Per chi vota Alcaraz? Forse non per Sanchez. Chi è l’imprenditore di destra vicino al tennista spagnolo
Che c’entra Angel Gaitán, imprenditore, meccanico e influencer spagnolo, diventato famoso sui social per i suoi video dedicati alle automobili, alla sicurezza dei veicoli e alle controversie con le case automobilistiche, dichiaratamente di destra, con il voto in Spagna del 29 novembre, con la riconferma di Pedro Sanchez e con le posizioni politiche del più importante sportico iberico, Carlos Alcaraz, fuoriclasse del tennis, da poco rientrato dopo un lungo infortunio. La notorietà di Angel Gaitán è cresciuta anche grazie alle posizioni fortemente critiche nei confronti della politica spagnola e, in particolare, del governo socialista di Pedro Sánchez, ma anche per l’amicizia con Carlito Alcaraz. Nel 2024, subito dopo l’alluvione di Valencia, il tennista gli espresso pubblicamente sostegno per l’attività di aiuto alle popolazioni colpite dal disastro. Alcaraz, impegnato a Torino nelle ATP Finals, telefonò a Gaitán e successivamente gli inviò un videomessaggio di sostegno per il lavoro svolto a Valencia, ringraziandolo pubblicamente per essersi assunto compiti che, a suo giudizio, avrebbero dovuto svolgere altri. In quella occasione Alcaraz espresse il desiderio di incontrarlo e aiutarlo personalmente. «Grazie a Dio abbiamo te», disse.
Ovviamente, dalla sinistra spagnola piovverò cattiverie e critiche sul tennista. “El País“, quotidiano progressista, arrivà al punto di dedicare alla vicenda un articolo d’opinione intitolato “Carlos Alcaraz y la fachosfera”, dove quest’ultima parola è riferita alla destra e al fascismo. Se gli indizi, due, tre, quattro, fanno una prova, difficilmente Carlitos voterà a sinistra, Podemos ma anche il Pse di Sanchez.
Spagna al voto, Carlos Alcaraz alle urne ma non per Sanchez?
Il punto, però, è che Alcaraz non sa se riuscirà a votare alle elezioni spagnole: “Io vivo ancora in Spagna, a casa mia, ed è molto importante per me sapere cosa sta succedendo lì e tutto ciò che accade per decidere un po’ quale sarà il futuro del mio paese”.
“L’elezione potrebbe coincidere con la finale della Coppa Davis, ma tutti i giocatori spagnoli sappiamo cosa sta succedendo nel nostro paese in questo momento”, ha detto Alcaraz nel media day di Shanghai, facendo intendere come potrebbe essere impegnato a Bologna nel caso in cui la Spagna riuscisse a raggiungere l’ultimo atto, “a volte può essere difficile trovare tutte le notizie per rimanere informati, ma ci provo ogni volta che esco o sono in viaggio”.
“Il tennis può essere solitario a volte perché è uno sport individuale e la maggior parte del tempo giochi da solo, quindi avere la Coppa Davis per rappresentare il tuo paese è qualcosa di fantastico”, ha spiegato Alcaraz, “sono molto grato di essere spagnolo e rappresentare la mia bandiera è una delle migliori cose che posso fare in questo momento. Come ho detto molte volte, la Davis è sempre uno dei miei principali e più importanti obiettivi ogni stagione. Sono emozionato di giocarla e voglio ben preparato mentalmente e fisicamente e arrivare in buone condizioni a quella competizione”.Il filosofo Massimo Cacciari, in un’intervista radiofonica, ha invece paragonato il gioco di Alcaraz a una sinistra creativa, giovane e anticonformista. Si trattava però di una metafora sportiva, non di un giudizio sulle sue convinzioni politiche.
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