Istat: con caro-energia a rischio potere d’acquisto e attività economica
Roma, 21 mag. (askanews) – Il processo di stabilizzazione dell’inflazione, che risultava consolidato nel 2025, “è messo a rischio dalle nuove pressioni al rialzo sulle quotazioni delle materie prime energetiche, che potrebbero incidere negativamente sul potere d’acquisto e sull’attività economica”. A lanciare l’allarme è l’Istat nel rapporto annuale 2026.
“Qualora persistesse lo scenario di guerra con il blocco dello Stretto – hanno spiegato i tecnici dell’Istat – c’è una prospettiva in cui durante l’anno potrebbe realizzarsi un sorpasso dell’inflazione rispetto alla dinamica dei salari nominali”.
L’inflazione misurata dall’Ipca, in Italia, si è attestata nel 2025 all’1,6%, posizionandosi su tassi inferiori alla media dell’area euro (+2,1%). Tuttavia, nel corso dei primi mesi del 2026, le tensioni geopolitiche hanno determinato una brusca inversione di tendenza dei prezzi dell’energia, +9,3% ad aprile, portando l’indice armonizzato dei prezzi al consumo in Italia a crescere ad aprile al 2,8% su base annua.
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