Kallas: “Ciò che accade in Cisgiordania rende impossibile la soluzione a due Stati Israele-Palestina”
Bruxelles – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo governo non vogliono una soluzione alla questione israelo-palestinese, e stanno sabotando come non mai ogni tentativo di ipotesi di convivenza con i palestinesi. L’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, alla fine condanna lo Stato ebraico e la sua leadership: “Tutti concordano sul fatto che la situazione in Cisgiordania sia davvero intollerabile“, afferma al suo arrivo a Bruxelles per i lavori del consiglio Affari esteri. Il perché della situazione “intollerabile” lo spiega lei stessa: “Tutti sosteniamo la soluzione dei due Stati. Ciò che sta accadendo in Cisgiordania rende di fatto sempre più impossibile che questa soluzione dei due Stati possa mai essere attuata“.
Le affermazioni dell’Alta rappresentante sono una chiara presa di coscienza delle operazioni di Netanyahu e l’accusa neanche troppo velata di un’annessione dei territori palestinesi a cui l’UE fin qui non ha saputo rispondere e di fronte alla quale rispondere adesso rischia di essere tardivo. Perché Israele avanza e controlla territorio a questo punto sempre più difficile da recuperare, soprattutto se le vere intenzioni di questo governo sono contro ogni soluzione a due Stati.
L’UE prende atto, ma Kallas, nonostante tutto, delega agli Stati. Un po’ perché la Commissione europea non ha competenze piene in materia di politica estera, e un po’, proprio per questo, perché manca di coraggio e di leadership. L’Alta rappresentante non detta alcuna linea, neppure ci prova, e di fronte a chi domanda quale potrebbe essere l’opzione preferibile per rispondere a questo governo israeliano che avanza in Cisgiordania, risponde che “non importa quale sia la mia opzione preferita, perché io cerco di mettere insieme i i 27 Stati membri laddove c’è un terreno comune”.
Intanto si prende atto che, nell’inazione a dodici stelle, il processo di pace a due-Stati muore, e si tace su un altro aspetto della questione, ossia cosa fare dei profughi palestinesi in caso di annessione completa della Cisgiordania. L’UE di oggi non vuole richiedenti asilo, come dimostra il canale di dialogo tutto nuovo aperto con il regime dei talebani per riprendersi in carico i nazionali afghani presenti su suolo UE. L’Unione europea già con la schiena voltata ai palestinesi rischia di voltarsi ancora di più.
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