Kai Schreiber, 17 anni, conquista la moda: dal premio Breakthrough Model of the Year alla spettacolare sfilata Thom Browne alla NYFW
A diciassette anni, Kai Schreiber non è più solo la figlia di Naomi Watts e Liev Schreiber, né soltanto uno dei nuovi volti della rappresentazione transgender nella moda. La modella, premiata da poco ai Fashion Media Awards come volto dell’anno, s è rivelata un talento poliedrico.
Il suo percorso professionale sta assumendo contorni sempre più riconoscibili, sostenuto da una presenza scenica che sembra distinguersi proprio quando la passerella smette di essere soltanto una passerella.
Il suo debutto risale al marzo 2025, quando ha sfilato per Valentino durante la Paris Fashion Week. Da allora il suo portfolio si è rapidamente ampliato, con apparizioni per importanti maison internazionali. Fino all’ultima New York Fashion Week dove, oltre a lei, sono salite sulle passerelle molte “figlie di”: Kaia Gerber da Khaite, sempre più simile alla madre Cindy Crawford, Lila Moss, erede di Kate, Matilde Lucidi, che ha i geni di Bianca Balti, Iris Law, tale e qualee a papà Jude…

Kai Schreiber e Naomi Watts all’evento The Daily Front Row’s Fashion Media Awards, dove la modella è stata premiata come Model Of The Year. 11 settembre 2026, New York. (Photo by Stephanie Augello/Variety via Getty Images)
A settembre 2026 è arrivato anche un riconoscimento particolarmente significativo: ai Daily Front Row Fashion Media Awards, Kai ha ricevuto il premio Breakthrough Model of the Year, prima ragazza transgender a ottenere questo riconoscimento.
Pochi giorni dopo, alla New York Fashion Week, è arrivato un altro momento destinato a consolidare il suo profilo. Per la collezione Primavera/Estate 2027 di Thom Browne, presentata il 15 settembre, Kai è stata protagonista di una delle immagini più teatrali dello show: quella di una metamorfosi, da bozzolo a farfalla.

Kai Schreiber sulla passerella di Thom Browne P/E 2027. (Spotlight Launchmetrics.com)
Kai Schreiber, dalla danza alla moda
Il tratto più interessante del percorso di Kai Schreiber è forse quello che precede la moda. La sua formazione nella danza classica ha contribuito a costruire un modo di stare davanti all’obiettivo e sulla passerella che non si limita alla tradizionale camminata.

Kai Schreiber sulla passerella di Thom Browne P/E 2027. (Spotlight Launchmetrics.com)
Il corpo diventa parte integrante dell’abito, ne segue le proporzioni, ne amplifica i volumi e, soprattutto, contribuisce a raccontarlo. È una qualità particolarmente adatta a una moda come quella di Thom Browne, nella quale la costruzione del look è spesso inseparabile dalla dimensione performativa. La passerella, in questo caso, diventa quasi un palcoscenico. Ed è proprio su questo terreno che Kai sembra avere trovato una delle caratteristiche più personali del proprio linguaggio.
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La trasformazione in farfalla da Thom Browne
La sfilata Thom Browne Primavera/Estate 2027 ha portato in passerella un immaginario fatto di giardini, insetti, fiori, texture e forme organiche. La stessa maison ha descritto la collezione attraverso il tema della metamorfosi, con il contrasto tra la struttura geometrica della sartoria e la vitalità di piante e insetti. In questo universo, Kai Schreiber è diventata il volto della trasformazione.
La sua uscita non è stata concepita come una semplice sequenza di passi. La modella è comparsa all’interno di un grande bozzolo scenografico e ne è riemersa trasformata in una farfalla, con un look costruito intorno a questo immaginario. Il risultato ha messo insieme moda, movimento e teatro, facendo della modella una parte integrante della narrazione della collezione. È una scelta che appare coerente con la formazione di Kai: il balletto le permette di utilizzare postura, gestualità e controllo del corpo come strumenti espressivi. L’abito, quindi, non viene semplicemente indossato, ma attraversato e interpretato.
Il premio Breakthrough Model of the Year
Il riconoscimento ricevuto ai Daily Front Row Fashion Media Awards ha aggiunto un altro tassello al percorso di Kai Schreiber. La vittoria come Breakthrough Model of the Year è arrivata dopo poco più di un anno dal debutto professionale e ha segnato un primato nella storia del premio: Kai è stata la prima ragazza transgender a ricevere questo riconoscimento.

Kai Schreiber e Naomi Watts sul red carpet della 13ª edizione dei Daily Front Row Fashion Media Awards (IPA)
Durante il discorso di accettazione, la modella ha ricordato le figure transgender che l’hanno preceduta nel settore, attribuendo anche a loro parte del significato di quel momento. Ha inoltre ringraziato i genitori per il sostegno ricevuto nel proprio percorso. Il premio assume così una doppia dimensione: da una parte fotografa l’ascesa professionale di una modella molto giovane, dall’altra testimonia la crescente visibilità di percorsi differenti all’interno dell’industria fashion.
Da Valentino a Thom Browne: la velocità di una nuova carriera
Il debutto da Valentino a Parigi nel 2025 ha rappresentato il punto di partenza. In seguito Kai ha lavorato con diversi nomi della moda internazionale, costruendo in poco tempo un curriculum che ha contribuito a portarla all’attenzione degli addetti ai lavori.

Kai Schreiber sulla passerella di Valentino A/I 2025 (launchmetrics.com)
La rapidità del percorso non è però l’unico elemento interessante. A emergere è soprattutto la progressiva definizione di un’immagine personale: una modella giovane, legata alla danza, capace di muoversi tra editoriale, passerella e dimensione performativa. La questione del cognome resta inevitabilmente parte della sua storia. Essere figlia di due attori celebri come Naomi Watts e Liev Schreiber significa entrare nel mondo della moda con una notorietà preesistente. Ma il lavoro sulla passerella appartiene a un’altra grammatica, nella quale l’identità professionale deve essere costruita look dopo look.
Il fattore X di Kai Schreiber
È qui che entra in gioco quello che, nel linguaggio della moda, viene spesso definito X Factor: una qualità difficile da quantificare e ancora più difficile da insegnare. Nel caso di Kai Schreiber coincide con la capacità di trasformare il movimento in parte dell’immagine. Il balletto fornisce disciplina e controllo; la moda aggiunge abiti, styling e fotografia; la passerella diventa il punto d’incontro tra questi elementi.

Kai Schreiber sulla passerella di Thom Browne P/E 2027 (launchmetrics.com)
La metamorfosi firmata Thom Browne ne è stata una rappresentazione quasi letterale. Prima il bozzolo, poi la farfalla: una scena costruita per raccontare una trasformazione, affidata a una modella capace di sostenerla con il corpo oltre che con il look. A diciassette anni, Kai Schreiber si trova quindi in una fase ancora iniziale della propria carriera. Ma tra il riconoscimento ricevuto a New York, il debutto parigino e una delle uscite più teatrali della New York Fashion Week, il suo nome ha già iniziato a essere associato a qualcosa di più preciso della semplice appartenenza a una famiglia famosa: un modo personale di intendere la passerella, nel quale moda e performance finiscono per coincidere.
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