Isab, Ugl Siracusa: “L’acquisizione Ludoil è un punto di partenza”

24 Settembre 2026 - 20:50
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Isab, Ugl Siracusa: “L’acquisizione Ludoil è un punto di partenza”

“L’acquisizione di ISAB da parte di Ludoil è un punto di partenza”. È questa la posizione espressa dalla Segreteria UGL Siracusa e dalla Federazione UGL Chimici dopo il perfezionamento dell’operazione che ha portato Ludoil ad assumere la guida della raffineria di Priolo.

L’acquisizione del 51% di ISAB da parte di Ludoil è stata perfezionata ieri, dopo l’esito positivo del procedimento di golden power. L’operazione riguarda un asset il cui enterprise value è stato indicato in un miliardo di euro. La nuova proprietà ha annunciato un piano industriale da circa 1,3 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, con interventi per il rilancio e l’ammodernamento di alcune unità della raffineria e lo sviluppo della filiera dei biocarburanti. L’organico attuale è stato confermato integralmente.

“Riteniamo positiva la conclusione dell’operazione – afferma l’UGL –. È una notizia che si attendeva da tempo e che rappresenta un passaggio importante per il futuro del polo industriale siracusano“. Il sindacato, tuttavia, considera ora necessario aprire un confronto con la nuova proprietà per conoscere nel dettaglio il piano industriale e le prospettive dello stabilimento.

Per l’UGL, ISAB “ha bisogno di una guida solida, di un vero piano di consolidamento dell’esistente e di nuovi investimenti che guardino al futuro, alla transizione energetica e allo sviluppo di nuove produzioni sostenibili“. Una parte degli interventi annunciati da Ludoil va proprio nella direzione della conversione verso i biocarburanti: già nel luglio scorso ISAB aveva avviato la produzione di biocarburanti attraverso il co-processing nell’impianto FCC di Priolo Nord, con prospettive di crescita dei volumi fino a 500 mila tonnellate annue.

Tra i temi indicati dall’UGL c’è quello occupazionale. Il sindacato chiede che venga valorizzato il ruolo del personale diretto, considerato una componente fondamentale per la continuità e lo sviluppo dello stabilimento.

Altrettanto centrale, secondo la federazione, è la situazione dell’indotto e della filiera degli appalti. L’UGL chiede l’avvio di una nuova fase nella gestione delle commesse, con attenzione alle aziende “serie, qualificate e professionalmente affidabili” e, in particolare, alle imprese del territorio.

“Vogliamo essere propositivi e contribuire, attraverso il confronto con la nuova governance aziendale e con il Governo nazionale, alla costruzione di un percorso che garantisca prospettive industriali e occupazionali solide“, sostiene il sindacato.

Da qui la richiesta di un incontro con la nuova società, ritenuto necessario per affrontare le questioni relative al futuro dello stabilimento, dei lavoratori e dell’intero sistema dell’indotto.

Nel documento, l’UGL richiama anche le dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin sul perfezionamento dell’operazione e sulla strategicità di ISAB per il sistema energetico nazionale.

La nuova proprietà ha indicato, oltre agli interventi di ammodernamento degli impianti esistenti, lo sviluppo di produzioni di biobenzine, Sustainable Aviation Fuel e HVO. Nel piano quinquennale sono previsti circa 1.000 lavoratori aggiuntivi coinvolti nei cantieri degli investimenti e, a regime, circa 100 nuovi tecnici e operatori specializzati.

L’UGL pone però l’accento anche sulla golden power, chiedendo che non venga trascurato il tema della destinazione dei prodotti raffinati. “In una fase caratterizzata dalla grave situazione determinatasi sul fronte del caro carburanti – si legge nella nota – riteniamo indispensabile che venga garantita la massima attenzione alla sicurezza energetica nazionale e alla destinazione delle produzioni della raffineria“.

La posizione del sindacato è quindi quella di considerare il closing dell’operazione come l’inizio di una nuova fase. Investimenti, occupazione, valorizzazione delle professionalità, tutela dell’indotto e una strategia industriale di lungo periodo sono i temi sui quali l’UGL chiede ora di aprire il confronto con la nuova governance di ISAB e con il Governo.

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