“Io sono Giorgia Meloni”: perché la premier ha registrato la sua voce all’ufficio brevetti, la paura dei cloni IA e del deepfake

08 Ottobre 2026 - 15:05
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La campagna elettorale, da quello che stiamo vedendo in queste settimane, sembra essere già cominciata. E in quest’ottica la premier ha deciso di tutelarsi dai rischi di deepfake, già denunciati in questi mesi per una serie di sue immagini false prodotte con l’Intelligenza artificiale generativa tra cui quelle più note realizzate dai sostenitori di Vannacci. Lo stesso può accadere con i suoni, e per questo Meloni ha registrato un campione della sua voce all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale: “Io sono Giorgia Meloni“, ripetuto due volte, quattro secondi in tutto, per mettere al sicuro il dna vocale, come fatto in passato anche da alcuni cantanti, ad esempio Giusy Ferreri.

La domanda, presentata dalla premier tramite uno studio legale di Roma e una società marchigiana specializzata nella tutela della proprietà intellettuale, risulta “oggetto di esame”, ed è collegata a tre tipi di servizi, che includono contenuti multimediali scaricabili, attività culturali e organizzazione di manifestazioni politiche.

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