenti sostenibili 4.0 2026, a ottobre il nuovo sportello per le PMI del Sud
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Investimenti sostenibili 4.0 2026, a ottobre il nuovo sportello per le PMI del Sud
Definite dal Mimit le modalità operative per la misura Investimenti sostenibili 4.0 2026: disponibili 447,5 milioni di euro per favorire la transizione digitale ed ecologica delle Pmi del Sud. Il contributo copre fino al 75% della spesa tra fondo perduto e finanziamento agevolato. Lo sportello apre il 6 ottobre, pre-compilazione dal 10 settembre.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito, attraverso il decreto direttoriale del 5 agosto 2026, le modalità operative e la tempistica per l’accesso alle agevolazioni dello strumento “Investimenti sostenibili 4.0“.
La misura, che può contare su risorse complessive pari a poco più di 447,5 milioni di euro, mira a sostenere la trasformazione tecnologica ed ecologica delle piccole e medie imprese attive nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’obiettivo primario dell’intervento risiede nel promuovere l’adozione di soluzioni avanzate per l’efficienza energetica e la sostenibilità dei processi produttivi industriali.
Le domande potranno essere precompilate a partire dal 10 settembre 2026 attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, che gestisce la misura per conto del Mimit. Lo sportello per la presentazione delle istanze aprirà il 6 ottobre 2026.
Investimenti sostenibili 4.0, chi può accedere alla misura
L’accesso ai contributi previsti dallo sportello è riservato esclusivamente alle micro, piccole e medie imprese che dispongono di unità produttive nei territori di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono escluse le attività connesse a siderurgia, estrazione del carbone, costruzione navale, fibre sintetiche, trasporti e produzione e distribuzione di energia.
La dotazione finanziaria complessiva è stanziata a valere sulle risorse del Programma nazionale ricerca, innovazione e competitività per la transizione verde e digitale (Pn Ric) 2021-2027.
Per garantire un supporto diffuso e salvaguardare le realtà industriali di minori dimensioni, il provvedimento ministeriale stabilisce una riserva specifica: il 25% dello stanziamento totale è destinato in via prioritaria ai progetti di investimento presentati da micro e piccole imprese, assicurando così una distribuzione equilibrata dei fondi all’interno del comparto produttivo del Mezzogiorno.
Struttura delle agevolazioni e soglie di investimento
Il sostegno finanziario previsto dalla misura copre fino al 75% delle spese complessive ritenute ammissibili attraverso una combinazione di strumenti finanziari non cumulabili con altre agevolazioni pubbliche configurabili come aiuti di Stato.
L’incentivo si articola in un contributo a fondo perduto pari al 35% dei costi sostenuti e in un finanziamento agevolato a tasso zero a copertura di un ulteriore 40%, il cui piano di rimborso è strutturato su un periodo massimo di sette anni.
Le spese ammissibili riguardano l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, i programmi informatici e le licenze correlati ai beni materiali, le opere murarie entro il limite del 40% dei costi ammissibili e l’acquisizione di certificazioni ambientali. Sono inoltre ammesse le spese per consulenza specialistica sulle tecnologie abilitanti, nel limite del 5% dei costi per macchinari e software, e per la diagnosi energetica, nel limite del 3% delle spese complessive nei programmi orientati all’efficienza energetica.
I progetti industriali devono rientrare all’interno di precise soglie dimensionali: gli interventi proposti non possono prevedere spese inferiori a 750.000 euro né superare il limite massimo di 5 milioni di euro. Le spese ammissibili non possono inoltre superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato e depositato, o dell’ultima dichiarazione dei redditi nel caso di imprese individuali e società di persone.
L’erogazione del contributo avviene per stati di avanzamento lavori, permettendo così alle imprese di gestire i flussi di cassa durante la realizzazione dei programmi d’investimento.
I programmi devono essere avviati dopo la presentazione della domanda e completati entro diciotto mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.
Orientamento tecnologico 4.0 e requisiti di efficienza energetica
I programmi di investimento proposti dalle imprese devono dimostrare una chiara coerenza con gli obiettivi del piano nazionale Transizione 4.0, integrando soluzioni nei processi aziendali che sfruttino le tecnologie abilitanti per la trasformazione digitale.
Oltre alla componente di innovazione nei flussi operativi, il provvedimento ministeriale attribuisce una forte priorità ai progetti capaci di generare un impatto positivo sul piano della sostenibilità ambientale.
Le linee di intervento strutturate per favorire l’economia circolare e l’ottimizzazione delle risorse produttive beneficiano di specifici criteri di premialità in fase di valutazione.
Un importante criterio di premialità riguarda l’efficientamento energetico dei processi produttivi. I programmi che garantiscono una riduzione dei consumi energetici di almeno il 5% ottengono un punteggio aggiuntivo in fase di valutazione, come già previsto nelle precedenti edizioni della misura. La soglia del 5% non condiziona quindi l’accesso al bando: incide sulla posizione in graduatoria rispetto ai programmi privi di questa componente di sostenibilità.
Investimenti sostenibili 4.0, come presentare domanda
L’intera procedura per accedere alle agevolazioni messe a disposizione nell’ambito dello strumento “Investimenti sostenibili 4.0” deve essere gestita esclusivamente online tramite la piattaforma dedicata (disponibile sul sito web di Invitalia), previa autenticazione del legale rappresentante mediante i sistemi SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS), e il perfezionamento della domanda richiede l’apposizione della firma digitale.
A partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026, i soggetti proponenti possono accedere alla procedura informatica messa a disposizione sul portale di Invitalia per avviare la fase di pre-compilazione, caricando i dati aziendali, i dettagli del piano di investimento e gli allegati richiesti dal provvedimento.
L’invio formale delle istanze potrà invece avvenire a decorrere dalle ore 10:00 del 6 ottobre 2026.
Lo sportello rimarrà operativo nei giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 17:00.
Criteri di valutazione e meccanismi di selezione delle domande
La selezione dei programmi di investimento è regolata da una procedura valutativa a sportello. Le istanze presentate vengono esaminate attraverso un’istruttoria tecnica che segue l’ordine cronologico giornaliero di invio.
Qualora le risorse finanziarie disponibili non fossero sufficienti a coprire la totalità delle domande trasmesse nello stesso giorno, non si farà riferimento all’orario di invio, bensì verrà redatta una specifica graduatoria di merito basata sui punteggi tecnici attribuiti ai singoli progetti.
La valutazione per l’inserimento in graduatoria tiene conto della qualità strutturale del soggetto proponente e dell’impatto ambientale dell’intervento tecnologico.
Il decreto prevede inoltre specifiche maggiorazioni di punteggio (3 punti ciascuna) per le imprese in possesso del rating di legalità o della certificazione della parità di genere, agevolando il raggiungimento delle soglie minime di accesso al contributo.
In caso di parità di punteggio nella graduatoria giornaliera, il criterio di precedenza è invece determinato dal minor costo dell’investimento.
Il decreto
Qui trovate il testo del decreto e qui gli allegati.
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