La Camera dà il primo via libera allo Stabilicum: ecco come cambia il voto. Donzelli: «Ha vinto l’Italia»

Primo via libera della Camera alla riforma della legge elettorale. Lo Stabilicum, come è stato ribattezzato dalla maggioranza, è stato approvato in prima lettura dall’Aula di Montecitorio con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astenuti, al termine di una seduta caratterizzata da un duro scontro politico e dalle proteste delle opposizioni. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato, dove proseguirà il suo iter parlamentare.
Al momento del voto, avvenuto a scrutinio segreto, dai banchi della maggioranza e del governo sono partiti gli applausi, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha richiamato i deputati a non scattare fotografie in Aula. Le opposizioni hanno invece inscenato una protesta esponendo cartelli con slogan come “Legge truffa”, “Meloni ha fallito” e “Il tuo voto non conta”, costringendo i commessi a intervenire per riportare l’ordine.
Come cambia la legge elettorale
Il punto centrale della riforma è l’introduzione di un premio di maggioranza per la coalizione o la lista che supererà il 42% dei voti. In questo caso scatteranno 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro il limite massimo di 220 deputati e 113 senatori. Se nessuna forza politica raggiungerà la soglia prevista, l’assegnazione dei seggi resterà proporzionale.
Tra le novità figura anche l’indicazione sulla scheda elettorale del candidato alla Presidenza del Consiglio espresso dalla coalizione.
Non sono invece state reintrodotte le preferenze: l’emendamento che ne prevedeva il ritorno, seppure in forma parziale, è stato respinto a scrutinio segreto. Un tema che potrebbe però riaprirsi durante l’esame del provvedimento a Palazzo Madama. La riforma introduce inoltre il voto per i cittadini fuorisede. Studenti, lavoratori e persone temporaneamente lontane dal Comune di residenza per motivi di salute potranno votare nel luogo in cui si trovano, previa iscrizione in appositi elenchi comunali.
Cambia anche la rappresentanza degli italiani all’estero: le circoscrizioni passano da quattro a due, una dedicata ai Paesi dell’Unione europea e una al resto del mondo. Restano invece confermate le soglie di sbarramento già previste dal Rosatellum: 10% per le coalizioni e 3% per le singole liste, così come il meccanismo del cosiddetto ripescaggio.
Donzelli: «Con questa riforma ha vinto l’Italia»
Nel corso delle dichiarazioni di voto, il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli ha difeso il provvedimento, sostenendo che l’obiettivo della riforma è garantire maggiore stabilità ai governi e rafforzare il rapporto tra cittadini ed esecutivo. «Se passerà questa legge avrà vinto l’Italia, perché il nostro Paese non può più permettersi lunghi periodi senza governo. Avranno vinto anche gli studenti e i lavoratori fuorisede».
Donzelli ha quindi accusato le opposizioni di incoerenza sul tema delle preferenze. «Non torneremo alle maggioranze che hanno in questo Parlamento una stabilità inferiore alle coppie di Temptation Island. Non torneremo ai transfughi che ricattano i governi con una manciata di parlamentari. Un Parlamento che non decide è un Parlamento debole».
Sulle preferenze, il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia ha inoltre lasciato aperto uno spiraglio in vista del passaggio al Senato. «Giorgia Meloni ha detto che dopo l’approvazione della legge elettorale alla Camera avremmo fatto una riflessione e faremo una riflessione», ha dichiarato ai giornalisti, rispondendo a chi chiedeva se la maggioranza potrà riproporre la questione durante l’esame a Palazzo Madama.
Ciriani: «Il percorso è ancora lungo»
Soddisfazione anche da parte del governo. Lasciando l’Aula di Montecitorio dopo il voto, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha commentato: «Almeno questa è andata. Il percorso è lungo». Il ministro ha ricordato che la riforma dovrà affrontare anche il passaggio al Senato e che i tempi parlamentari rendono difficile un’approvazione definitiva prima della pausa estiva.
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