KPMG AUSTRALIA, SI DIMETTONO IL PRESIDENTE E DUE PARTNER: SI ALLARGA LO SCANDALO SULLE REVISIONI
Di Filippo Stivala
Martin Sheppard, Paul Rogers ed Eileen Hoggett lasciano la società dopo le accuse sull’utilizzo improprio di informazioni riservate dei clienti. KPMG ammette di non avere rispettato gli standard attesi e annuncia una revisione della governance
Nuovo terremoto ai vertici di KPMG Australia. Il presidente Martin Sheppard e i partner senior Paul Rogers ed Eileen Hoggett lasceranno la società mentre continua ad allargarsi lo scandalo legato alla gestione di informazioni riservate dei clienti e all’utilizzo che ne sarebbe stato fatto durante alcune gare per ottenere importanti incarichi di revisione contabile.
Le nuove uscite rappresentano l’ultima conseguenza di una controversia che aveva già provocato le dimissioni dell’amministratore delegato e del responsabile della divisione audit.
La società ha definito le decisioni «necessarie e immediate» e ha riconosciuto pubblicamente di non avere rispettato gli standard che clienti, dipendenti e comunità si aspettavano da una delle principali società di consulenza e revisione del Paese.
«Non abbiamo rispettato gli standard che ci si aspettava da noi e riconosciamo l’impatto che ciò ha avuto sul whistleblower, sulle nostre persone, sui nostri clienti e sulla comunità», ha dichiarato l’amministratore delegato ad interim Stan Stavros.
Le accuse del whistleblower
Al centro della vicenda vi sono le accuse presentate da un whistleblower, secondo il quale personale di KPMG avrebbe utilizzato impropriamente documenti riservati appartenenti ad alcuni clienti per sostenere offerte della società in gare d’appalto per nuovi incarichi di revisione.
Una delle contestazioni più gravi riguarda Lendlease.
Secondo quanto denunciato, documenti riservati del consiglio di amministrazione della società immobiliare sarebbero stati utilizzati per rafforzare la posizione di KPMG durante importanti procedure di selezione per servizi di audit.
Paul Rogers ed Eileen Hoggett sono stati indicati direttamente dal whistleblower come partner responsabili del team di revisione di Lendlease coinvolto nella condotta contestata.
Entrambi sono attualmente oggetto di indagine da parte dell’autorità australiana di regolamentazione societaria.
Le accuse non hanno ancora prodotto una conclusione definitiva da parte delle autorità competenti, ma hanno già provocato una profonda crisi interna e reputazionale.
KPMG ammette errori nella gestione della denuncia
La società ha riconosciuto di avere gestito in modo inadeguato la segnalazione del whistleblower.
Secondo quanto emerso durante l’esame parlamentare della vicenda, la denuncia sarebbe stata inizialmente trattata come una questione legata ai rapporti sul posto di lavoro, anziché come un possibile problema relativo all’indipendenza, all’etica professionale e alla qualità della revisione.
KPMG ha avviato una quarta indagine interna dopo che le precedenti verifiche non erano riuscite a dimostrare la presenza di condotte illecite.
Il fatto che siano state necessarie nuove indagini ha alimentato ulteriori interrogativi sulla capacità dell’organizzazione di esaminare in maniera indipendente e trasparente le accuse rivolte ai propri dirigenti.
La gestione del whistleblower è diventata uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda, anche per le conseguenze personali e professionali subite dalla persona che aveva segnalato i fatti.
Le dimissioni di Rogers e Hoggett
Paul Rogers ed Eileen Hoggett lasceranno ora la società.
Hoggett si era già dimessa all’inizio del mese dalla carica di chief operating officer, ma era rimasta partner di KPMG in attesa dell’esito delle verifiche.
La nuova decisione segna quindi la sua uscita definitiva dall’organizzazione.
Rogers e Hoggett erano stati chiamati in causa direttamente nelle accuse relative alla gestione dell’incarico Lendlease.
KPMG non ha dichiarato che le dimissioni equivalgano a un’ammissione delle contestazioni personali rivolte ai due partner, ma ha riconosciuto che le misure erano necessarie per affrontare la crisi e ricostruire la fiducia.
Sheppard lascia anche gli incarichi regionali
Il presidente Martin Sheppard abbandonerà KPMG Australia dopo un breve periodo di transizione.
Lascerà inoltre le proprie responsabilità nel consiglio di amministrazione regionale della società.
La sua uscita arriva pochi giorni dopo l’audizione davanti a una commissione parlamentare incaricata di esaminare lo scandalo.
Nel corso dell’udienza, Sheppard aveva rivelato un ulteriore episodio riguardante informazioni sensibili appartenenti a Optus.
Secondo quanto riferito, personale di KPMG Australia avrebbe condiviso informazioni riservate sulla società di telecomunicazioni con un altro gruppo interno impegnato in una gara per ottenere l’incarico di revisione della concorrente Telstra.
La condivisione avrebbe rappresentato una violazione dei principi di riservatezza e dell’etica professionale richiesta alle società di audit.
Le critiche della commissione parlamentare
La commissione ha rivolto critiche particolarmente dure alla gestione della vicenda da parte dei vertici di KPMG.
Sheppard era stato contestato anche per avere inizialmente invocato il segreto professionale legale allo scopo di impedire l’accesso della commissione ad alcuni documenti interni.
La decisione era stata successivamente revocata.
Il comportamento ha comunque rafforzato il sospetto che la società avesse cercato di limitare la trasparenza proprio mentre il Parlamento tentava di comprendere la portata delle violazioni e il modo in cui le denunce interne erano state affrontate.
La commissione ha inoltre evidenziato la presenza di comportamenti non etici da parte di personale senior e il pesante impatto umano prodotto dalla gestione del whistleblower.
Un presidente indipendente
KPMG Australia ha annunciato una profonda revisione della propria governance.
Martin Sheppard sarà sostituito da un presidente indipendente, mentre nuovi membri esterni entreranno nel consiglio di amministrazione australiano.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare i controlli, aumentare l’indipendenza della supervisione interna e ridurre il rischio che i dirigenti della società siano chiamati a valutare comportamenti di colleghi con i quali hanno rapporti professionali diretti.
La nomina di figure indipendenti rappresenta un cambiamento significativo per un’organizzazione tradizionalmente governata dai propri partner.
KPMG ha annunciato anche una revisione delle sanzioni applicabili al personale in caso di condotta scorretta.
La società vuole verificare se i meccanismi disciplinari attuali siano abbastanza severi e se vengano applicati in modo coerente ai dipendenti e ai partner più anziani.
Il nodo dell’indipendenza delle revisioni
La controversia investe uno dei principi fondamentali della professione contabile: l’indipendenza del revisore.
Le società di audit ricevono dai clienti informazioni finanziarie, strategiche e commerciali altamente sensibili.
Questi dati devono essere protetti e utilizzati esclusivamente per lo svolgimento dell’incarico per il quale sono stati consegnati.
L’eventuale condivisione con altri gruppi interni impegnati a conquistare nuovi contratti potrebbe offrire un vantaggio commerciale improprio e compromettere la fiducia necessaria tra revisore e cliente.
La separazione tra le diverse divisioni di una grande società di consulenza è quindi essenziale per evitare conflitti d’interesse e impedire che informazioni riservate vengano trasformate in strumenti per ottenere nuovi affari.
Le accuse rivolte a KPMG sollevano interrogativi proprio sull’efficacia di queste barriere interne.
Una crisi che coinvolge l’intero settore
Il caso rischia di produrre conseguenze che vanno oltre KPMG Australia.
Negli ultimi anni, le grandi società di revisione e consulenza sono finite ripetutamente sotto esame per conflitti d’interesse, utilizzo di informazioni riservate e rapporti con governi e grandi aziende.
Le autorità australiane stanno valutando da tempo la necessità di rafforzare la regolamentazione del settore e di separare maggiormente le attività di revisione da quelle di consulenza.
Quando la stessa organizzazione fornisce servizi differenti a clienti concorrenti, il rischio di sovrapposizioni e condivisioni improprie aumenta.
La vicenda KPMG potrebbe quindi alimentare nuove richieste di riforma e controlli più rigorosi sulle cosiddette Big Four della revisione contabile.
«Le mancanze non devono ripetersi»
Stan Stavros ha riconosciuto che l’inchiesta parlamentare ha portato alla luce problemi profondi, compreso il comportamento di alcuni dirigenti e le conseguenze della risposta data alla persona che aveva segnalato i fatti.
«KPMG Australia è impegnata a garantire che tali mancanze siano comprese, affrontate e non si ripetano», ha affermato.
La società dovrà ora dimostrare che le nuove misure non rappresentano soltanto una risposta temporanea alla pressione pubblica.
La nomina di un presidente indipendente, l’ingresso di membri esterni nel consiglio e la revisione delle sanzioni saranno valutati sulla base della loro effettiva capacità di modificare la cultura interna.
Restano inoltre da chiarire le responsabilità individuali, l’esito delle indagini dell’autorità di regolamentazione e la reale estensione dell’utilizzo improprio di informazioni confidenziali.
La fiducia da ricostruire
Le dimissioni ai vertici rappresentano un tentativo di contenere lo scandalo, ma non chiudono la vicenda.
KPMG dovrà ricostruire il rapporto di fiducia con clienti, dipendenti, autorità e opinione pubblica.
Il problema non riguarda soltanto eventuali violazioni delle procedure interne, ma la credibilità di un sistema nel quale le società di revisione devono garantire indipendenza, riservatezza e integrità.
Quando una società incaricata di controllare i conti delle grandi aziende viene accusata di utilizzare le informazioni ricevute per conquistare altri contratti, l’intero modello professionale viene messo in discussione.
Le uscite di Sheppard, Rogers e Hoggett segnano un passaggio importante, ma la vera prova sarà rappresentata dalle conclusioni delle indagini e dalla capacità di KPMG di dimostrare che le regole valgono allo stesso modo per tutti, compresi i partner più potenti.
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