La Camera approva la legge elettorale anti pareggio. Meloni ha deciso: vuole Schlein come avversario
Con 217 voti a favore e 152 contrari la Camera approva in prima lettura la legge elettorale. E quindi dopo una sconfitta sull’emendamento sulle preferenze, alla fine, sul provvedimento complessivo, la maggioranza incassa il sì nonostante, come avvenuto per gli emendamenti, il testo sia stato votato a scrutinio segreto.
Tra gli iscritti a parlare alle dichiarazioni di voto c'erano tutti i leader delle opposizioni dalla segretaria del Partito democratico Elly Schlein al presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi-Sinistra, eccezion fatta per Lega e Forza Italia che affidano la dichiarazione ufficiale della posizione del loro gruppo a chi il "Melonellum" ha portato avanti in commissione: il presidente della commissione Affari Costituzionali di FI Nazario Pagano e il deputato leghista Andrea Barabotti. Stessa scelta fa Noi Moderati: iscritto a parlare è Alessandro Colucci. Per Fratelli d'Italia c'è Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito, che ieri, sempre in Aula, è ritornato sull'emendamento sulle preferenze presentato da FdI, Nm e Udc e che è stato bocciato per un solo voto, complici una cinquantina di franchi tiratori sparsi tra Fratelli d'Italia e gli altri due partiti della coalizione, Carrocio e Forza Italia: "Il Parlamento è sovrano, sempre e comunque. Sicuramente c'è qualcuno, anche di centrodestra, che in modo segreto ha deciso di non seguire le indicazioni di voto. Vorrei che un parlamentare ci mettesse sempre la faccia".
Nel suo intervento, Giovanni Donzelli ha ribadito che con questa legge "non torneremo a maggioranza che hanno una stabilità inferiore alle coppie di Temptation island, un Parlamento debole porta una democrazia debole. Una legge che consente un Parlamento forte è una legge di democrazia". E poi rivolgendosi alle opposizioni ha detto che "nel gioco degli intrighi avete segnato un colpo, avete fatto bene a festeggiare la vostra risposta, sarebbe stato traumatico confrontarsi con il popolo italiano che tutti i giorni lavora, riuscirete a essere eletti con le liste bloccate e a prendere in giro gli italiani un’altra volta". Fratelli d'Italia, ha continuato, "avrebbe votato anche per i vostri emendamenti, vigliaccamente li avete ritirati, tradendo il popolo italiano ancora una volta", ha aggiunto, difendendo anche la riforma proposta, con cui, ha detto, "per la prima volta le opposizioni sono garantite con una soglia minima". Al termine del suo intervento ci sono stati momenti di tensione con le opposizioni che hanno esposto dei cartelli con scritto: "Meloni ha fallito" e "la maggioranza non esiste più. A casa".
"Quanta ipocrisia, oggi, da chi ha sfiduciato Giorgia Meloni, in un voto segreto due giorni fa" sulle preferenze, "chi ha tradito? Questa è l'unica ossessione da un paio di giorni della presidente del Consiglio, che non ci dorme la notte. Siete stati sfiduciati". Lo ha detto la deputata e segretaria del Partito democratico Elly Schlein nell'Aula della Camera in dichiarazione di voto finale. "Meloni ha tradito anche i suoi alleati per rincorrere Vannacci", ha ribadito riferendosi al voto favorevole di FdI al'emendamento dei deputati di Fn: "Non c’è più una maggioranza, è un colabrodo, prendetene atto e traetene le conseguenze per il paese. Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile, con gravi profili di incostituzionalità"
Nel suo intervento Giuseppe Conte ha rimarcato la posizione contraria del suo partito e rivolgendosi alla maggioranza ha detto: "Questa legge è fatta per potervi imbullonare alle poltrone e per restituire ancor più potere al capo. È una legge truffa e l'accordo che avete raggiunto in maggioranza è truffaldino perché non c'è nessun potere agli italiani di scelta dei propri rappresentanti. È fatta per passare da stabilità a inamovibilità". E ha nuovamente attaccato l'emendamento bocciato sulle preferenze dicendo che si trattava di "un emendamento in cui se tutto andava bene forse si poteva eleggere il 5 per cento dei candidati, ma da moduli prestampati nelle segreterie di partito", sottolineando che "il soffitto di cristallo" della parità tra uomo e donna "non viene abbattuto, ma viene cementato con il cemento armato".
Nelle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, il deputato di Futuro nazionale Edoardo Ziello ha annunciato che i vannacciani - che hanno votato a favore dell'emendamento di maggioranza sulle preferenze con tanto di ripresa video - avrebbero votato no a una legge che contiene "marchette elettorali schifose" e che contava su "emendamenti meticci per prendere in giro gli italiani" sulle preferenze. Ma ha poi auspicato che "che Meloni al Senato possa far riflettere gli alleati per far reintrodurre le preferenze, allora saremo ponti a votare a favore in terza lettura alla Camera", riferendosi all'ipotesi fatta ventilare alcuni membri della maggioranza come il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti e il capogruppo leghista al Senato Massimiliano Romeo: ripresentare lo stesso emendamento sulle preferenze anche a Palazzo Madama, dove non è previsto il voto segreto, a differenza di quanto accade con il regolamento della Camera.
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