Juve, Spalletti: "Ho vissuto gli ultimi 50 giorni con il malessere addosso. Siamo distanti dallo Scudetto. Vlahovic? Le porte sono aperte, ma bisogna citofonare..."
Segui live la prima conferenza stampa della stagione 2026/27 di Luciano Spalletti.
Luciano Spalletti dà il via alla stagione 2026/27 della Juventus con la prima conferenza stampa. Direttamente dall'Allianz Stadium, il tecnico incontra i giornalisti alla vigilia della prima amichevole estiva contro il Basilea, in programma sabato 18 luglio alle 15:30.
IL PENSIERO PER BALDINI
Dedico un pensiero dal profondo del cuore all'amico Silvio Baldini per la perdita della tenera Valentina da parte della mia famiglia e di tutta la Juventus.
COME HA RITROVATO LA SQUADRA?
"I primi giorni si sono sviluppati secondo un copione ordinato. Ho ritrovato una squadra consapevole di ciò che non siamo riusciti a fare nello scorso campionato, ma anche di quelle che sono le nostre potenzialità. Abbiamo fatto prestazioni di assoluto livello che hanno determinato questa consapevolezza, come ce ne sono state al di sotto di quelle che possiamo permetterci. Lavorando su questi difetti dobbiamo preparare la prossima stagione".
GLI ULTIMI 50 GIORNI
"Il mio pensiero è sempre verso il mio operato e quello che avrei potuto fare meglio e in maniera differente e che poteva determinare il finale di campionato. Sappiamo che ci vuole altro: ho vissuto questi giorni con un malessere addosso perché viviamo di risultati e veniamo condizionati dai risultati. Il pensiero era all'organizzazione per avere un percorso differente già da domani. Loro tra una settimana iniziano il campionato. Abbiamo analizzato quello che è successo, quello che non siamo riusciti a fare, ma la strada su cui ci siamo messi è quella giusta. E' stato un po' il passo di come l'abbiamo percorsa, il passo di quella che dovremmo percorrere che va sicuramente cambiato".
IL BISOGNO DI PERSONALITA'
"Devo fare meglio dell'anno scorso. La nostra rosa ha bisogno di essere rafforzata o potenziata e in alcune caselle anche completata. Lo sappiamo tutti tutti per cui dobbiamo fare un lavoro profondo sapendo che quello che ci può mettere in difficoltà è il tempo determinato dalla presenza del Mondiale. Quando inizierà il campionato avremo poco tempo, quindi sarebbe bene avere i rinforzi il prima possibile. Ci sono difficoltà oggettive che hanno tutte le squadre: alcune, tra cui anche noi, hanno fatto qualcosa, ma siamo al 'cooling break' del calciomercato. C'è ancora un po' da fare, un po' di tempo. Siamo tutti molto organizzati e convinti della strada da percorrere".
LONTANI DALLO SCUDETTO
"L'anno scorso non abbiamo raggiunto il risultato, ma non abbiamo sbagliato stagione. Abbiamo fatto molte cose giuste, ma dobbiamo migliorare in alcuni momenti. Dobbiamo migliorare nell'avere sempre lo stesso di prestazione e di qualità. Siamo convinti di essere nelle condizioni di poter pensare che se lavoreremo nella maniera giusta competeremo per arrivare in Champions League, perché quello ci aspetta quando ti chiami Juventus. E vogliamo assolutamente competere per l'alta classifica, ma non dobbiamo sbagliare niente. Per parlare di Scudetto siamo distanti".
I GIOCATORI TORNATI DAL PRESTITO
"Il calciomercato non è più solo comprare e vendere, è anche ridare la possibilità ad alcuni calciatori che hanno fatto esperienze differenti di poter dimostrare il loro valore perché anche loro sono un patrimonio importante della società. Dobbiamo essere bravi a valutarli con attenzione. Non li conoscevo prima, ma li ho trovati stimolati".
COME STA THURAM
"Deve fare un lavoro differenziato. In questo momento sta trovando dei miglioramenti sulla difficoltà che l'ha tenuto un po' fermo alla fine dell'anno scorso".
MERCATO E VLAHOVIC
"Dobbiamo fare un lavoro importante, ma io sono tranquillo: verrà fatto. Vogliamo sistemare questa rosa con quello che ci manca, siamo tutti in sintonia sulla direzione da seguire. Delle difficoltà in base alla classifica dell'anno scorso le troveremo, ma i direttori sono molto impegnati e li reputo capaci. Vlahovic? Quello che potevo fare l'ho fatto prima che finisse il campionato. Io faccio le valutazioni tecniche, poi c'è l'aspetto economico che non è di mia competenza. Non ci ho parlato a fine campionato, ma lui sa cosa penso di lui. I nostri direttori hanno sempre le porte aperte dell'ufficio, ma per entrare bisogna citofonare".
YILDIZ
"Lo aspettiamo a braccia aperte perché per noi è molte cose. Quando tornerà sarà quasi subito nelle condizioni di rientrare in gruppo: aveva bisogno di riposo, ma verrà valutato bene. Gli verrà eventualmente dato un lavoro programmato in base alle sue necessità".
CELIK ED EKHATOR
"Celik è un calciatore di carattere, sicuramente è affidabile con un carattere da guerriero: è stata una buona idea portarlo a casa. Non avrà problemi d'inserimento perché è un giocatore esperto, un buonissimo ragazzo che nel calcio conoscono tutti e si inserirà facilmente. Ekhator ha un potenziale importante e i direttori sono stati bravi a portarlo a casa. Ha le qualità dell'attaccante moderno e di un numero 9 completo. Ha un'età in cui bisogna aspettare e crescere in tranquillità. Su alcune cose è forte in maniera visibile: le ha da quando è nato, ma deve crescere e completarsi e lui è molto stimolato".
IL MERCATO PUO' CONDIZIONARE?
"Cercheremo di fare tutto il prima possibile. Dobbiamo saperci convivere: può succedere che qualcuno parta perché visto il non-risultato finale dell'anno scorso potremmo essere costretti a vendere qualcuno. Poi ci faremo trovare pronti. Potrebbe essere che una sera alle 20 ricevete la notifica di un nuovo acquisto improvviso, come successo con Celik e che poi ci consente di lavorare con una rosa più completa. Abbiamo una società forte e le società forti sanno sorprendere a volte. Dire in anticipo i nomi che stiamo trattando significa complicare le trattative".
IL RAPPORTO CON LA SOCIETA'
"Ho sempre avuto un buon rapporto con tutti i dirigenti con cui ho lavorato in carriera. Con alcuni ho avuto un punto di vista differente, ma io parlo di calciatori con i direttori e la società: non parlo di direttori con la società e la società non ne parla con me. Quando entri in corsa non hai molto tempo per conoscerti fuori dal campo, ma Modesto lo avevo davanti allo spogliatoio. Si usciva a cena insieme. Comolli veniva molto spesso al campo: dal mio punto di vista è tutto regolare. Con Carnevali e Massara ci conosciamo bene: con quest'ultimo ho già lavorato e conosco benissimo le sue qualità. Con Carnevali non ho mai lavorato, ma abbiamo stima reciproca e un rapporto che ci lega da anni. Siamo in perfetta confidenza. Sono persone che si fanno descrivere attraverso il loro passato, il loro storico. Non devo descriverli io. Ho massima fiducia che completeremo le caselle che ci servono per avere una rosa forte e aspirazioni importanti. Chiaro che il campo e la scrivania possono determinare molto in funzione alla nostra qualità di calcio e di squadra".
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