Juventus, perchè Spalletti non ama le due punte ma darà una chance a Kolo Muani e Woltemade insieme
Il bombardamento è iniziato già da qualche settimana: una volta constatato che Kolo Muani fa fatica a reggere il peso dell’attacco tifosi e media hanno incalzato Spalletti: gioca con due punte, gioca con due punte. Un modulo che, parla la sua storia, non è mai piaciuto all’ex ct ma che quando è stato utilizzato a gara in corso ha dato i suoi frutti. In parole povere serve Woltemade al fianco del francese. Sarà davvero così?
L’attaccante negato
Spalletti ci sta pensando ed è assai probabile che proverà la coppia offensiva inedita ma la sente come una forzatura. Va ricordato che sia a gennaio che la scorsa estate aveva chiesto un’altra tipologia di attaccante, che avrebbe voluto la riconferma di Vlahovic, che è stato costretto a sperare anche nel miracolo di riavere Milik a disposizione pur di trovare l’assetto preferito, ma non c’è stato verso.
Kolo Muani gli piace ma sa bene che non è un centravanti. Quando gli uscì la frase, forse infelice, in cui rivolgendosi al suo bomber disse: “si chieda perché da due anni non gioca”, aveva ben presente i limiti dell’ex Psg. E Woltemade non è certo la sua prima scelta.
La lite con Stramaccioni
In tanti hanno fatto notare all’ex ct che serve un’altra punta ma le risposte sono state acide. L’ultimo fu a Dazn Andrea Stramaccioni che gli chiese in diretta: “Mister, la sensazione è che la Juve anche abbia iniziato a riempire l’area di rigore da quando hai messo i due attaccanti. Ho la sensazione che Kolo Muani si senta più a suo agio con un altro attaccante vicino”. Spalletti si stizzì: “Sì Andrea ma nel primo tempo c’eri a vedere la partita? Io al 25′ ho arretrato a centrocampo McKennie e ho messo Nico Gonzalez a fare quello che ha fatto Woltemade nel secondo tempo, ovvero ha giocato da seconda punta, è avvenuta la stessa cosa Entrambi possono invertirsi e Kolo se si lascia libero di andare diventa anche difficilmente marcabile e in alcune cose di questo genere mi è piaciuto molto durante la partita”.
I moduli di Spalletti
Per capire la ritrosia del tecnico bianconero basta risalire alla sua carriera. Ricordate come giocava la sua Nazionale? Una sola punta, spesso Scamacca, ma anche negli anni precedenti il suo modulo di fabbrica è sempre stato il 4-3-2-1 o il 4-3-3 o il 4-2-3-1. A Empoli aveva Carmine Esposito, alla Samp Montella, alla Roma prima Totti falso nueve e poi Dzeko, con i vari Taddei, Mancini e poi Salah ed El Shaarawy esterni offensivi.
All’Inter il centravanti era Icardi, supportato dal lavoro sugli esterni di Ivan Perišić e Antonio Candreva, al Napoli c’era Osimhen con Politano e Kvara ed anche allo Zenit ha sempre giocato (e vinto) con una sola punta. Unica eccezione il periodo all’Udinese quando aveva Margiotta, Pampa Sosa, Di Michele e Di Natale e giocava con 2 punte. Il suo problema è che probabilmente Kolo Muani non è Di Natale e Woltemade non è (ancora) il miglior Sosa.
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