Iran e la sicurezza di Hormuz, Crosetto: “Predisposto l’avvicinamento di due cacciamine”

Maggio 13, 2026 - 10:29
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Iran e la sicurezza di Hormuz, Crosetto: “Predisposto l’avvicinamento di due cacciamine”

“Laddove scoppiasse la pace, servirebbe quasi un mese di navigazione a tutte le unità delle nazioni alleate per raggiungere il Golfo. In via precauzionale stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto: inizialmente nel Mediterraneo orientale, successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già in corso come Mediterraneo Sicuro e Aspides, e all’interno del quadro autorizzato missione Internazionale dell’Italia”. Prepararsi a intervenire oggi per intervenire domani, se sarà possibile”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alle commissioni Esteri e Difesa.

Crosetto: “Per Hormuz 24 Paesi hanno dato la disponibilità a partecipare”

“Oggi 40 Paesi stanno valutando di contribuire a rendere lo stretto di Hormuz libero e percorribile appena le condizioni lo permetteranno. Ben 24 di questi Paesi hanno già manifestato la loro disponibilità di massima a partecipare con assetti altamente specializzati, utili ad esempio a rimuovere le mine oggi presenti in quel tratto di mare di cui nessuno conosce né la localizzazione né il numero, neanche gli stessi iraniani”, ha detto il ministro.

Nel complesso, tra gli altri, Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Spagna, Olanda, Norvegia, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Canada, Australia, Nuova Zelanda, si sono già tutti disponibili a fornire capacità operative significative – ha aggiunto Crosetto – . Per dare esempi concreti, il Belgio continuerà con due unità caccia-mine, l’Estonia con un’unità caccia-mine, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi metteranno a disposizione personale specializzato nell’attività subacque e di neutralizzazione mine”. Il ministro spiega che “la Francia ha già preposizionato nel Mar Rosso assieme alla propria porta aerei due fregate ed unità cacciamine, rendendo inoltre disponibili ulteriori assetti già presenti nella regione. La Germania continuerà con unità cacciamine e unità di supporto. La Norvegia dispiegherà sistemi a manne specializzati nelle contromisure mine“.

Tajani: “Non chiediamo una nuova operazione nel Golfo, impegno solo dopo la pace”

“Sgombero il campo da equivoci, non vogliamo chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo ma condividere l’impegno del governo per la pace e il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale. Impegno, sottolineo, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle Commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la Commissione Esteri e Difesa Senato, nel corso dell’audizione sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. “Un accordo credibile – ha sottolineato Tajani – deve portare alla piena navigabilità di Hormuz, che non può essere tenuto in ostaggio con la forza o coi pedaggi. L’Italia è pronta a fare la sua parte. Su impulso italiano Kallas ha reiterato l’idea del rafforzamento di Aspides. A Hormuz siamo pronti a contribuire allo sminamento e garantire la libertà di navigazione nell’ambito della missione multilaterale che sarà lanciata”. “Nessuna nave – ha quindi assicurato il ministro degli Esteri – sarà impegnata a Hormuz senza l’ok del Parlamento e nessun nostro militare sarà dislocato in un teatro senza sicurezza e un quadro giuridico internazionale preciso“.

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