Kristen Stewart debutta alla regia con “La Cronologia dell’Acqua”
Kristen Stewart firma il suo primo film da regista con “La Cronologia dell’Acqua”, adattamento del memoir di Lidia Yuknavitch con Imogen Poots protagonista, in arrivo nei cinema italiani dall’11 giugno.
Kristen Stewart passa ufficialmente dietro la macchina da presa. L’attrice americana, diventata celebre a livello globale con la saga di Twilight e poi protagonista di un percorso sempre più vicino al cinema d’autore, firma il suo primo lungometraggio da regista con La Cronologia dell’Acqua.
Il film, titolo originale The Chronology of Water, arriva nei cinema italiani dall’11 giugno 2026, distribuito da Wanted Cinema, dopo la presentazione al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. Al centro del racconto c’è la vita della scrittrice Lidia Yuknavitch, interpretata da Imogen Poots, in un’opera che sceglie una forma frammentata e intensa per raccontare trauma, corpo, memoria e rinascita attraverso la scrittura.
Dal memoir di Lidia Yuknavitch al cinema
La Cronologia dell’Acqua è tratto dall’omonimo memoir pubblicato da Lidia Yuknavitch nel 2011. Il libro racconta una vita segnata da ferite familiari, dipendenze, relazioni difficili e dalla ricerca di una voce personale attraverso l’arte.
Kristen Stewart lavora a questo progetto da anni, trasformando il testo autobiografico in un film che non segue una narrazione lineare. La storia procede per immagini, emozioni e frammenti, cercando di restituire la materia irregolare del ricordo più che una semplice sequenza cronologica di eventi.
Il risultato è un’opera che guarda alla protagonista non come a un personaggio da spiegare, ma come a una donna da seguire nel suo percorso di sopravvivenza e autodeterminazione.
Imogen Poots interpreta Lidia Yuknavitch
A dare volto alla protagonista è Imogen Poots, scelta per interpretare una figura complessa, attraversata da fragilità, rabbia, desiderio e bisogno di ricostruzione.
Nel cast figurano anche Thora Birch, Jim Belushi e Tom Sturridge, in un racconto che alterna momenti intimi e passaggi più duri, legati al rapporto con la famiglia, al corpo, alla dipendenza e alla scrittura come possibilità di salvezza.
Il film non punta a una ricostruzione tradizionale della biografia di Yuknavitch. La regia di Stewart sceglie invece un linguaggio più fisico e sensoriale, in cui l’acqua diventa elemento ricorrente: rifugio, memoria, movimento, ma anche forza capace di travolgere.
Il debutto di Kristen Stewart dietro la macchina da presa
Per Kristen Stewart, La Cronologia dell’Acqua rappresenta un passaggio importante. Dopo una carriera costruita tra cinema commerciale, autori europei e ruoli indipendenti, l’attrice affronta il debutto alla regia con un progetto personale e non convenzionale.
La scelta del soggetto conferma il suo interesse per storie femminili irregolari, lontane dai percorsi più prevedibili. Stewart non cerca un esordio rassicurante, ma firma un film ruvido, emotivo e volutamente non lineare.
La presentazione a Cannes ha dato al progetto una cornice internazionale, inserendolo tra gli esordi registici più osservati del cinema recente. Il festival ha presentato il film come primo lungometraggio diretto da Stewart e adattamento dell’opera autobiografica di Yuknavitch.
Una storia di trauma, corpo e rinascita
Il cuore del film è il rapporto tra dolore e trasformazione. La protagonista attraversa esperienze traumatiche, dipendenze e relazioni instabili, ma trova nella scrittura uno spazio di ricostruzione.
Il titolo stesso suggerisce un modo diverso di raccontare la vita. La cronologia non è quella ordinata dei fatti, ma quella dell’acqua: fluida, spezzata, imprevedibile. Il film segue questo principio, lasciando che immagini e sensazioni costruiscano il percorso emotivo della protagonista.
È una scelta che rende l’opera meno immediata, ma più coerente con il materiale di partenza. Stewart lavora su un cinema che non vuole soltanto raccontare una storia, ma far percepire la sua intensità.
Un film atteso nei cinema italiani
L’arrivo nelle sale italiane dall’11 giugno porta sul grande schermo uno dei debutti registici più discussi degli ultimi mesi. L’interesse nasce sia dal nome di Kristen Stewart sia dalla natura del progetto: un’opera indipendente, adulta, costruita su una materia narrativa difficile e profondamente personale.
Per il pubblico italiano sarà anche l’occasione di vedere Stewart in una nuova fase della sua carriera: non più soltanto interprete, ma autrice di un film che porta una firma riconoscibile.
La Cronologia dell’Acqua segna così un passaggio significativo: non solo il debutto alla regia di un’attrice famosa, ma l’inizio di un percorso creativo che mette al centro il coraggio di raccontare corpo, memoria e libertà femminile senza semplificazioni.
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