John Ternus e lAI secondo Apple: meno chatbot, più funzioni nei prodotti
Per Apple, l’AI non è una tecnologia da mettere in vetrina, ma qualcosa da trasformare in prodotti, funzioni ed esperienze migliori. Con queste parole John Ternus, intervistato da Mark Spoonauer di Tom’s Guide insieme a Greg "Joz" Joswiak pochi giorni prima dell’annuncio della sua nomina a CEO di Apple dall’inizio di settembre, ha sintetizzato l’approccio di Apple all’intelligenza artificiale: non una categoria da esibire, ma una capacità da integrare nell’uso quotidiano, possibilmente senza aggiungere complessità per chi usa i dispositivi.
AI COME ESPERIENZA
"Non pensiamo mai a distribuire una tecnologia. Pensiamo sempre a come possiamo sfruttarla per offrire prodotti, funzioni ed esperienze straordinarie ai nostri utenti. Ed è così che pensiamo all’AI", afferma Ternus, rispondendo alla domanda su come sia cambiato il modo di ragionare sull’intelligenza artificiale dopo l’esplosione dell’era ChatGPT. Il punto, nelle sue parole, è piuttosto netto: per Apple conta ciò che l’utente può fare meglio, non l’etichetta tecnologica che rende possibile quella funzione.
Ternus aggiunge che esempi di questa impostazione sono già presenti in diverse aree dei prodotti Apple e cita la traduzione live sugli AirPods. Joswiak rafforza subito dopo lo stesso concetto: "Mi piace quando queste cose accadono e qualcuno non deve nemmeno necessariamente sapere che si tratta di AI. Semplicemente, è migliore". L’utente, aggiunge, non dovrebbe essere costretto a diventare esperto di chatbot per ottenere il massimo da quella tecnologia.
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