Jonathan Calugi firma un’opera pubblica, che dialoga con il ritmo della città

Fineco sceglie l’arte pubblica per raccontare il cambiamento e trasforma alcuni degli spazi più attraversati di Milano in una grande installazione diffusa che fungerà da fondale delle giornate di chi quotidianamente attraversa la città. Prende il via Lines of Change, il nuovo progetto di comunicazione della banca ispirato alla campagna “Change is Good”, che per un anno vestirà il passaggio pedonale sotterraneo di Galleria Santa Radegonda e alcuni vagoni della metropolitana milanese con un racconto visivo dedicato all’innovazione, e alla trasformazione. L’obiettivo della campagna è quello di incoraggiare i risparmiatori a superare la pigrizia o l’abitudine, passando a un modello di banca più trasparente, innovativo e digitale: anche se cambiare banca può sembrare scomodo, è spesso il modo migliore per investire nel proprio futuro e ottenere una consulenza che tuteli davvero gli interessi del cliente
Il cuore dell’iniziativa è un artwork originale realizzato da Jonathan Calugi, artista e illustratore toscano, conosciuto a livello internazionale per il suo tratto essenziale e immediatamente riconoscibile. Attraverso linee continue, figure sintetiche e connessioni fluide, Calugi ha tradotto in immagini i valori basilari della visione di Fineco: trasparenza, semplicità, vicinanza al cliente, innovazione, sostenibilità e tutela del patrimonio.
L’opera si sviluppa come una narrazione aperta, pensata per accompagnare le persone nei loro spostamenti quotidiani. La metropolitana diventa così uno spazio di relazione e di esperienza, ma anche di fruizione di un linguaggio artistico che si intreccia naturalmente con la vita urbana, e con i percorsi individuali di migliaia di cittadini e visitatori.

«Il progetto Line of Change ci permette di raccontare attraverso un linguaggio artistico contemporaneo e coinvolgente l’importanza di abbracciare il cambiamento in ogni momento della vita quotidiana», ha dichiarato Fabrizio Lingesso, responsabile Marketing di Fineco. Un messaggio che si inserisce nel percorso di comunicazione del gruppo e che trova nella città di Milano un contesto particolarmente idoneo per dialogare con un pubblico più ampio, e internazionale.
L’operazione è stata sviluppata insieme a Crafted, agenzia di comunicazione di Fineco, con il supporto di Picasso Consulting e IGPDecaux come media partner e di Machas per la consulenza artistica e il talent management.
Oltre all’aspetto comunicativo, il progetto rappresenta una nuova tappa nel rapporto tra Fineco e il mondo dell’arte contemporanea, confermando la volontà dell’ente di utilizzare il linguaggio creativo come strumento di coinvolgimento culturale e di riflessione sul futuro.
Nato a Pistoia nel 1982, Jonathan Calugi è uno degli illustratori italiani più riconoscibili della sua generazione. La sua ricerca artistica ruota attorno a una linea continua che si trasforma in figure umane, volti, oggetti e relazioni, dando vita a composizioni caratterizzate da un forte senso di movimento e di armonia.

Dopo gli esordi nel mondo dell’illustrazione editoriale e della grafica, Calugi ha costruito una carriera internazionale collaborando con brand, istituzioni culturali e aziende in Europa, Stati Uniti e Asia. Il suo lavoro si colloca nel confine tra arte contemporanea, design e comunicazione visiva, con opere che spaziano dai murales alle installazioni urbane, fino a progetti per il mondo della moda e della tecnologia.
La cifra distintiva della sua produzione è la capacità di raccontare concetti complessi attraverso un linguaggio minimale, ma chiaro. Le sue linee non delimitano delle forme, ma simboleggiano anche le connessioni che si creano dagli incontri quotidiani, e descrivono un sistema in continua evoluzione. Un approccio che si ritrova anche in “Lines of Change”, dove il cambiamento viene rappresentato come un processo collettivo e dinamico, fatto di incontri, percorsi e possibilità.

Lo stesso artista racconta come il progetto nasca dall’idea di tracciare una linea capace di attraversare storie, passioni, lavoro e relazioni, creando un racconto che può essere letto da diverse prospettive. Una visione coerente con la sua ricerca, da sempre orientata a trasformare il segno grafico in uno strumento di connessione tra individui e comunità. «La galleria e la metropolitana sono luoghi fatti di movimento, incontri e direzioni diverse: ogni persona li attraversa con il proprio ritmo, il proprio punto di partenza e la propria traiettoria – spiega l’artista –. Da qui è nata l’idea di creare un mondo che non si legge in una sola direzione, ma da molte prospettive, come una linea continua che cambia mentre ci accompagna nei nostri movimenti. Per me il cambiamento nasce proprio così: in un presente vivo, pieno di possibilità, in cui ogni storia può incrociarne un’altra e ogni punto può diventare un nuovo inizio».
Per Milano, Calugi ha immaginato dunque un’opera che dialoga con il ritmo della città e con il movimento quotidiano dei suoi abitanti. Un intervento che porta il suo linguaggio fuori dagli spazi espositivi tradizionali e lo inserisce in uno dei luoghi più frequentati del capoluogo lombardo, trasformando il tragitto urbano in un’esperienza visiva accessibile e condivisa.
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