La Conversione di Versalis a Priolo entra nel vivo: Eni conferma il cronoprogramma
Prosegue secondo il cronoprogramma il piano di trasformazione industriale di Versalis. È quanto emerso dall’incontro di monitoraggio che si è svolto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante il quale Eni ha illustrato lo stato di avanzamento degli interventi previsti dal Protocollo d’intesa sottoscritto il 10 marzo scorso con Governo, Regioni e organizzazioni sindacali.
L’azienda ha confermato che gli investimenti complessivi sono saliti dagli iniziali 2 miliardi a 2,5 miliardi di euro, ribadendo come la crisi “strutturale e irreversibile” della chimica di base europea renda necessario il passaggio verso una chimica di specialità e innovazione.
Per quanto riguarda il sito di Priolo Gargallo, Eni ha ricordato che già dallo scorso febbraio sono iniziate le demolizioni degli impianti dismessi e che è attivo il cantiere di prefabbricazione della futura bioraffineria, il cui completamento meccanico resta previsto entro la fine del 2028. L’impianto Hoop, invece, sarà realizzato in una fase successiva, così da evitare sovrapposizioni tra i cantieri.
A Brindisi è già partito il cantiere della Gigafactory, con la Battery Energy Storage System (BESS) prevista entro la metà del 2027. Sempre nel sito pugliese prosegue anche la ricerca di un investitore per gli impianti messi in conservazione: dopo l’attività di scouting svolta dall’advisor incaricato, una manifestazione di interesse è già stata presentata.
A Ragusa risultano invece operativi il centro di eccellenza e l’hub dedicato allo sviluppo delle startup, mentre sono iniziate le attività preparatorie per la creazione della filiera agricola destinata ad alimentare l’Agri Hub delle bioraffinerie siciliane. Confermato inoltre entro il 2028 l’avvio del centro sperimentale per il riciclo meccanico delle plastiche.
Soddisfazione è stata espressa dall’Ugl Chimici, presente al tavolo con il segretario nazionale Eliseo Fiorin e il coordinatore nazionale del settore petrolio Andrea Alario. Secondo il sindacato, il confronto ha confermato il rispetto del cronoprogramma e il significativo incremento delle risorse economiche destinate al piano di riconversione.
Tra i temi affrontati anche i percorsi di formazione e riqualificazione professionale del personale e lo stato delle autorizzazioni necessarie per i nuovi impianti. Per l’impianto posto in conservazione, inoltre, è stata confermata l’esistenza di una manifestazione di interesse, che sarà approfondita in un nuovo incontro al Mimit tra settembre e ottobre.
“Esprimiamo soddisfazione per il lavoro che stanno svolgendo Eni, il Ministero e le Regioni – dichiarano Fiorin e Alario – sia per quanto riguarda il sollecito delle autorizzazioni sia per la collaborazione dimostrata nel garantire la riuscita del piano e la realizzazione degli investimenti“.
Di segno opposto il giudizio di Sinistra Italiana-Avs, che parla di conferma delle criticità già denunciate nei mesi scorsi. Secondo il partito, mentre a Brindisi la Gigafactory è già in costruzione, a Priolo resta il rinvio dell’impianto Hoop, confermando una “doppia velocità” negli investimenti previsti dal piano di riconversione. Sinistra Italiana evidenzia inoltre come sul fronte occupazionale siano arrivate soltanto rassicurazioni generiche, sostenendo che restino ancora irrisolti i nodi relativi alla sostenibilità industriale, ambientale e sociale del polo petrolchimico siracusano.
Fortemente critica anche la posizione della Fiom Cgil di Siracusa. Il coordinatore regionale dei petrolchimici, Antonio Recano, mette in discussione la credibilità del piano presentato da Eni, sostenendo che agli annunci non corrispondano elementi verificabili sullo stato reale degli investimenti.
Per il sindacato, a Priolo le demolizioni procedono lentamente e non esistono informazioni pubbliche sulle imprese impegnate nella prefabbricazione della futura bioraffineria, mentre per Ragusa mancano dati concreti sugli investimenti già effettuati, sulle aziende coinvolte e sull’impatto occupazionale.
La Fiom ribadisce inoltre che il tema centrale resta la tutela del lavoro e dell’indotto metalmeccanico, chiedendo al Governo di pretendere da Eni impegni vincolanti, tempi certi e investimenti verificabili prima di poter considerare credibile il piano di riconversione.
Secondo il sindacato, la transizione energetica potrà dirsi realmente sostenibile solo se sarà accompagnata da garanzie occupazionali e dal rafforzamento del sistema industriale del territorio, evitando che siano lavoratori e imprese dell’indotto a pagare il prezzo della trasformazione.
La delegazione sindacale dell’UGL Chimici, rappresentata dal Segretario Nazionale Eliseo Fiorin e dal Coordinatore Nazionale del settore Petrolio Andrea Alario, ha espresso compiacimento per l’andamento del tavolo e per la sinergia dimostrata da tutte le parti coinvolte: “Esprimiamo soddisfazione per il lavoro che stanno svolgendo Eni, il Ministero e le Regioni” commentano Fiorin e Alario “sia per quanto riguarda il sollecito delle autorizzazioni, sia per la piena collaborazione dimostrata al fine di garantire la riuscita del piano e la messa a terra degli investimenti”. Ugl Chimici di Siracusa , sottolineano che vigileremo per quanto riguarda lagnamento delle attività sul territorio, nonché le varie autorizzazione che dovranno essere rilasciate degli Enti Regionale e Territoriali.
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