Case sfitte, proposta indecente del partito di Fratoianni e Bonelli: «Censirle e requisirle». E il Pd valuta il via libera

La proprietà privata torna nel mirino della sinistra. Stavolta non si parla di nuove tasse o di stretta sugli affitti brevi, ma di una proposta choc che punta direttamente alle case lasciate sfitte. La proposta indecente, lanciata a Firenze dall’Associazione Vivaio Sociale (Avs), è semplice quanto dirompente: censire gli immobili non abitati e, se i proprietari non intendono metterli sul mercato, procedere con la requisizione temporanea per destinarli all’emergenza abitativa. Una proposta che sembrava destinata a restare confinata al dibattito politico locale e che invece ha trovato una prima apertura nel Partito democratico, facendo esplodere la polemica.
Il progetto, illustrato dal Corriere Fiorentino da Vincenzo Pizzolo di Avs a Firenze, prevede un piano preciso. Per quanto squinternato. Prima il censimento delle abitazioni vuote, poi il dialogo con i proprietari per convincerli ad affittarle. Se il confronto dovesse fallire, scatterebbe la requisizione temporanea dell’immobile, che verrebbe assegnato a chi è in emergenza abitativa dietro il pagamento di un canone calmierato. Per i promotori non si tratta di un esproprio, ma di una misura straordinaria. Straordinaria nel suo delirio ideologico: sarebbe comunque la mano pubblica a decidere come un cittadino debba utilizzare un bene acquistato legittimamente.
La proprietà privata è un furto: il vecchio slogan della sinistra torna di moda
È proprio questo il punto che ha trasformato la proposta in un caso politico nazionale. Perché il tema non è soltanto la carenza di alloggi, ma il principio che viene messo in discussione. Se l’amministrazione può stabilire che una casa privata debba essere messa a disposizione della collettività, osservano gli oppositori, il diritto di proprietà rischia di diventare subordinato alle scelte della politica.
Il Pd di Elly Schlein apre alla proposta indecente
Ad alimentare il dibattito è stata soprattutto la posizione del Pd fiorentino. Pur senza sposare integralmente la requisizione, alcuni esponenti democratici hanno dichiarato di essere pronti a discuterne, rilanciando l’ipotesi di un censimento delle abitazioni sfitte e di un sistema di incentivi e penalizzazioni per spingere i proprietari ad affittare. Un’apertura che per il centrodestra rappresenta l’ennesimo segnale di una cultura politica sempre più orientata a considerare la proprietà privata non come un diritto da tutelare, ma come uno strumento da indirizzare secondo le esigenze individuate dalle amministrazioni.
Il clamoroso caso di Firenze non è purtroppo isolato. Negli ultimi anni molte amministrazioni guidate dal centrosinistra hanno moltiplicato gli interventi sul mercato immobiliare, in particolare contro gli affitti brevi, sostenendo la necessità di aumentare l’offerta di case per i residenti. Una linea sinistra che, inevitabilmente, finisce però per scaricare sui proprietari privati il costo delle difficoltà del mercato immobiliare e delle politiche abitative rimaste irrisolte per anni.
La proposta fiorentina, insomma, riapre una questione che va ben oltre l’emergenza casa. Dalla patrimoniale invocata a ogni occasione (anche dal M5s) a questa ultima iniziativa fiorentina, il campo largo mostra il suo vero collante: più tasse per tutti, soprattutto per quegli italiani che lavorano e risparmiano di più.
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