Italia a rischio estinzione, la biodiversità che Resiste: il cervo

Il territorio nazionale è popolato da uno tra gli ungulati più maestosi del Vecchio continente, il cervo nobile o cervo reale (Cervus elaphus), che vive libero nelle foreste italiane. Nonostante millenni di caccia e pressioni antropiche, anche grazie a recenti pratiche di tutela e gestione attiva, sono ben tre le sottospecie diffuse lungo lo Stivale: il più comune cervo rosso (Cervus elaphus elaphus), il cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) e il cervo italico (Cervus elaphus italicus).
Nel corso dei secoli, attorno al cervo è sbocciata una ricca mitologia in molte culture a livello globale, comprese quelle europee, dove questo animale s’assurge generalmente a simbolo di fierezza, fertilità, connessione col divino e soprattutto rinascita, visto il continuo ciclo di caduta e ricrescita dei palchi che adornano le teste degli esemplari maschi.
Le Liste rosse elaborate per l’Italia seguendo i criteri dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) attenzionano in particolare il cervo rosso e quello sardo, entrambe sottospecie oggi a “minor preoccupazione” (LC) per la conservazione della specie. Il cervo – evidenzia nel merito la Iucn – è una specie primariamente associata ad ambienti di boschi aperti inframmezzati a distese di prateria in regioni pianeggianti o a debole rilievo; solo secondariamente è stato sospinto negli habitat di foresta densa ed in montagna dalla pressione esercitata dall'uomo. Attualmente frequenta una vasta gamma di habitat, dalle brughiere scozzesi alle foreste mesofile dell'Europa centrale, alla macchia mediterranea che caratterizza la parte più meridionale del suo areale. In Italia è individuabile un grande areale alpino che si estende da Cuneo a Udine, praticamente senza soluzione di continuità; nell'Appennino il Cervo occupa 4 aree distinte: la prima corrisponde a gran parte del territorio montano delle province di Pistoia, Prato, Firenze e Bologna, la seconda all'Appennino tosco-romagnolo dal Mugello orientale alla Val Tiberina, la terza è rappresentata dal Parco nazionale d'Abruzzo e territori limitrofi e la quarta dal massiccio montuoso della Maiella; manca invece totalmente dall'Appennino meridionale. Tutte le popolazioni appenniniche si sono originate da reintroduzioni effettuate negli ultimi decenni.
Il cervo presente in Sardegna viene invece descritto come una sottospecie distinta (corsicanus, appunto), la cui diffusione sull'isola (e nella vicina Corsica), vista la completa mancanza di resti fossili, può essere spiegata con l'introduzione di cervi provenienti dal Medio Oriente avvenuta in tempi assai antichi, probabilmente già nel tardo Neolitico: la sottospecie è endemica della Sardegna e della Corsica, ma scomparve dalla Sardegna settentrionale e centrale negli anni ‘40 e solo dalla metà degli anni ‘80 è stato oggetto di una gestione attiva, che ha consentito di incrementarne le popolazioni e l' areale. Ancora oggi è presente soprattutto nella parte meridionale dell'isola, con alcune popolazioni tra loro ancora sostanzialmente disgiunte e un areale stabile.
Anche il cervo italico è una sottospecie endemica del nostro Paese, ma è presente con una popolazione relitta che conta appena trecento individui nella Riserva naturale del Bosco della Mesola, in provincia di Ferrara. Per questo l’Operazione cervo italico, avviata dal Wwf Italia nel 2023 – in collaborazione con Parco naturale regionale delle Serre, Carabinieri Forestali, Università di Siena e Dream Italia – ha l’obiettivo di creare una seconda popolazione di questo ungulato nel Parco delle Serre in Calabria, al fine di ridurre il rischio di estinzione per questa sottospecie unica italiana: eventi eccezionali che dovessero colpire l’area della Mesola, patologie specifiche e un habitat poco ricco di risorse possono infatti mettere a repentaglio la sopravvivenza di questo raro e prezioso cervo.
Quest’articolo fa parte di “Italia a rischio estinzione”, la rubrica settimanale a cura di Margherita Tramutoli aka La Tram per esplorare gli impatti sul territorio italiano della sesta estinzione di massa in corso a livello globale.
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